✕

L’ultimo guardiano d’Europa

Vesa Arffman, vive a Raja-Jooseppi, il posto di frontiera più a Nord della Finlandia, a oltre novecento chilometri da Helsinki. foto di Gianfranco Nitti 

Ascolta l'audio

Vesa Arffman dirige il posto di frontiera di Raja-Jooseppi, Lapponia, al confine con la Russia: si vive al gelo, ma è la zona più calda della Ue
2 minuti di lettura

Vesa Arffman ci accoglie con passo sicuro nella stazione di Raja-Jooseppi, il posto di frontiera più a Nord della Finlandia, immerso in una pioggia sottile di fine estate. Sui 40 anni, è il comandante di questo presidio che guarda verso la Russia, a oltre novecento chilometri da Helsinki e più di tremila da Roma.

La sua postazione negli ultimi mesi è stata potenziata: strumenti, uomini e sistemi di sicurezza sono stati rafforzati dopo la chiusura totale del confine seguita all’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina. Siamo a una quarantina di chilometri da Ivalo, centro amministrativo del comune di Inari, il più vasto della Lapponia: una zona scarsamente abitata ma con aeroporto attivo, anche per rispondere alle emergenze.

La Finlandia …

Vesa Arffman ci accoglie con passo sicuro nella stazione di Raja-Jooseppi, il posto di frontiera più a Nord della Finlandia, immerso in una pioggia sottile di fine estate. Sui 40 anni, è il comandante di questo presidio che guarda verso la Russia, a oltre novecento chilometri da Helsinki e più di tremila da Roma.

La sua postazione negli ultimi mesi è stata potenziata: strumenti, uomini e sistemi di sicurezza sono stati rafforzati dopo la chiusura totale del confine seguita all’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina. Siamo a una quarantina di chilometri da Ivalo, centro amministrativo del comune di Inari, il più vasto della Lapponia: una zona scarsamente abitata ma con aeroporto attivo, anche per rispondere alle emergenze.

La Finlandia è oggi avamposto dell’Unione europea verso la Russia, con un confine che supera i 1.300 chilometri: di questi, quasi un terzo (380) sono in Lapponia, la regione più a Nord del Paese, al confine con la Svezia, la Norvegia, la Russia e il Mar Baltico.

Prima del conflitto ucraino, la strada per Raja-Jooseppi era trafficata da suv russi diretti a Ivalo o più a Sud per fare rifornimenti e acquisti. Il commercio locale ne beneficiava. Ora la via è quasi deserta, salvo chi raggiunge l’ingresso del parco nazionale Urho Kekkonen.

Passaggio renne

Il confine con la Russia è stato chiuso a fine novembre 2023. Ma già prima di allora i passaggi erano ridotti a poche persone al giorno, da cinque a quindici, soprattutto per motivi familiari. Il turismo era già vietato. Arffman conosce bene il territorio, anche perché è figlio d’arte: anche suo padre serviva nella guardia di frontiera. «Sono originario di Ivalo», ci racconta. «Ora vivo a Rovaniemi, ma quando sono di turno mi sposto per tre o quattro giorni e poi torno a casa». Ci spiega che per un certo periodo (tra il 2015 e il 2016) da quest’area hanno cercato di entrare in Europa gruppi di migranti provenienti dalla Siria o dall’Asia: la rotta dell’estremo Nord, presto abbandonata: «Alcuni provarono ad attraversarla in bicicletta o a piedi», ricorda. Ma il territorio artico scoraggia tentativi di ingresso clandestino. «Qui è quasi un suicidio, specie in inverno». Qualche episodio si è verificato più a Sud, non in Lapponia.

In passato esistevano valichi temporanei, come quello di Virtaniemi, legato al commercio del legname. «Chiuse agli inizi degli anni 90», racconta il militare. «Oggi non rimane nulla di simile». Solo guardie come lui a sorvegliare questo ultimo lembo d’Europa.

I contatti con i colleghi russi sono scarsi: «Un tempo avevamo riunioni mensili. Ora non più, salvo casi eccezionali: come il controllo delle recinzioni per le renne». Il valico russo dista appena cinquecento metri dal confine, è visibile a occhio nudo. La stazione principale si trova invece cinque chilometri più in là. «Non abbiamo osservato aumenti di personale dall’altra parte», dice Arffman con tono burocratico.

Calma piatta

La chiusura completa risponde anche a un’esigenza pratica: «È in costruzione una barriera estesa, più efficiente delle recinzioni tradizionali. Sarà eretta qui e nel Sud della Finlandia».

La base di Raja-Jooseppi non ospita famiglie: è una stazione di pattuglia. La centrale principale resta a Ivalo: qui ci sono solo alcuni uomini che presidiano l’area giorno e notte per poter intervenire rapidamente in caso di emergenza. «Chiudere o aprire è una decisione politica», conclude Arffman. «Qui sul posto la situazione è calma. E speriamo resti così».

Sul Venerdì del 26 settembre 2025

Leggi i commenti