Caro Giannini, i figli della famiglia che aveva scelto di vivere nel bosco sono stati presi e collocati in una “comunità educativa”. Non so come la pensa lei, ma a me basta questa definizione per rabbrividire.
Dario Castriota (Roma)
Caro Castriota, anch’io rabbrividisco quando sento formule che riecheggiano, storpiandolo, lo “Stato etico” di Hegel. Ma rabbrividisco anche quando sento tanta bucolica empatia per la famiglia dei “neo-rurali” di Palmoli. Non mi piace l’idea che i magistrati strappino bambini alle loro famiglie: soprattutto perché in questo caso non è vera, e basta leggere l’ordinanza del Tribunale dei minori per capirlo. Non mi piace il fatto che si protegga l’infanzia a corrente alternata: nelle boscaglie abruzzesi sì, nelle borgate metropolitane o nei campi rom no. Allo stesso modo, non mi piace che lo stesso governo che ha varato i decreti-sicurezza ora si metta in mezzo, fingendo di avere a cuore l’amore per la libertà e la natura, ma in realtà con il vero obiettivo d…
Caro Giannini, i figli della famiglia che aveva scelto di vivere nel bosco sono stati presi e collocati in una “comunità educativa”. Non so come la pensa lei, ma a me basta questa definizione per rabbrividire.
Dario Castriota (Roma)
Caro Castriota, anch’io rabbrividisco quando sento formule che riecheggiano, storpiandolo, lo “Stato etico” di Hegel. Ma rabbrividisco anche quando sento tanta bucolica empatia per la famiglia dei “neo-rurali” di Palmoli. Non mi piace l’idea che i magistrati strappino bambini alle loro famiglie: soprattutto perché in questo caso non è vera, e basta leggere l’ordinanza del Tribunale dei minori per capirlo. Non mi piace il fatto che si protegga l’infanzia a corrente alternata: nelle boscaglie abruzzesi sì, nelle borgate metropolitane o nei campi rom no. Allo stesso modo, non mi piace che lo stesso governo che ha varato i decreti-sicurezza ora si metta in mezzo, fingendo di avere a cuore l’amore per la libertà e la natura, ma in realtà con il vero obiettivo di screditare di nuovo la magistratura. Non mi piace che Meloni, che con il decreto-Caivano rivendicò la norma che sbatte in galera i genitori colpevoli di non mandare i figli a scuola, ora dà facoltà di farlo a papà Trevallion e mamma Birmingham. E non mi piace che quest’ultima, mentre rivendica il diritto di far vivere i suoi figli allo stato brado, senza acqua, senza luce e senza riscaldamento, ha un bel blog e gestisce un canale YouTube su Internet, dove si autopromuove come “guaritrice spirituale”. Sa caro Castriota quanta corrente consuma Internet? Nel 2030 assorbirà il 13 per cento dell’energia elettrica globale. Come pensano di alimentarla, questi novelli Whitman e Thoreau? Asteniamoci dai giudizi un tanto al chilo. Come il mondo, anche il bosco è un posto complicato. E pieno di contraddizioni.
Qualcuno spieghi a Nordio che la genetica è cambiata
Caro Giannini, a proposito delle dichiarazioni del ministro Nordio sull’ineluttabilità del destino genetico a cui vanno incontro uomini e donne, volevo ricordare che anche la genetica ha subito importanti evoluzioni. Da diversi anni ha assunto sempre più importanza l’epigenetica, la scienza che ha riconosciuto l’influenza dell’ambiente sui geni, che possono essere addirittura modificati al punto che queste modificazioni possono essere trasmesse ai figli per alcune generazioni. Nel caso in questione mi riferisco all’influenza dell’ambiente culturale, affettivo, psicologico in cui un individuo cresce. Se i bambini e i ragazzi fossero educati al rispetto verso gli altri (altro individuo, altro sesso, altra cultura, altra religione), potremmo sperare in un miglioramento dei rapporti tra le persone.
