Carissima Sig.ra Aspesi, come Suo affezionato lettore mi rivolgo a Lei anche se non sarebbe giusto usare questa rubrica come sfogatoio. Recentemente sono stato con mio nipote al Festival Europeo dell’Ingegneria che si teneva al Politecnico di Milano Bicocca, per conoscere l’ambiente della tecnologia ad alto livello verso cui sarebbe orientato alla fine dell’attuale liceo. Tra le tante presentazioni e conferenze (tutte interessantissime), tenute nei vari padiglioni, c’erano tante iniziative degli studenti che presentavano molte invenzioni, attività, laboratori improvvisati, start up etc. con l’entusiasmo e la gentilezza di chi vorrebbe dare voce alle loro iniziative. Ad ascoltarli non eravamo in molti se non quelli già interessati alle materie o per mestiere. Possibile che in questo Paese dove ci sono otto canali televisivi dedicati al calcio, altrettanti a cuochi, assaggiatori, pizzaioli, e spadellatori vari, non parliamo poi dei talk show (ormai tutti ne hanno uno se non due), non si…
Carissima Sig.ra Aspesi, come Suo affezionato lettore mi rivolgo a Lei anche se non sarebbe giusto usare questa rubrica come sfogatoio. Recentemente sono stato con mio nipote al Festival Europeo dell’Ingegneria che si teneva al Politecnico di Milano Bicocca, per conoscere l’ambiente della tecnologia ad alto livello verso cui sarebbe orientato alla fine dell’attuale liceo. Tra le tante presentazioni e conferenze (tutte interessantissime), tenute nei vari padiglioni, c’erano tante iniziative degli studenti che presentavano molte invenzioni, attività, laboratori improvvisati, start up etc. con l’entusiasmo e la gentilezza di chi vorrebbe dare voce alle loro iniziative. Ad ascoltarli non eravamo in molti se non quelli già interessati alle materie o per mestiere. Possibile che in questo Paese dove ci sono otto canali televisivi dedicati al calcio, altrettanti a cuochi, assaggiatori, pizzaioli, e spadellatori vari, non parliamo poi dei talk show (ormai tutti ne hanno uno se non due), non si trovi spazio per dare voce all’iniziativa e all’ingegno e nonostante tutto all’entusiasmo della parte migliore della nostra gioventù? Ma che Paese è? Davvero si pensa che tutti i nostri giovani aspirano ad aprire un’attività da street food, ristoratori, vinaioli, casari, scrittori con il solito libro appena scritto, commentatori politici ecc., oppure non sia il caso di dare una pari pubblicità e rendere attrattiva anche la tecnologia e la scienza prima di doverla comprare, carissima, dagli altri ? Perché anche di quella avremo bisogno. La saluto con affetto.
Giorgio, Milano
Mi spiace di non poterla aiutare, io so molto poco di quel che può mostrare un Festival di Ingegneria come quello alla Bicocca. Posso dirle solo quello che so, o al limite immagino. Lei mi sta parlando di un’entusiasmante ricerca di un gruppo di studenti ma con pochi ascoltatori: adesso non mi prenda per troppo buona, ma credo che forse chi voleva davvero sapere di apparati e scoperte preferiva ascoltare più che gli studenti, gli ingegneri. Però lei ha ragione quando dice che qui si dà molta importanza alle sciocchezze, o comunque si dà più spazio a chi impara a fare il grande chef – che resta comunque un gran mestiere. Ed è vero che tanti ragazzi se ne vanno all’estero per trovare una strada per il loro lavoro. E sono in pochi a tornare, molto pochi. E però: io non so quanti anni ha suo nipote, ma con lei vicino, troverà certamente la giusta strada.
E noi senza velo, siamo forse più felici?
