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Da “Bro” a “Zio”: è online il dizionario degli adolescenti

Dal 17 al 21 settembre la Festa del libro e della libertà con 397 eventi in 50 sedi di Pordenone e del Friuli-Venezia Giulia. 

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I neologismi dello slang. Ma anche il senso della pace o dell’amicizia. Gli studenti italiani si raccontano in un vocabolario a disposizione di tutti
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Amicizia: “È condivisione, significa vivere esperienze, interessi e valori comuni, creando complicità. Si fonda sulla fiducia, è anche accettazione, in quanto si apprezza l’altro per come è, senza pretese o condizioni”. Ansia: «È legata alla paura di non essere in grado di svolgere bene un compito o al timore di non essere bravi quanto gli altri. In generale, bisogna imparare a gestirla, affinché non prenda il sopravvento, facendoci sentire inadeguati». Sono acute e pensierose, lancinanti o ironiche, spiazzanti e chirurgiche, le voci del Piccolo dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi, a cura di Valentina Gasparet con Gian Mario Villalta, realizzato da 1.500 studenti italiani, in sinergia con la Fondazione Treccani Cultura, in vista del festival Pordenonelegge, che inizia mercoledì 17 – 600 autori da tutto il mondo e 397 eventi – ma ha fatto lavorare le scuole sui testi e sul linguaggio fin dall’inizio dell’anno. Il vocabolario è già disponibile online sul sito pordenonel…

Amicizia: “È condivisione, significa vivere esperienze, interessi e valori comuni, creando complicità. Si fonda sulla fiducia, è anche accettazione, in quanto si apprezza l’altro per come è, senza pretese o condizioni”. Ansia: «È legata alla paura di non essere in grado di svolgere bene un compito o al timore di non essere bravi quanto gli altri. In generale, bisogna imparare a gestirla, affinché non prenda il sopravvento, facendoci sentire inadeguati». Sono acute e pensierose, lancinanti o ironiche, spiazzanti e chirurgiche, le voci del Piccolo dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi, a cura di Valentina Gasparet con Gian Mario Villalta, realizzato da 1.500 studenti italiani, in sinergia con la Fondazione Treccani Cultura, in vista del festival Pordenonelegge, che inizia mercoledì 17 – 600 autori da tutto il mondo e 397 eventi – ma ha fatto lavorare le scuole sui testi e sul linguaggio fin dall’inizio dell’anno. Il vocabolario è già disponibile online sul sito pordenonelegge.it, e verrà presentato al pubblico del festival venerdì 19 settembre, alle 10.30 in piazza della Motta a Pordenone. Un testo lungo e articolato, e più utile di mille trattati pedagogici a spiegare quanto un lessico condiviso sia necessario per scrivere un patto di reciproca comprensione fra genitori e figli.

Continente inesplorato

Non servono, infatti, efferati episodi di cronaca o serie televisive di successo come Adolescence per capire quanto la “generazione Alpha” oggi sia un continente pressoché inesplorato, un terreno minato nel quale anche il più scaltro degli educatori rischia di fare cilecca, quando pretende di applicare i propri canoni alle leggi misteriose che guidano i ragazzi nella loro crescita. La quale, pur ripetendosi nei secoli dei secoli, affronta sempre nuove e più ripide scorciatoie, imprevedibili per gli adulti. Ecco, allora, provvidenziale questo Piccolo dizionario, glossario dei termini fondamentali per decifrare una generazione, pensato e scritto dai ragazzi stessi sotto la supervisione del professor Giuseppe Antonelli, linguista e accademico di grande fama.

Scorrere le voci di questo terzo aggiornamento del Dizionario è un faro sui sentimenti, le richieste, le ragioni e le opinioni dei più giovani, rappresentati da studenti e studentesse 11-14 enni delle scuole secondarie di primo grado, che da febbraio a maggio, in 40 istituti di tutta Italia hanno lavorato in classe con i professori, guidati dalla formatrice e linguista Beatrice Cristalli (autrice di Dizionario per boomer, Rizzoli) per scrivere la definizione di centinaia di vocaboli.

