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Ho visto un reel ed era un pomodoro

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Le notti di chi come me lavora in una cucina professionale quasi tutti i giorni sono spesso puntellate di ore trascorse a scorrere video di cucina. Oltre a insegnarci piccole e grandi tecniche a vicenda, è ormai su YouTube, TikTok, o nei Reel di Instagram che si celebra quell’arte della trasmissione dei gesti che un tempo si chiamava “rubare con gli occhi”. In genere quando si lavora a stretto contatto tutti i giorni, si finisce presto per avere algoritmi molto simili, vedendo lo stesso quasi contemporaneamente, anche se ciascuno nella sua casa e col favore delle tenebre.Un giorno, uno di noi è entrato in cucina e ha annunciato: «Allora, ho visto un reel». Io, che sto invecchiando, in un primo momento non ho capito. Dopo qualche istante però ci sono arrivato e ho risposto «Sa l’ha vist cus’è?», facendo il verso alla celeberrima canzone di Enzo Jannacci, poi cantata da molti altri, in genere tutti insieme.Ed è così che il titolo della canzone è naturalmente diventato una parola d’ordin…

Le notti di chi come me lavora in una cucina professionale quasi tutti i giorni sono spesso puntellate di ore trascorse a scorrere video di cucina. Oltre a insegnarci piccole e grandi tecniche a vicenda, è ormai su YouTube, TikTok, o nei Reel di Instagram che si celebra quell’arte della trasmissione dei gesti che un tempo si chiamava “rubare con gli occhi”. In genere quando si lavora a stretto contatto tutti i giorni, si finisce presto per avere algoritmi molto simili, vedendo lo stesso quasi contemporaneamente, anche se ciascuno nella sua casa e col favore delle tenebre.Un giorno, uno di noi è entrato in cucina e ha annunciato: «Allora, ho visto un reel». Io, che sto invecchiando, in un primo momento non ho capito. Dopo qualche istante però ci sono arrivato e ho risposto «Sa l’ha vist cus’è?», facendo il verso alla celeberrima canzone di Enzo Jannacci, poi cantata da molti altri, in genere tutti insieme.Ed è così che il titolo della canzone è naturalmente diventato una parola d’ordine: «Ho visto un re!». Nel caso specifico in cui il gioco è nato si trattava di un video di Captain Jules, un cuoco e creatore francese che propone una versione particolarmente geniale dei pomodori ripieni di carne. Le tomates farcies sono generalmente cotte in forno, e in effetti la carne del pomodoro risulta avere il sapore “di acqua bollita”. In questa versione, cotta in padella, la carne cuoce e rosola lentamente, e il pomodoro invece cuoce piano piano, bagnando anche la carne, e rimane sodo, succoso e allegro.Ecco quindi la ricetta di quel pomodoro ripieno, cotto a testa in giù, nel senso del maiale.

Cosa serve
Per 4 persone, come piatto principale4 pomodori cuor di bue600g di macinato di maiale.Spezie, aromi e profumi di vostro gustoOlio, sale e pepe

Come procedere
Tagliate i pomodori a metà e scavateli con un cucchiaio. Tritate la polpa dei pomodori e aggiungetela al macinato. Condite con sale, pepe e gli aromi scelti. Riempite ogni pomodoro con la farcia. Cuoceteli poi in una larga padellaantiaderente piatta, con un filo d’olio, per 30 minuti, a fuoco medio.

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