Questa è un capolavoro dentro un capolavoro. Ballad of Hollis Brown è una folk-song appassionata, raccontata dal più potente cantastorie (premio Nobel) dell’ultimo secolo. Bob Dylan la inserì nel suo terzo album, The Times They Are A-Changin’ (1964, con in copertina la più bella foto di Bob scattata da Barry Feinstein) ? insieme all’immortale title-track, ci sono One Too Many Mornings, With God on our Side, Boots of Spanish Leather e The Lonesome Death of Hattie Carroll ? tutto voce, chitarra e armonica (siamo a meno di due anni dalla svolta elettrica).
Raggiunto questo livello compositivo, già forte di due canzoni-manifesto come Blowin’ in the Wind e Masters of War, era logico che Dylan volesse esondare il folk dentro altri territori: Ballad of Hollis Brown, liricamente più ambiziosa e complessa, fu accettata dalla Columbia Records con qualche perplessità (era stata scartata dall’album precedente): qui l’idioma folk racconta una storia gotica ambientata nell’America profonda ? un pad…
Questa è un capolavoro dentro un capolavoro. Ballad of Hollis Brown è una folk-song appassionata, raccontata dal più potente cantastorie (premio Nobel) dell’ultimo secolo. Bob Dylan la inserì nel suo terzo album, The Times They Are A-Changin’ (1964, con in copertina la più bella foto di Bob scattata da Barry Feinstein) ? insieme all’immortale title-track, ci sono One Too Many Mornings, With God on our Side, Boots of Spanish Leather e The Lonesome Death of Hattie Carroll ? tutto voce, chitarra e armonica (siamo a meno di due anni dalla svolta elettrica).
Raggiunto questo livello compositivo, già forte di due canzoni-manifesto come Blowin’ in the Wind e Masters of War, era logico che Dylan volesse esondare il folk dentro altri territori: Ballad of Hollis Brown, liricamente più ambiziosa e complessa, fu accettata dalla Columbia Records con qualche perplessità (era stata scartata dall’album precedente): qui l’idioma folk racconta una storia gotica ambientata nell’America profonda ? un padre disperato si uccide dopo aver sterminato l’intera famiglia ridotta alla fame («Ci sono sette cadaveri in una fattoria del South Dakota»).
È una delle ballate di Dylan più difficili da ricantare, la rabbia e la pietas non sono nel vocabolario di tutti gli interpreti. I Neville Brothers (quattro fratelli, ambasciatori, fin dagli anni 70, del soul di New Orleans) sono quelli che hanno fatto il lavoro migliore, aggiungendo un The al titolo originale (nello strepitoso album Yellow Moon prodotto da Daniel Lanois, 1989; evidentemente stregati da quel Dylan, ripropongono anche una versione mistica di With God on our Side).
Il caratteristico vibrato di Aaron Neville è il “dirge” perfetto per quei sette disgraziati che anche Dylan aveva redento nell’ultima strofa: «Da qualche parte, in lontananza, ci sono sette nuovi nati». Ecco altre dieci versioni di Ballad of Hollis Brown (tra la prima e le altre ci sono miglia di distanza):1) Nina Simone 2) Leon Russell 3) Tony Joe White 4) The Pretty Things 5) Stephen Stills 6) Nazareth 7) David Lynch8) Rise Against 9) The Stooges 10) Billy Childish.