Una storia dentro l’altra, attento dosaggio di rivelazioni, Cinque secondi ha un andamento a volute che tocca il cuore e sollecita il cervello. Sono contento di aver ritrovato il Paolo Virzì dei tempi d’oro, dunque festeggio un felice ritorno. Gli sviluppi inattesi della trama m’impediscono di motivare il titolo, ma posso dire che in quel tempo piccolissimo si concentra un mistero immenso d’amore e di dolore. Su cui siamo chiamati a pensare e sentire, senza giudicare.
Adriano (Valerio Mastandrea, bravissimo e profondo) è un avvocato affermato che decide di rintanarsi nelle scuderie semiabbandonate di una villa pericolante della campagna toscana. Tutto è andato in malora, compresa la vecchia nobiltà che la possiede. Esule dalla sua vita, Adriano cerca la s…
Una storia dentro l’altra, attento dosaggio di rivelazioni, Cinque secondi ha un andamento a volute che tocca il cuore e sollecita il cervello. Sono contento di aver ritrovato il Paolo Virzì dei tempi d’oro, dunque festeggio un felice ritorno. Gli sviluppi inattesi della trama m’impediscono di motivare il titolo, ma posso dire che in quel tempo piccolissimo si concentra un mistero immenso d’amore e di dolore. Su cui siamo chiamati a pensare e sentire, senza giudicare.
Adriano (Valerio Mastandrea, bravissimo e profondo) è un avvocato affermato che decide di rintanarsi nelle scuderie semiabbandonate di una villa pericolante della campagna toscana. Tutto è andato in malora, compresa la vecchia nobiltà che la possiede. Esule dalla sua vita, Adriano cerca la solitudine e forse l’espiazione. Ma non smette di amare: la sua presenza nel mondo che ha lasciato continua nelle forme minuscole e tenaci di quotidiani messaggi WhatsApp. A chi? Intanto il suo corpo si fa selvatico, la barba cresce, le unghie si sporcano,il carattere s’inasprisce. L’odore del dolore non lavato, il corpo della malinconia, arriva fino a noi.
Giuliana (Valeria Bruni Tedeschi, bravissima e struggente), socia intelligente e amica innamorata, non si fa spaventare da quel puzzo eremitico. Cinque secondi ha la bellezza delle sceneggiature che non spiegano tutto e vagano nelle anime dei personaggi per abituarci alle cose che accadono nel mondo interno e in quello esterno. Dove si materializza una comitiva di ventenni idealisticamente rurali, saccentemente adolescenti che cercano se stessi nella cura di un vigneto incolto (l’idea è bella, con un rischio di artificio). La loro leader si chiama Matilde, fragile e forte contessina borderline. È lei a raggiungere il cuore paterno dell’eremita, a rianimare il perduto genitore in questo film dove tutto vive mentre tutto muore.
Sul Venerdì del 5 dicembre 2025