Massimo Giannini: dignità per decreto
di Massimo GianniniEgregio Giannini, sono rimasta basita dopo aver visto sul palco, a Napoli, la presidente Meloni. È stata indegna, sboccata e per me molto al di sotto del suo ruolo istituzionale. A farle da spalla, poi, i suoi giullari, che se la godevano. Ho fatto l’insegnante per tanti anni, nel mio piccolo rappresentavo un pubblico ufficiale, con la sua “dignità”,al servizio dello Stato. Meloni quale dignità rappresenta?
Maria Maieron (Fiumicello, Udine, il paese di Giulio Regeni)
Meloni chiude il comizio a Napoli e saltella col pubblico: "Chi non salta comunista è"
Cara Maria, intanto è bello che lei si firmi ricordando che il suo è il paese di Giulio Regeni, per il quale aspettiamo non più verità, ma giustizia. Quanto a Meloni a Napoli, con Tajani, Lupi e compagnia saltante, sottoscrivo la sua domanda retorica. Servirebbe davvero un “decreto dignità”, per imporla una volta per tutte …
Egregio Giannini, sono rimasta basita dopo aver visto sul palco, a Napoli, la presidente Meloni. È stata indegna, sboccata e per me molto al di sotto del suo ruolo istituzionale. A farle da spalla, poi, i suoi giullari, che se la godevano. Ho fatto l’insegnante per tanti anni, nel mio piccolo rappresentavo un pubblico ufficiale, con la sua “dignità”,al servizio dello Stato. Meloni quale dignità rappresenta?
Maria Maieron (Fiumicello, Udine, il paese di Giulio Regeni)
Meloni chiude il comizio a Napoli e saltella col pubblico: "Chi non salta comunista è"
Cara Maria, intanto è bello che lei si firmi ricordando che il suo è il paese di Giulio Regeni, per il quale aspettiamo non più verità, ma giustizia. Quanto a Meloni a Napoli, con Tajani, Lupi e compagnia saltante, sottoscrivo la sua domanda retorica. Servirebbe davvero un “decreto dignità”, per imporla una volta per tutte a chi ci rappresenta senza “disciplina e onore”, come esigerebbe la Costituzione.
Caro Giannini, è una scena sconcertante: la presidente del Consiglio che, dopo il comizio di Napoli, salta al coro di « chi non salta/ comunista è/ è...». Lupi l’accompagna saltando come un capretto, Tajani, compiaciuto, applaude al pubblico. Loro saltano divertiti, mentre cinque milioni di italiani in stato di povertà devono decidere se saltare il pranzo o la cena.
Paolo Gori
Caro Paolo, anche lei è indignato per il comizio di Napoli: sacrosanto l’accostamento tra i patrioti meloniani che saltano sul palco e i poveri italiani che saltano i pasti. Ma forse i salti ritmati dei primi, accompagnati dal solito coro grottesco contro “i comunisti”, servono proprio a nascondere i pasti saltati dai secondi. Ma quei salti, vedrà, sono come le bugie: hanno le gambe corte.
Duemila euro al mese il miraggio di tanti italiani
Buongiorno Giannini, durante una trasmissione tv in cui si discuteva della riduzione dell’Irpef sui vari scaglioni di reddito ho ascoltato Laura Ravetto spiegare che un reddito di 35 mila euro lordi corrisponde a circa duemila euro netti al mese, e quindi secondo quella parlamentare leghista si tratta di uno stipendio quasi modesto. Le assicuro che su dieci persone che conosco, in età compresa tra 30 e 50 anni, nessuna guadagna duemila euro al mese. Al contrario, se lo augurerebbero! E tengo a precisare che vivo a Genova, il terzo comune più popoloso del Nord e quinta città italiana per attività economica.