Signora Aspesi, lei, per me era, è, una specie di totem, un mostro sacro, un’icona che seguo da quando avevo 30 anni. Non mi piace affatto accanirmi contro persone a cui sono così affezionata e nei confronti delle quali ho sempre provato tanta ammirazione. Mi si stringe il cuore, davvero. Potrebbe essere mia mamma, che era del ‘27, ma forse proprio per questo non riesco a lasciar perdere, perché, come facevo con mia madre, vorrei farle capire che sbaglia, sicuramente in buona fede, e persevera. Lei consiglia di lasciar perdere la sua rubrica se non piace, come si lascia perdere un libro dopo 30-40 pagine se annoia. Ma qui siamo ben oltre le 40 pagine, qui siamo quasi alla fine, direi. E io dovrei lasciar perdere un libro all’ultimo capitolo? La seguo da una vita e non mi rassegno all’idea che una donna così intelligente e acuta possa sbagliare così tanto su un argomento così importante come Gaza. Hanno sconvolto anche me le parole che ha scritto sulla bimba morta (Hind Rajab uccisa a Gaza, ndr), e sul suo destino di essere sottomessa ai maschi di casa o di dover portare il velo. Penso che nessuna donna preferirebbe, a questo destino, la morte. Anche perché nessun destino è segnato, non sappiamo cosa sarebbe stato di questa bambina se fosse cresciuta, magari si sarebbe ribellata, emancipata, avrebbe studiato, oppure no, chi siamo noi per decidere come devono essere felici le altre donne? Forse sarebbe stata felice anche con il velo. Sicuramente avrebbe preferito vivere. E ciò che ha scritto lei, mi spiace, ma l’ho trovato davvero cinico. Noi senza velo siamo felici? Siamo state felici io e lei coi nostri compagni illuminati e “femministi” (il mio non lo è, come credo nessun uomo possa esserlo davvero). Ho l’impressione che lei si sia incartata in questo discorso su Gaza e non sappia come uscirne. Mi ferisce ogni volta leggerla e per me, che ho sempre aspettato il Venerdì per leggere la sua rubrica, è davvero doloroso. Con affetto e un po’ di tristezza.
Patrizia Saracco
Gentile Patrizia, io non ho mai, mai, scritto le cose che lei mi attribuisce. Ho commentato quanto scritto dalla critica del Foglio, Mariarosa Mancuso, aggiungendo che «io non avrei mai scritto quei pensieri per non essere giudicata “oscena”». Ma la sua lettera è così bella che io non ho problemi a pubblicarla. Forse però chi ha voluto fare la solita confusione confondendo i personaggi, ci teneva che lei mi attribuisse qualcosa di sbagliato e fuorviante. Nel frattempo c’è Trump che ancora spera nel premio Nobel per la pace, e non si sa dove nascondano gli immigrati da lui tenacemente voluti in catene e a testa bassa. E l’Idf dovrebbe tenersi il 53% del territorio di Gaza, e per i palestinesi c’è una gran voglia di poter vivere, vivere! Non so perché sia così facile attribuirmi cose che mi hanno avvilito, e molto. Come se bastasse che uno apra bocca e voi ci credete, che peccato! L’altro giorno sul Guardian c’era un titolo che diceva quanti bambini palestinesi erano sottopeso per la mancanza di cibo, e subito quei poveretti sono diventati “bambini morti” e anche su quello si è molto discusso. Le parole da lei scritte sul futuro della bimba protagonista del film sono molto belle e commoventi: “Forse noi senza velo siamo felici?” No, neppure noi. Quanto al mio suggerimento di lasciar perdere la lettura della mia paginetta era rivolta a chi si annoia, e credo ce ne siano tanti. Era quindi un consiglio “buono”, non un insulto. Forse anche lei dovrebbe farlo, se non magari per noia, per non inventarsi cose che non ho mai detto.
Prima del suicidio assistito, Occhiuto pensi alla sanità
L’apertura sul suicidio assistito di Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Calabria, scoraggiano l’elettorato moderato, cattolico e per la vita e avranno un peso negativo sul risultato. Essere a favore di una legge nazionale che indurrà anziani, fragili e malati a suicidarsi non ha niente di liberale, tra l’altro in una Regione dove la sanità è allo sfascio, commissariata da anni e dove le cure palliative sono garantite soltanto al 6,4% degli aventi diritto. La Calabria e i suoi cittadini non meritano la morte come risposta alla sofferenza.
Toni Brandi
Questo è un comunicato stampa inviatomi dal presidente di Pro Vita & Famiglia, uno di quelli che dicono di no a tutto, rendendo le famiglie più desolate che mai. Questo è arrivato prima della vittoria, in Calabria, di Roberto Occhiuto del centrodestra. E ora? Per prima cosa l’Occhiuto, dopo aver acconsentito che “gli anziani fragili e malati”, tutti quanti, accorrano felici al suicidio assistito, si spera che magari si dia da fare e molto perché anche i calabresi abbiano finalmente almeno un minimo di assistenza ospedaliera.
Sul Venerdì del 17 ottobre 2025