Tanti auguri Jane Austen, a 250 anni più amata che mai
di Alessandra QuattrocchiIl 16 dicembre, Jane Austen compirà 250 anni. Sono due secoli e mezzo che ci delizia e ci stupisce, e che schiere di critici e appassionati cercano di carpire il segreto del suo successo. Già da gennaio si rincorrono le iniziative per ricordare la scrittrice più imitata della storia, fra emuli e spolpatori non solo dei suoi sei romanzi dell’era adulta – con sequel, prequel, serie, film più o meno devoti – ma ormai anche degli scritti giovanili e dei romanzi incompiuti, che sarebbe bene lasciare rispettosamente dove sono invece di completarli a piacere.
Breviario italiano
Fra tante proposte giunge un breviario che rinfranca l’animo, Un anno con Jane Austen (Neri Pozza). Non solo perché è opera di Liliana Rampello, massima esperta italiana (e curatrice dei due Meridiani in cui sono raccolti tutti gli scritti dell’autrice); ma perché qui c’è la vera Austen, un brano al giorno per 365 giorni. Rampello riparte dal testo, anche perché in verità non c’è altro: mancano quasi tutti i manoscrit…
Il 16 dicembre, Jane Austen compirà 250 anni. Sono due secoli e mezzo che ci delizia e ci stupisce, e che schiere di critici e appassionati cercano di carpire il segreto del suo successo. Già da gennaio si rincorrono le iniziative per ricordare la scrittrice più imitata della storia, fra emuli e spolpatori non solo dei suoi sei romanzi dell’era adulta – con sequel, prequel, serie, film più o meno devoti – ma ormai anche degli scritti giovanili e dei romanzi incompiuti, che sarebbe bene lasciare rispettosamente dove sono invece di completarli a piacere.
Breviario italiano
Fra tante proposte giunge un breviario che rinfranca l’animo, Un anno con Jane Austen (Neri Pozza). Non solo perché è opera di Liliana Rampello, massima esperta italiana (e curatrice dei due Meridiani in cui sono raccolti tutti gli scritti dell’autrice); ma perché qui c’è la vera Austen, un brano al giorno per 365 giorni. Rampello riparte dal testo, anche perché in verità non c’è altro: mancano quasi tutti i manoscritti, non ci sono diari e la maggioranza delle lettere fu bruciata dalla fedelissima sorella Cassandra. Quindi ha usato il materiale dei romanzi, creando un sistema di riferimenti intrecciati: «ho seguito il filo delle parole» spiega. Parole chiave che ci guidano lungo percorsi trasversali: per esempio Protagoniste (la voce più numerosa), Incipit, Finis, Coppie, Gentiluomini, Ecclesiastici; e ancora Case, Balli, Zitelle: poche righe o mezza pagina per una vignetta fulminante sul tema, permeata della meravigliosa ironia austeniana.
Possiamo solo supporre, dice Rampello, che le intuizioni dell’opera di Austen «siano nate probabilmente dalla sua esperienza personale. Ma non sapendo noi quasi nulla della sua vita, risplendono ancora più libere anche le sue rappresentazioni».
Turismo letterario
C’è però un modo per seguire le tracce di Austen, se volete renderle omaggio e sognare questa vita di cui si sa così poco, sebbene molto si sia romanzato, su carta e su schermo, anche inventando improbabili amori. Potete unirvi alle schiere del turismo letterario che batte i suoi pochi spazi. A Londra, la sala dei manoscritti della British Library espone lo scrittoio da viaggio su cui lavorava, regalatole dal padre. Il resto è tutto a un massimo di tre ore di treno dalla capitale; cominciando da Bath, dove passò alcuni anni quando il padre andò in pensione. Tappa obbligata poi è Chawton Cottage: la casetta dove, dopo la morte del reverendo Austen, grazie al fratello Edward, Jane, Cassandra e la madre (le donne povere) trovarono ricovero. Qui l’autrice rielaborò o creò in pochissimi anni quasi tutta la sua produzione, esplorando la vita delle signorine di buona famiglia, prive di autonomia e impossibilitate a lavorare: come lei.
Solo che lei, almeno, poteva scrivere. A Chawton potrete vedere la sua camera, il tavolino minuto dove lavorava, il piancito su cui camminò. Qui, nel 1813, accolse la prima edizione di Orgoglio e pregiudizio, “my darling child”, il mio bambino adorato, come scrisse a Cassandra. A breve distanza, Chawton House, casa di Edward, ospita un centro studi.