«C’è stato un grande sforzo collettivo che ha intersecato il sentire e le sottigliezze lessicali di ragazzi di tutta l’Italia, dal Friuli alla Calabria» spiega Valentina Gasparet, ideatrice del progetto e fra i tre curatori di Pordenonelegge. «Partendo dal significato canonico dei termini sono arrivati a dare la loro definizione di ogni parola, schiudendo stati d’animo, abitudini, timori, speranze, dalla A di Abbraccio alla Z di Zio, inteso come modo per “chiamare i coetanei con cui abbiamo un rapporto stretto: infatti li consideriamo parte della nostra famiglia, persone alle quali vogliamo bene”, come ci spiegano nel dizionario».

Il risultato è «un atlante affettivo per i giovani che possono confrontarsi con la lingua italiana da diverse prospettive – come ad esempio la grammatica, l’etimologia o gli usi popolari – e scoprire il significato e il valore di ogni parola. Un viaggio lessicale particolare», sottolinea Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, che ha dato la veste istituzionale al lavoro nelle classi.

Preziose e mai banali, le ormai 350 voci che costituiscono questo thesaurus, aggiornato di anno in anno, nascono dal vissuto degli adolescenti, senza le rigidità imposte dalla logica del voto e del giudizio, un vero distillato del sentire collettivo dei ragazzini che con i loro linguaggi cercheranno – si spera – di salvare il mondo. Partendo dalla G di Guerra: «Una brutta parola, che fa rumore anche solo a pronunciarla. È il contrario dell’abbraccio, dell’ascolto e dello “scusa, parliamone”. Non nasce mai per caso, ma spesso per orgoglio o voglia di comandare; quando arriva lascia dietro di sé silenzio, lacrime e il vuoto». O dalla P di Pace: «Se ne parla continuamente nei telegiornali, sui giornali, sul web, nelle manifestazioni di piazza, ma non arriva. Può esserci pace anche tra due individui che si stringono la mano dopo un litigio. Fare pace vuol dire capirsi, riconoscere i propri errori e chiedere scusa».

Un progetto che ha coinvolto in questi primi tre anni oltre 3.600 studenti e che mappa anno per anno nuovi lemmi ed argomenti della galassia under 14. «I ragazzi devono mettersi in gioco davvero per arrivare alla definizione esatta di ogni voce» aggiunge Gasparet. «Anche la scelta delle parole da includere nell’elenco dell’anno ci spiega i cambiamenti del tempo che oggi loro stanno vivendo: c’è l’aggiornamento dello slang, quindi chillare, bro e gossippare, ma anche termini legati alle nuove sfide planetarie: frontiera, cosmopolitismo. E poi, vocaboli che hanno a che fare con qualcosa di intimo, come libertà, lealtà o sacrificio: “Ciò che lo rende possibile è l’amore, poiché soltanto chi prova amore è disposto a mettersi in gioco per l’altro. Il sacrificio non nasce da un sentimento di privazione o dalla costrizione, ma da una scelta consapevole”».

Non solo comunicazione

Il Dizionario continuerà ad essere aggiornato anche in vista del 2027, quando Pordenone sarà Capitale della cultura. «Le parole vengono da più lontano della semantica» spiega Gian Mario Villalta, direttore artistico del festival friulano. «Oltre al significato dei termini che usiamo per la comunicazione sociale e la reciproca comprensione, la parola diviene racconto. Ecco allora che, per i ragazzi, abituarsi a ragionare sulle parole, cercare sul vocabolario, pensare all’etimologia è importante per prendere confidenza con qualcosa che è umanissimo e che è ancora più importante dell’uso per la trasmissione comunicativa. È la scoperta che dentro la parola c’è una suggestione, un appello ai sensi: la parola nasce dal corpo, dalla relazione, mentre la vita è viva e attiva. Gli insegnanti hanno fatto un lavoro straordinario per aiutarci a far capire agli studenti come cercare nelle parole la scintilla che accende l’immaginazione e il desiderio di una vita più viva e condivisa».

Sul Venerdì del 12 settembre 2025

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