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Canzone triste per frutta scartata

Mele brutte sciroppate 

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Una delle mie ultime scoperte musicali di quest’anno è un gruppo francese di Bordeaux: sono due francesi e un italiano, amici d’infanzia, sono attivi da più di vent’anni, e si chiamano Odezenne, che a quanto pare era il nome della preside della scuola dove si sono incontrati da bambini. L’altro giorno stavo ascoltando un album di qualche anno fa, che si chiama Pouchkine, e nello specifico la canzone intitolato Bleu fucsia. Il pezzo è ispirato a un momento della vita di uno dei componenti, Jacques Cormary, che ha lasciato le scuole presto per andare a lavorare a Rungis, che è il centro logistico agroalimentare che rifornisce la quasi totalità dei mercati e dei ristoranti di Parigi. Tutta la canzone è un susseguirsi di ragionamenti disordinati di uno dei moltissimi lavoratori “dell’ombra”, la nuova classe operaia che rende possibile la nostra alimentazione globalizzata. Provando a tradurre dal francese: “Le mie mani sono belle hanno la forma del lavoro, le vesciche della tenaglia, per l…

Una delle mie ultime scoperte musicali di quest’anno è un gruppo francese di Bordeaux: sono due francesi e un italiano, amici d’infanzia, sono attivi da più di vent’anni, e si chiamano Odezenne, che a quanto pare era il nome della preside della scuola dove si sono incontrati da bambini. L’altro giorno stavo ascoltando un album di qualche anno fa, che si chiama Pouchkine, e nello specifico la canzone intitolato Bleu fucsia. Il pezzo è ispirato a un momento della vita di uno dei componenti, Jacques Cormary, che ha lasciato le scuole presto per andare a lavorare a Rungis, che è il centro logistico agroalimentare che rifornisce la quasi totalità dei mercati e dei ristoranti di Parigi. Tutta la canzone è un susseguirsi di ragionamenti disordinati di uno dei moltissimi lavoratori “dell’ombra”, la nuova classe operaia che rende possibile la nostra alimentazione globalizzata. Provando a tradurre dal francese: “Le mie mani sono belle hanno la forma del lavoro, le vesciche della tenaglia, per le scatole che mi hanno rotto. Le bancarelle di frutti luminosi si prendono gioco di me, che porto colli pesanti con le mie borse piene sotto gli occhi. Il cliente non fa ridere, nonostante le battute salaci, tira su col suo naso d’alcolista e mi sputa nelle insalate”. Non c’è struttura in questa storia notturna che termina con l’alba: “Transpallet / gran balletto / e resto fiero / della mia razza ferroviaria / con le unghie nere / il grigio delle banchine / il rosso delle fragole / e nella testa il verde delle pere / il venditore / mi rompe le palle / non gli piace il colore / della pelle del preparatore”. E infine, il ritornello: “Il cielo è triste e io scarto delle mele”.

Mele brutte sciroppate

Che cosa serve
Per 4 persone, a fine pasto o con dei formaggi; 1 kg di piccole mele brutte; zucchero semolato; succo di limone. Altri aromi: cannella, alloro, timo, rosmarino, etc.

Come procedere
Lavate le mele, ripulitele con un piccolo coltello scartando le parti troppo annerite o bacate. Pesate la quantità che rimane e aggiungete la metà dello zucchero e un po’ di succo di limone. Lasciate macerare una notte, quindi portate a ebollizione aggiungendo gli aromi che vi piacciono. Conservate in frigorifero.

Sul Venerdì del 7 novembre 2025

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