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Padova, torna a casa la Bibbia del Trecento divisa a metà

Una pagina dalla parte del manoscritto conservata a Londra (The British Library) 

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È un capolavoro della miniatura medievale, ma alcune pagine sono finite a Rovigo, altre a Londra. Ora una mostra le riunisce nella città dove tutto cominciò
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Londra. Da una saletta della British Library – la biblioteca più grande del mondo, 200 milioni di volumi conservati in un complesso di 120mila metri quadrati su 14 piani – è partito un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio. Il manoscritto miniato che qualche settimana fa è stato mostrato a un gruppo di intimiditi e affascinati giornalisti italiani – vietato sfogliarlo, vietato anche toccarlo – ha nel frattempo raggiunto Padova, la città dove fu realizzato più di 600 anni fa, per ricongiungersi per la prima volta dopo secoli con le pagine da cui fu strappato via, non si sa di preciso quando e da chi.

È la Bibbia Istoriata Padovana, esposta fino al 26 aprile nel Salone dei Vescovi del Museo Diocesano di Padova. La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e curata da Alessia Vedova con la collaborazione scientifica di Federica Toniolo, riunisce ciò che il tempo ha diviso: una Bibbia – ma per meglio dire una versione illustrata del testo sacro, un Bible…

Londra. Da una saletta della British Library – la biblioteca più grande del mondo, 200 milioni di volumi conservati in un complesso di 120mila metri quadrati su 14 piani – è partito un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio. Il manoscritto miniato che qualche settimana fa è stato mostrato a un gruppo di intimiditi e affascinati giornalisti italiani – vietato sfogliarlo, vietato anche toccarlo – ha nel frattempo raggiunto Padova, la città dove fu realizzato più di 600 anni fa, per ricongiungersi per la prima volta dopo secoli con le pagine da cui fu strappato via, non si sa di preciso quando e da chi.

È la Bibbia Istoriata Padovana, esposta fino al 26 aprile nel Salone dei Vescovi del Museo Diocesano di Padova. La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e curata da Alessia Vedova con la collaborazione scientifica di Federica Toniolo, riunisce ciò che il tempo ha diviso: una Bibbia – ma per meglio dire una versione illustrata del testo sacro, un Bible Picture Book come lo chiamano gli esperti inglesi – scritta e illustrata intorno alla fine del Trecento.

Urbs Picta

Era un periodo d’oro per Padova, l’apice della signoria dei da Carrara: una dinastia che «fu tra le prime a utilizzare il mecenatismo artistico e culturale per consolidare potere e prestigio» sostiene Alessia Vedova, responsabile degli eventi espositivi della Fondazione Cariparo. La città aveva già visto nascere una delle prime università del mondo; i Carraresi si circondarono di letterati – primo fra tutti Francesco Petrarca – e di artisti che, proseguendo l’opera di Giotto agli Scrovegni, trasformarono Padova nella Urbs Picta oggi proclamata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Come Giusto de’ Menabuoi, che affrescò il Battistero del Duomo, o Altichiero da Zevio, tra gli autori dei cicli di affreschi nelle cappelle della basilica del Santo.

È in questo clima, e ispirandosi a questi modelli, che gli anonimi autori della Bibbia Istoriata realizzano le loro miniature. «Sono come fotografie della Padova del Trecento, quando aveva più abitanti di Parigi» spiega Federica Toniolo, docente di Storia dell’arte medievale e Storia dei manoscritti miniati nell’ateneo patavino. «Prendiamo il passo dell’Esodo in cui, seguendo le istruzioni impartite da Dio a Mosè, gli ebrei costruiscono l’Arca dell’Alleanza: gli abiti, gli attrezzi, i materiali mostrati nelle illustrazioni sono gli stessi degli artigiani padovani del tempo. Anche la scelta della lingua è innovativa: invece del latino liturgico, un volgare veneto che all’epoca era ancora in competizione con il fiorentino per assurgere a lingua letteraria italiana». Esempio: “Como Bezalel e Oliab so compagno lavora de marangonia le cosse necessarie al tabernaculo”, dove il marangon, in veneto, è il falegname.

Sono molte le cose che non sappiamo della Bibbia Istoriata. Non sappiamo chi fosse il committente – forse lo stesso Francesco Novello da Carrara, ultimo signore della città. Non sappiamo se in progetto ci fosse un Picture Book dell’intero libro sacro, e quante parti siano state effettivamente realizzate. Fino a noi sono giunti solo sette degli otto libri iniziali dell’Antico Testamento. In totale le “vignette” sono più di 870, realizzate probabilmente da tre artisti diversi usando matita, penna, lamina d’oro, colori a tempera, allume di rocca.

In capo al mondo

Nel 1405 Padova cade sotto il dominio veneziano, i Carraresi sono spodestati e Francesco Novello ucciso. E per la Bibbia comincia un viaggio di cui non possiamo ricostruire tutte le tappe. Alcuni indizi la danno nel Cinquecento in mano a mercanti veneziani: sono stati probabilmente loro a smembrarla, del resto due libri fruttano più di uno solo («è successo così anche ai quadri» commenta Toniolo: «le pale di Piero della Francesca non sono sparse a pezzi nei musei di tutto il mondo?»). Del settimo libro, quello dei Giudici, si sono perse le tracce. Gli altri rispuntano nell’Ottocento, separati da un migliaio di chilometri. I 24 fogli con il primo libro della Bibbia– la Genesi – e l’ottavo – Rut – finiscono nella collezione dei Silvestri, nobile famiglia rodigina; fino al 1835, quando l’ultimo discendente, il cardinale Gerolamo, li dona insieme ad altri 40 mila volumi all’Accademia dei Concordi di Rovigo, “a onor del pubblico bene”. Le 86 pagine con gli altri cinque libri – Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, Giosuè – vanno ad arricchire la biblioteca dei duchi del Sussex, poi acquisita dalla British Library nel 1844.

Solo oggi i due manoscritti si ritrovano fianco a fianco nel Salone del Palazzo Vescovile, messo a disposizione dalla diocesi di Padova. I visitatori possono anche sfogliare un facsimile con tutte le pagine e immergersi nella Padova del Trecento grazie a un’installazione multimediale. E con lo stesso biglietto passare a visitare il vicino Battistero: ritrovando negli affreschi storie, figure e colori di quella grande stagione.

Sul Venerdì del 17 ottobre 2025

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