Ci sono tanti modi di raccontare l’esilio palestinese. Mahdi Fleifel rinuncia all’epica dell’onore e dell’orgoglio e sceglie una storia neorealista sulla lotta per la sopravvivenza di due invisibili. Sono i cugini Chatila e Reda, che insieme fanno a malapena cinquant’anni. Uno è duro e determinato, l’altro tenero e vulnerabile: sono in fuga da un campo profughi in Libano e (soprav)vivono ad Atene tra furtarelli, meschinità e piccoli traffici. Hanno molti ricordi ma soprattutto un sogno: trovare i soldi per comprare due passaporti falsi, raggiungere la Germania e aprire un bar. To a Land Unknown, film molto premiato e molto amato da Ken Loach, racconta come marginalità e assenza di diritti elementari possano relegare la psiche in zone di sospensione e precarietà. Come se la mancanza di un passaporto documentario compromettesse l’acquisizione di un passaporto psicologico. È da quando era in Grecia per le riprese di A World Not Ours, ritratto di tre generazioni di esuli in un campo prof…
Ci sono tanti modi di raccontare l’esilio palestinese. Mahdi Fleifel rinuncia all’epica dell’onore e dell’orgoglio e sceglie una storia neorealista sulla lotta per la sopravvivenza di due invisibili. Sono i cugini Chatila e Reda, che insieme fanno a malapena cinquant’anni. Uno è duro e determinato, l’altro tenero e vulnerabile: sono in fuga da un campo profughi in Libano e (soprav)vivono ad Atene tra furtarelli, meschinità e piccoli traffici. Hanno molti ricordi ma soprattutto un sogno: trovare i soldi per comprare due passaporti falsi, raggiungere la Germania e aprire un bar. To a Land Unknown, film molto premiato e molto amato da Ken Loach, racconta come marginalità e assenza di diritti elementari possano relegare la psiche in zone di sospensione e precarietà. Come se la mancanza di un passaporto documentario compromettesse l’acquisizione di un passaporto psicologico. È da quando era in Grecia per le riprese di A World Not Ours, ritratto di tre generazioni di esuli in un campo profughi nel sud del Libano, che Fleifel si interroga sul destino dei giovani palestinesi che scappano dai campi siriani e libanesi per arenarsi, se va bene, alle porte dell’Europa. «Una storia senza fine», dice, ricordando Uomini sotto il sole, romanzo degli anni Sessanta di Ghassan Kanafani sull’avventura di tre fuggiaschi palestinesi che attraversano il deserto iracheno per cercare lavoro in Kuwait. E conclude: «Atene è il deserto urbano che molti rifugiati di oggi devono riuscire ad attraversare». To A Land Unknown è un film sull’esilio geopolitico, ma anche su come lo sradicamento e la perdita del sentimento di appartenenza possano comportare una perdita di umanità. Quindi è anche uno studio su come funziona la personalità quando deve fare i conti con situazioni estreme. Quelle in cui se una parte di sé sopravvive, l’altra sicuramente muore.
Sul Venerdì del 14 novembre 2025