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Natalia Aspesi: la prima volta che scrivo di Sgarbi

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QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
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Gentile signora Aspesi, ho l’impressione che Vittorio Sgarbi voglia “premiare” solo ora, con il matrimonio, la sua compagna, per averlo accudito durante il periodo di depressione, nonostante il loro rapporto sia di lunga data. Ho interpretato questa sua volontà come una concessione dell’uomo prevaricatore e prepotente verso una donna che peraltro ha dovuto sopportare pubblicamente comportamenti non certo adamantini (eufemismo). Mi augurerei che Sabrina Colle rinunciasse per una questione di dignità. Cosa ne pensa? Un cordiale saluto Sergio Cereda

Molti anni fa Scalfari mi chiese un pezzo su Sgarbi. Io gli risposi che mai avrei scritto qualcosa su quell’uomo: lui aveva già cominciato a dire scemate, e io non avevo capito che gridare come un pazzo e dire parolacce era il suo modo per essere sempre richiesto. Da lì infatti tutte le rubriche cominciarono a volerlo, aspettando che per una frase per lui sbagliata trovasse il modo di urlare scuotendo la testolina. Deve essersi, dopo anni e a…

Gentile signora Aspesi, ho l’impressione che Vittorio Sgarbi voglia “premiare” solo ora, con il matrimonio, la sua compagna, per averlo accudito durante il periodo di depressione, nonostante il loro rapporto sia di lunga data. Ho interpretato questa sua volontà come una concessione dell’uomo prevaricatore e prepotente verso una donna che peraltro ha dovuto sopportare pubblicamente comportamenti non certo adamantini (eufemismo). Mi augurerei che Sabrina Colle rinunciasse per una questione di dignità. Cosa ne pensa? Un cordiale saluto Sergio Cereda

Molti anni fa Scalfari mi chiese un pezzo su Sgarbi. Io gli risposi che mai avrei scritto qualcosa su quell’uomo: lui aveva già cominciato a dire scemate, e io non avevo capito che gridare come un pazzo e dire parolacce era il suo modo per essere sempre richiesto. Da lì infatti tutte le rubriche cominciarono a volerlo, aspettando che per una frase per lui sbagliata trovasse il modo di urlare scuotendo la testolina. Deve essersi, dopo anni e anni, stancato pure lui, e davvero è caduto in depressione. Noi però non sappiamo come si comporti con Sabrina Colle: magari l’adora, la tratta benissimo e non l’ha ancora sposata perché lui ha tre figli sempre di madri diverse, un gran pasticcione, e lei non si fida più. Può darsi che lei si guardi bene da legarsi a lui quasi indissolubilmente perché lui ormai è diventato vecchio.

Risolvo i problemi di tutti ma i miei non li conosce nessuno

Sono prossimo ormai al traguardo dei sessant’anni. Ho già affrontato un gran bel pezzo della mia vita. Purtroppo, sempre in salita, dovendo superare un imprevisto iniziale, la mancanza del papà dopo il mio terzo compleanno. Non c’è criticità che mi viene posta sul piano personale o lavorativo – mi occupo di pubbliche relazioni – che non provo a risolvere. Non le nascondo che mi piace sentirmi utile e funzionale alla risoluzione dei problemi di tanti. C’è in tutto ciò un però. Resto impenetrabile all’esterno. Non riesco a trasferire i miei momenti no, visto che anch’io li ho. Difficile a dirsi, ma è così, nonostante sia una persona gioviale e aperta nei confronti degli altri. Come se mi sentissi debole e senza voglia di trasferire quella mia condizione in quel preciso momento. E in quei frangenti preferisco scomparire. Mi scusi lo sfogo, ma mi faceva piacere confessarglielo. Già questo è un gran bel passo in avanti. Nicola Campoli

Gentile Campoli, mi fa piacere che lei mi ritenga degna di sapere i suoi momenti no. Però non mi è facile seguirla. Lei si confessa, “resto impenetrabile all’esterno”. Ma quando? Vuol forse dire che sin dall’inizio la morte di suo padre l’ha segnata? Lei dice di essere “una persona gioviale e aperta”: guardi, capisco la sua soddisfazione nello sfogarsi con me, “un gran bel passo in avanti”, ma io non posso risponderle senza che prima io ne sappia qualcosa di più. Sia gentile, mi risponda.

Era meglio quando nel cielo vedevamo Ufo e non droni

Cara e stimata Signora Aspesi, è vero che cambiano i tempi. Una volta quando si avvistavano in cielo oggetti misteriosi di incerta identificazione si pensava che fossero Ufo. L’idea che a venirci a visitare fossero esploratori interstellari, provenienti da distanze infinite per conoscerci, magari con l’intenzione pacifica di fornirci aiuti e conoscenze, ci affascinava più che spaventarci. Oggi se si avvistano oggetti volanti misteriosi si pensa ai droni, non quelli innocui di fotografi e cineasti bensì quelli killer armati ad uso militare. Sarà che siamo allertati da minacce di invasione da parte di potenze con mire espansionistiche. E se alle difese militari capitasse di sbagliarsi e abbattessero dei veri Ufo? Sarebbe una dichiarazione di guerra agli alieni e con tutte le guerre in corso ci mancherebbe anche questa! Ma sono preoccupazioni che dobbiamo aggiungere a quelle che già ci assillano tutti i giorni? Ottant’anni di quiete, dalla Seconda guerra mondiale, diverse generazioni l’hanno vissuta in Europa come un dono. Pare che questa tregua stia per scadere e non ci stia trovando preparati, per questo la corsa scomposta al riarmo e il precipitare nel panico. Quando l’umanità si ribellerà a questi governanti irresponsabili che antepongono le loro brame di guadagno alla cura del pianeta e alla protezione delle popolazioni? O ci si sveglia, per fermare questa deriva, o l’unica speranza sarà quella di invocare l’aiuto degli extraterrestri per essere salvati.

Adriano Sicari

Gentile Sicari, degli Ufo non si parla più, come se li avessimo inventati noi e forse è vero: dovremmo riscoprirli per chiedere loro aiuto per sopravvivere alla guerra finale che sentiamo ormai vicina. I grandi ricchi sono diventati i nostri padroni e per esempio gli ucraini si vedono invasi da Putin, e inesorabilmente, per far finire la guerra, senza ragione, dovranno forse regalare importanti terreni dello Stato a un grande capo che possiede già una immensa terra, la Russia. In Italia gli ucraini sono più di 200 mila, tra cui tante “badanti” che magari nel loro Paese avrebbero stipendi molto bassi, e vengono qui a badare ai vecchi per raccogliere denaro per chi è a casa. Con gli uomini in guerra che muoiono senza ragione, perché Putin così ha deciso. Poi c’è un altro superricco, l’americano Trump, che tenta senza essere ascoltato di interrompere il genocidio dei palestinesi a Gaza, ormai un deserto di macerie. Quanto agli Ufo, sarà meglio lasciarli stare, magari oggi sono diventati superricchi e noi della Terra siamo diventati inutili.

Sul Venerdì del 5 dicembre

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