Il Venerdì

Massimo Giannini: Io tifo per il tris di Mattarella

Massimo Giannini: Io tifo per il tris di Mattarella

Tra due anni una nipotina di Almirante al Quirinale non so se riuscirei a reggerla

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Caro Giannini, ho letto con piacere alcuni suoi articoli che finivano spesso con “per fortuna che c’è Mattarella”. Anch’io quando vedo e sento questo mondo alla rovescia mi arrabbio e provo schifo, ma c’è sempre il mio e nostro Presidente che mi rassicura con le sue parole pacate, le sue pause e perfino le sue congiunzioni, e mi dico “che fortuna avere il mio Mattarella”. Gli auguro lunga vita non tanto per me, che ho una certa età, ma per mio figlio e i miei nipoti.
Maria Maieron

Cara Maria, nella Storia italiana, e nel nostro ordinamento costituzionale, il Capo dello Stato è una figura chiave. Non solo garante dell’unità nazionale, ma anche “magistrato d’influenza” e custode della democrazia. Nelle crisi, i presidenti hanno davvero salvato la Repubblica. Da Einaudi a Scalfaro, da Ciampi a Napolitano: hanno retto gli urti del dopoguerra, del berlusconismo, del populismo. All’inizio Sergio Mattarella era soprannominato la “mummia sicula”: è stato l’opposto. Oggi è l’unica luce nel buio. Nel tempo delle destre trumpiste e sovraniste, incarna i valori di libertà e uguaglianza, difende i diritti dei più deboli, protegge le istituzioni nate dalla Resistenza. A volte lo vorrei più severo, magari nel rinviare alle Camere leggi incostituzionali come il decreto sicurezza. Ma va bene così. Avrà la bellezza di 86 anni, quando nella primavera del 2027 scadrà il suo secondo mandato. Eppure, sfidando l’anagrafe, io tifo per il terzo. Una nipotina di Almirante al Quirinale: non so se la potrei reggere.n

Manifestare è giusto
rompere le vetrine no

Caro Giannini, sarà che ho una certa età, ma dinanzi agli scalmanati che durante gli scioperi mettono a rischio l’altrui e la propria vita, causando ferimenti e danni, mi vengono in mente una parafrasi di un verso di Jovanotti: “cercate di essere uomini (e donne), prima di essere gente...”, e una di Fabrizio De André: “perire per delle idee, vabbè, ma di morte lenta...”
Mauro Maiali (Rieti)
Caro Mauro, con tutto il rispetto: non guardi solo a quei cento “scalmanati”, nelle manifestazioni di queste settimane. Si concentri sui milioni di lavoratori, di giovani, di famiglie che sfilano, senza violenze, in nome di un ideale alto e nobile come la pace. Sono sicuro che sia Jovanotti da quaggiù, sia De André da lassù, le suggerirebbero la stessa cosa. Non facciamoci distrarre dal rumore dell’albero che cade: osserviamo la foresta che cresce.n


Hamas si fa scudo con i civili, anche tra chi è in fila per il pane

Caro Giannini, dissento con la rubrica di venerdì 10 ottobre, intitolata “Palestinesi o ucraine, le vite umane sono tutte uguali”. Quando lei scrive “un solo esercito sta massacrando non altri soldati ma uomini, donne, bambini…”, mi sono venuti in mente gli insegnamenti del mio prof di Ginnasio: nella Storia non sempre sono schierati due eserciti in campo aperto. Spesso ci sono milizie armate (come Hamas) che combattono facendo attentati per poi ritirarsi. Come i Parti contro i Romani… Hamas si nasconde tra i civili e da lì compie attacchi, manipola i media, uccide, spesso sacrificando anche i suoi, se non altro impedendo loro di fuggire dalle case che stanno per essere bombardate. Anche i civili uccisi mentre erano “in fila per il pane”: siamo sicuri che Hamas non c’entri nulla?
Tiziana Lorenzetti


Cara Tiziana, Hamas è il male assoluto, come dimostra il pogrom del 7 ottobre. Ma una vera democrazia non reagisce al male assoluto facendo un male ancora più grande. Negli anni di piombo, quando i Nar o le Br si nascondevano nei quartieri delle grandi città, i governi non rasero al suolo Roma o Milano, Genova o Bologna. Netanyahu lo ha fatto. Le cito dati dello Shin Bet: a Gaza, per uccidere 8.900 miliziani jihadisti, Israele ha sterminato 68 mila palestinesi innocenti. Non le pare un “prezzo” troppo alto?

L’ingiusto linciaggio di Francesca Albanese

Caro Giannini, ho notato con sconcerto una sequela di articoli, interventi e tweet molto duri nei confronti della relatrice Onu Francesca Albanese. Trovo indegno il modo in cui le sue parole sono state rimaneggiate. Mi ha turbato Chiambretti che attribuisce ad Albanese la seguente affermazione: “Non sei autorizzata a parlare di Gaza perché sei ebrea”. In altri giornali ho trovato epiteti come “Marchesa del Grillo” e “Nostra signora Pro-Pal”, che scadono nel ridicolo… Il lavoro dei giornalisti è riportare i fatti, in modo che noi lettori possiamo farci un’idea, non imboccarci con interpretazioni fantasiose e frasi da bar.
Flavia D’Agostino
Cara Flavia, il linciaggio mediatico della Albanese è esagerato, almeno quanto lo è il suo linguaggio ideologico. Ho apprezzato il suo rapporto all’Onu sull’economia del genocidio, che le è costato sanzioni assurde da parte americana. E non evoco certo l’antisemitismo: ma le sue parole su Liliana Segre sono inaccettabili. È vero che il testuale non è propriamente quello citato da Chiambretti, ma il senso è esattamente quello: poiché la senatrice a vita ha vissuto la Shoah, non è lucida nel giudicare il genocidio di Israele. Diciamolo: una colossale idiozia. Per non parlare di tutto il resto, compresa la penosa rampogna al sindaco di Reggio Emilia. Con il suo integralismo pedagogico - che riflette l’esasperata “polizia del pensiero” denunciata dal figlio della Segre, Luciano Belli Paci – Albanese non sta rendendo un buon servizio alla causa palestinese.

Se vince l’astensionismo è perché tutto deve restare così

Caro Giannini, la gente non va a votare perché vuole che nulla cambi. L’Italia ha il record in Europa di auto e barche di lusso, nei ristoranti devi prenotare giorni prima. Il sottoscritto, ex docente di scuola superiore, adesso pensionato, non può permettersi un gommone decente, parlo di 5,50 metri, nonostante 45 anni fa sia stato campione del mondo di pesca in apnea. La mia liquidazione è destinata a mantenere mio figlio a Milano, dove sta affrontando stage interminabili e prese per i fondelli riservate dalle aziende ai neolaureati. L’astensionismo è adesione completa a questo sistema, in cui molti possono fare ciò che vogliono su tasse, nero, corruzione.
Luciano Cottu
Caro Luciano, temo che lei abbia qualche ragione. Più che il giaguaro, che non smacchiammo nel 2013, è tra noi il Gattopardo.

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