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Svegliatemi quando finisce settembre

Piccoli studenti di una primaria di Roma accompagnati in aula al loro primo giorno di scuola. Agf 

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Lo cantano i Green Day e lo ripeto tutti gli anni in questo periodo
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A settembre mi sale la pressione. Al terzo anno di seguito in cui tornavo dal cardiologo, sempre nello stesso periodo, il dottore mi ha detto: «Ma non sarà il mese?». E in effetti. Non posso garantire precisione statistica, ma ho molte amiche. E a settembre stiamo tutte, suppergiù, così: comprare i libri scolastici, prenotare l’oculista per tutti, recuperare il dentista che l’apparecchio è come non l’abbiano messo, iscriversi a pilates, assolutamente, in cima all’elenco: quest’anno fare pilates che la schiena è già andata. Ma l’hai vista quella della bambina? Non sarà un po’ storta? Cercare l’ortopedico, ripassare le tabelline. Chiamare dal mezzo di una conferenza stampa: «Dimmi quella dell’8, veloce veloce, non vorrai ricominciare la scuola senza la tabellina dell’8 a memoria!». Ti sei ricordata la certificazione di inglese? Oddio la certificazione di inglese! Dove ci si iscrive, quando può farla, ma a 17 anni forse non dovrebbe pensarci lui? Bandire il pensiero, entrare nel sito del…

A settembre mi sale la pressione. Al terzo anno di seguito in cui tornavo dal cardiologo, sempre nello stesso periodo, il dottore mi ha detto: «Ma non sarà il mese?». E in effetti. Non posso garantire precisione statistica, ma ho molte amiche. E a settembre stiamo tutte, suppergiù, così: comprare i libri scolastici, prenotare l’oculista per tutti, recuperare il dentista che l’apparecchio è come non l’abbiano messo, iscriversi a pilates, assolutamente, in cima all’elenco: quest’anno fare pilates che la schiena è già andata. Ma l’hai vista quella della bambina? Non sarà un po’ storta? Cercare l’ortopedico, ripassare le tabelline. Chiamare dal mezzo di una conferenza stampa: «Dimmi quella dell’8, veloce veloce, non vorrai ricominciare la scuola senza la tabellina dell’8 a memoria!». Ti sei ricordata la certificazione di inglese? Oddio la certificazione di inglese! Dove ci si iscrive, quando può farla, ma a 17 anni forse non dovrebbe pensarci lui? Bandire il pensiero, entrare nel sito del British Council, non capirci niente, richiudere. Mamma ho tre feste di 18 anni. E quindi? E quindi mi serve un vestito. Ma come un vestito, ma se hai messo la stessa t-shirt e gli stessi pantaloncini tutta l’estate, ma cos’è adesso questa cosa del vestito? Cercare negozio di vestiti maschili (esistono), ignorare la richiesta di nuovi zaini nuovi astucci nuove penne tutto nuovo, fare l’inventario di quello che hanno. Chiedere aiuto al marito: «Tu per caso ti ricordi le ultime vaccinazioni? Quand’è che devono fare l’hpv?». Ah ecco: recuperare vaccinazioni. Ascoltare i rimproveri: ma non hai tutto in una cartellina? Ritrovare cartellina. Aprire la posta: conferma la presenza al convegno del 17 marzo sui mali del mondo? Pensare all’improbabilità di arrivare al 17 marzo. Guardare mail urgenti. Ripassare gli appunti sulla gestione degli attacchi di panico. La suddetta sintesi è ironica e non prevede gli imprevisti meno lieti che – per tutti – ci sono sempre. Quindi, in estrema sintesi dirò che nell’esistenza privilegiata che viviamo – per il modo sbagliato in cui l’affrontiamo, ne sono consapevole – settembre è il male.

Ogni volta che sento Wake me up when September ends dei Green Day penso: l’hanno scritta per noi! Una band maschile con un’hit femminista. Chiaramente la canzone è riferita a tutt’altro, ma vabbè, questo non impedisce di cantarla contando i giorni che mancano al primo ottobre. Che chissà perché, il primo ottobre sembra tutto più facile, fattibile, rassicurante. Nel frattempo guardare i maschi di famiglia: sereni, rilassati, fanno lunghe telefonate preparatorie delle aste del fantacalcio. Osare ricordare: si è rotto l’aspirapolvere, andiamo a comprarlo? Sentirsi rispondere: c’è tempo, aspetta, ho il fantacalcio. Lo so, è un cliché, non dovrei, non è così per tutti, cercate di cogliere l’ironia, ma soprattutto: svegliatemi quando finisce settembre.

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