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Tommaso Melilli: Imparare una ricetta al ritmo di trash-folk

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PENTOLE E PAROLE: Le regole per una perfetta pasta al burro
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Lisa LeBlanc è una cantante canadese, nello specifico del Québec. L’ho scoperta e a lungo ascoltata quando avevo poco più di vent’anni: all’epoca cantava e scriveva in francese delle canzoni abbastanza scatenate e inclassificabili, che alcuni hanno definito “trash folk”. Negli anni successivi ha cantato soprattutto in inglese, e in generale l’ho dimenticata. Nei giorni scorsi, per vari motivi, mi è tornata in mente: in particolare un pezzo contenuto nel suo primo album, uscito nel 2012, e che s’intitola Kraft Dinner: si tratta della versione canadese del Mac&Cheese, la pasta col formaggio venduta in cartoni già cotta. Provo a tradurre la canzone, parte del cui fascino è proprio il francese del Québec: “Non bisognerebbe dirlo a nessuno / ma vorrei scriverti delle poesie / con delle belle parole che non capiamo / né l’uno né l’altro. / Mi piacerebbe farci una serata / con dei piccoli fiori e poi delle candele / ma mi sembra mieloso da morire.” O ancora: “Vorrei ballare uno slow con …

Lisa LeBlanc è una cantante canadese, nello specifico del Québec. L’ho scoperta e a lungo ascoltata quando avevo poco più di vent’anni: all’epoca cantava e scriveva in francese delle canzoni abbastanza scatenate e inclassificabili, che alcuni hanno definito “trash folk”. Negli anni successivi ha cantato soprattutto in inglese, e in generale l’ho dimenticata. Nei giorni scorsi, per vari motivi, mi è tornata in mente: in particolare un pezzo contenuto nel suo primo album, uscito nel 2012, e che s’intitola Kraft Dinner: si tratta della versione canadese del Mac&Cheese, la pasta col formaggio venduta in cartoni già cotta. Provo a tradurre la canzone, parte del cui fascino è proprio il francese del Québec: “Non bisognerebbe dirlo a nessuno / ma vorrei scriverti delle poesie / con delle belle parole che non capiamo / né l’uno né l’altro. / Mi piacerebbe farci una serata / con dei piccoli fiori e poi delle candele / ma mi sembra mieloso da morire.” O ancora: “Vorrei ballare uno slow con te / ma siamo tutti e due troppo maldestri / avrei paura di camminarti sopra e di romperti un alluce. / Vorrei che ci guardassimo negli occhi / e ci dicessimo delle cose belle / magari uscirà tutto un po’ al contrario / ma almeno noi ci capiremo.” E poi viene il ritornello: “E male che vada rideremo insieme / mangeremo del Kraft Dinner / è tutto quello che ci serve”. Nel francese del Québec c’è un intercalare molto frequente, c’est correct, in inglese si usa “it’s alright”, appare nei due versi di chiusura: “Ho il cuore che è ingrassato ma va bene così, perché era dimagrito troppo”.La pasta al burro e formaggio è una delle mie nemesi: nel senso che la sbaglio sempre. O almeno, la sbagliavo fino a qualche giorno fa.

Pasta al burro

Cosa serve Per 2 persone, come piatto unico: 200 g di pasta corta (sedanini, lumache, tubetti); 50 g di burro; 100 g di parmigiano grattugiato; sale

Come procedere Cuocete la pasta in acqua salata. Mentre cuoce appoggiate la padella sulla pentola, al posto del coperchio, con dentro il burro. Quando il burro sarà sciolto versateci dentro il grana e impastate il tutto. Scolate la pasta e mettetela in padella, aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua fredda. Mescolate e servite.

Sul Venerdì del 5 dicembre 2025

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