Maddalena Sciarrone
Cara Maddalena, quello che lei dice conferma l’eterna frattura tra “Paese legale” e “Paese reale”. E spiega anche perché, quando Banca d’Italia e Istat hanno detto che la manovra premia le famiglie che hanno redditi più alti, Meloni e Giorgetti sono insorti, gridando il contrario. Asserragliati nel Palazzo, non conoscono le condizioni materiali dei cittadini, non sanno più cos’è diventato il “ceto medio”. E non mi stupisce più che tanta miopia la manifesti la ex “destra sociale”. L’estate scorsa la ministra Santanchè e il presidente del Senato La Russa sono andati in vacanza in Sardegna su un panfilo affittato a 60 mila euro a settimana. Lo stipendio di un anno di tre italiani normali.
In un verso di Dante l’economia secondo la destra
Buongiorno Massimo,sto rileggendo la Divina Commedia e in un passo del Purgatorio, nel canto XV, ho scoperto il presupposto dei programmi economici della destra: Com’è esser puote ch’un ben distributo in più posseditor, faccia più ricchi di sé che se da pochi è posseduto? In soldoni: un bene posseduto da pochi dà ricchezza, ma distribuito fra tanti rende tutti più poveri. E poi dicono che la destra non è colta.
Sebastiano Sanguigni
Buongiorno Sebastiano, bingo! È tanto vera la sua scoperta, che un ex ministro della Cultura – capace in passato di darci enormi soddisfazioni e ora forse in grado di darcene ancora in Campania – l’aveva anticipata in tempi non sospetti. “Il fondatore del pensiero di destra in Italia è stato Dante Alighieri”, aveva detto Gennaro Sangiuliano alla kermesse milanese di Fratelli d’Italia del gennaio 2023. Lui sì che aveva capito tutto.
Scendiamo in piazza per la liberazione di Trentini
Caro Giannini, la Francia ha liberato un connazionale, detenuto nel Venezuela di Maduro. Il nostro Alberto Trentini giace da oltre un anno nelle carceri venezuelane.Il governo non ha dato segno di attivarsi per il rilascio, salvo si sia di fronte a un anno di trattative coperte dal segreto di Stato, anche di fronte al dolore della famiglia. Forse è necessario scendere in piazza in massa contro il governo, per invocare il rilascio di Alberto. Cosa ne pensa?
Celestino Verlato (Monteviale, Vicenza)
Caro Celestino, penso che lei abbia non una, ma mille ragioni. La vicenda di Alberto Trentini, da oltre un anno in prigione senza un vero capo d’accusa, è una vergogna nazionale. Lo è per il governo italiano che (come ha detto Armanda Colusso, mamma di Alberto, in una conferenza stampa di due settimane fa), fino ad agosto non ha fatto nulla per sollecitare le autorità venezuelane. Lo è per la politica italiana, che in Parlamento e fuori non si è mobilitata in alcun modo. E lo è anche per l’informazione italiana che – con l’unica eccezione di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa – non fa vere campagne di sensibilizzazione. In altri casi (per esempio quello della giornalista Cecilia Sala, arrestata e liberata dopo due settimane dal regime iraniano), il Sistema-Paese ha reagito con ben altra determinazione. Il ritorno a casa di Camilo Castro – sia pure cittadino di una Francia assai poco appiattita sull’America di Trump – dimostra che lo spazio per trattare con Maduro c’è. Quella che manca, evidentemente, è la volontà.
Vespa, Belpietro, Sechi...Ecco la Nazionale del Clarinetto
Gentile Giannini, tra le tante nazionali italiane, ammiriamo attualmente la Nazionale del Clarinetto. Bruno Vespa centravanti, Sechi portiere, Senaldi mediano, Belpietro mediano di spinta. E mancano ancora sette posti da selezionare perché l’abbondanza crea indecisione. Vaghe sensazioni derivanti dalla lontana lettura della Fattoria degli animali di George Orwell.
Pasquale Alberti (Lauria, Potenza)
Gentile Pasquale, capisco l’imbarazzo della scelta. Ma, come l’ha pensata lei, l’ossatura della squadra c’è già tutta. Aggiungerei un “falso nueve”: in quel ruolo vedrei bene Chiocci.
Sul Venerdì del 28 novembre 2025