Silvia Giannella
Cara Silvia, le sparate di Nordio, al pari di quelle di Roccella, sono ormai un genere tragicomico. Stavolta più tragico, visto che insistono sulla piaga dei femminicidi e della violenza sulle donne. Ma pretendere che questi mediocri e medievali spacciatori di senso comune conoscano l’epigenetica mi pare una pia illusione. Vergogniamoci per loro.
Corruzione in Ucraina? E i 49 milioni della Lega?
Caro Massimo, mi sconcerta sentire il segretario di un partito che accusa la corruzione in Ucraina ma dimentica che la sua formazione politica ha fatto sparire 49 milioni. Senza contare che all’hotel Metropol di Mosca voleva pianificare una cresta sul petrolio. Che ne pensi?
Miki Salatini
Cara Miki, cogli nel segno. Con lo stesso principio che Capitan Matteo pretende di adottare per l’Ucraina, la Lega non dovrebbe più prendere un euro di finanziamento pubblico, e l’Italia non dovrebbe più prendere un soldo dalla Ue. Nel triennio 2021-2023, tra Fes e Pnrr, abbiamo incassato più di 100 miliardi. Nel solo periodo 2014-2016, su 2,4 miliardi di fondi controllati, le frodi accertate hanno raggiunto 1,5 miliardi. Salvini: che fa, concilia?
Che pena i saltelli di Meloni e Tajani
Gentile Giannini, come il replicante di Blade Runner, ho visto cose che voi umani... Ho visto una persona che ritenevo ragionevole, ancorché vicina all’età anziana, mettersi a saltare come un grillo, spintovi da un’altra persona con potenti capacità manipolatorie. È stato uno spettacolo sconfortante e ne ho provato pena e vergogna: quelle due persone si arrogano di rappresentarmi. Silvana Cabrini
Cara Silvana, mi sono vergognato anch’io per quel comiziaccio campano. Dopo la sconfitta salteranno un po’ meno. Purtroppo, vista la fuga dalle urne, a saltare sono ormai solo gli astensionisti.
Triste vedere Trump prendere ordini da Putin
Buongiorno Giannini, non nutro molta fiducia negli Usa fin dai tempi del Vietnam e del golpe in Cile. Secondo l’attuale mister president dalla zazzera fiammante, lo zar Putin comanderebbe sulla Nato, sull’Ue, tutta l’Europa dell’Est e anche un po’ d’Africa... Non avrei mai immaginato di vedere un presidente americano saltare a comando davanti a un ex agente del Kgb, noto assassino... Demoralizzati saluti.
Caterina Rosa Marino
Cara Caterina, non so chi dei due salta a comando, ma so che tra autocrati si intendono a meraviglia. Sono i nuovi “predatori”, come li chiama Giuliano Da Empoli nel suo ultimo libro. Ce n’è abbastanza per essere demoralizzati, ma non per disperare. Per quanto debole e divisa, l’Europa sta provando ad esistere.
Troppe critiche al Pd e il centrodestra gongola
Caro Giannini, ho finito ora di ascoltare le reprimende sul Pd e sulla sua leader, formulate da lei e da Gruber a Otto e mezzo… Io sono un elettore del Pd, e ho votato in Veneto... Se giornalisti progressisti e autorevoli come lei e Gruber criticano un governo di centrodestra, non stupisce. Ma se gli stessi giornalisti adombrano l’ipotesi che per il centrosinistra non ci sono speranze, che la segretaria del Pd non è all’altezza, che Meloni governerà per altri cinque anni e altre amenità, a noi poveri e bistrattati e ingenui militanti che cosa rimane?
Mario Geremia
Caro Mario, noi giornalisti non stiamo al mondo per fare il tifo, né per consolare militanti. Per il centrosinistra di speranze ce ne sono tante. Si tratta di cominciare ad alimentarle con i fatti, cioè un vero programma e un serio patto di governo tra i partiti di opposizione. Queste elezioni regionali lo dicono chiaro: per la destra è suonato l’allarme, per la sinistra è suonata la sveglia.
Sul Venerdì del 5 dicembre 2025