Altra tappa possibile: Winchester, prosperosa cittadina dove il 18 luglio 1817 Austen andò a morire, in cerca di una cura per la malattia misteriosa che la stroncò in qualche mese (si ipotizza, oggi, il morbo di Addison). Qui fu sepolta nella cattedrale, dove il fratello Henry pose una gran lapide scura che esalta il suo carattere e quasi ignora la sua opera. C’è la fila dei pellegrini. Infine a Lyme Regis, sulla costa del Dorset, borgo marinaro rimasto quasi intonso, dove il profumo salmastro delle alghe mozza il fiato: il grande molo che serpeggia nel mare, The Cobb, è teatro della scena cruciale di Persuasione, suo sesto ed ultimo capolavoro.
Al cinema e in libreria
Se non avete i mezzi o il tempo per mettervi in viaggio, potete esplorare i siti web di tutti questi posti (vi troverete anche, in inglese, conferenze e presentazioni di libri per l’anniversario). In questo 2025 in libreria c’è Effetto Jane Austen di Federica Brunini (Feltrinelli), su una giovane giornalista incaricata proprio di andare a Chawton e Bath a capire la ragione di tanto amore del pubblico. Un’altra autrice italiana è Giovanna Zucca con Il segreto di Miss Austen (Fazi), secondo excursus, dopo Una carrozza per Winchester, in cui immagina la vita della scrittrice inglese. Volendo andare al cinema, è uscito da poco Jane Austen ha stravolto la mia vita di Laura Piani (nome italiano, ma è francese). protagonista è Agathe, giovane un po’ goffa che lavora nella celebre libreria Shakespeare and Co. di Parigi e sogna l’amore.
Ma fra cinema, librerie e giri su internet, riprendete anche in mano il breviario di Rampello, the real thing. Ci si può entrare in tanti modi: «Quasi tutti, fra le amiche e gli amici che l’hanno visto, hanno cominciato dal giorno del proprio compleanno», dice la curatrice. Si può anche farne un gioco di società, un Trivial letterario per appassionati: indovina il romanzo. «Le fanatiche e i fanatici come noi quasi sempre identificano il brano, se no ci restano malissimo».
Maschi contro femmine
Fanatici ambosessi? «È un problema italiano che il pubblico di Austen sia soprattutto femminile» prosegue Rampello. «Nel mondo anglosassone la leggono tutti e soprattutto i grandi scrittori: per Samuel Beckett era “la divina Jane”. Non ho mai sentito un autore italiano definirla una maestra, mentre lo dicono Ian McEwan e Colm Tóibín». Del resto, una lista dei 100 migliori romanzi inglesi che la Bbc ha compilato qualche anno fa, chiedendo a una pletora di critici, vede Orgoglio e pregiudizio, Emma e Persuasione fra i primi 20. Sally Rooney – l’autrice celebratissima di Persone normali – è convinta che Austen abbia «inventato il romanzo inglese», dandogli tratti distintivi rispetto alla letteratura ispanica e francofona.
«La vera arte è quella che è insolita, che costruisce qualcosa che non abbiamo ancora visto» dice ancora Rampello: Austen scandaglia il mondo fino allora inedito delle donne con tutti i guai della loro epoca, creando una folla di madri figlie zie amiche sorelle. «Ma non sono né tutte uguali né tutte buone, ognuna di loro è singolarmente guardata, eppure sono tutte in relazione. Gli uomini a loro volta sono visti uno per uno. Ci sono i seduttori, ma anche i gentiluomini, e poi ci sono i gentiluomini che cercano di riparare ai danni dei seduttori; questa è un’altra grande invenzione, perché solo quando un uomo capisce che un altro ha sbagliato e interviene si vede qualcosa di innovativo. Se oggi degli uomini che sono violenti non si dicesse “era pazzo”, ma che c’è un problema maschile, faremmo un passo avanti…».
La ricerca della felicità
Negli ultimi romanzi la scrittrice racconta anche di un’Inghilterra in profonda trasformazione sociale, che farà fuori un’aristocrazia «ormai incapace di assolvere ai suoi compiti, e farà emergere una nuova classe col denaro fresco di nuove professioni. È anche un po’ sospettosa di queste novità, ma le descrive e per questo complica la vita delle sue protagoniste». Se una signorina di buona famiglia del primo Ottocento, una protagonista coraggiosa, può ottenere indipendenza solo sposandosi, deve saper riconoscere – e avere la libertà di scegliere – l’uomo giusto, anche se diverso da quello che vorrebbe la tradizione, anche se ha fatto fortuna in marina. «Ci tengo molto a dirlo», conclude Rampello: «al centro della sua opera c’è il desiderio di felicità individuale di una ragazza. Questo poi si innesta su una trama, che certo si ripete da un libro all’altro, ma mai nello stesso modo, sempre variato; e c’è un grandissimo tema moderno e naturalmente anche contemporaneo. Perché la felicità – o meglio, il tentativo di essere felici – non ci abbandonerà mai».
Sul Venerdì del 3 ottobre 2025