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Massimo Giannini: è vuoto il pantheon della destra

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Si appropria di Pasolini anche perché la sinistra ha fatto poco per tenerne viva la memoria
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Caro Massimo, la destra reazionaria si appropria della memoria di scrittori che non le appartengono. Lo fa con Pasolini, per la sua difesa delle tradizioni popolari, però ignora il film sulle tragiche giornate di Salò e la spiritualità di quello sul Vangelo. Tra gli scrittori che aderirono al fascismo molti lo furono di passaggio. Malaparte scriveva ballate su Mussolini però finì con Mao e Togliatti. Maccari su Il Selvaggio faceva l’elogio dello squadrismo ma per i suoi micidiali aforismi sui gerarchi fu espulso dal partito. A Longanesi, autore dello slogan “Mussolini ha sempre ragione”, il regime sospese Omnibus per “atteggiamento non conforme”. Prezzolini, pur amico del duce, non aderì mai al fascismo, detestava la retorica del regime e in una lettera a Gobetti definì l’Italia “un Paese di qualità rozze che difetta di cultura”… Ma a proposito di Gobetti, antifascista piemontese: è un maestro che la sinistra avrebbe potuto vantare, lottava per una convergenza tra cultura borghese e m…

Caro Massimo, la destra reazionaria si appropria della memoria di scrittori che non le appartengono. Lo fa con Pasolini, per la sua difesa delle tradizioni popolari, però ignora il film sulle tragiche giornate di Salò e la spiritualità di quello sul Vangelo. Tra gli scrittori che aderirono al fascismo molti lo furono di passaggio. Malaparte scriveva ballate su Mussolini però finì con Mao e Togliatti. Maccari su Il Selvaggio faceva l’elogio dello squadrismo ma per i suoi micidiali aforismi sui gerarchi fu espulso dal partito. A Longanesi, autore dello slogan “Mussolini ha sempre ragione”, il regime sospese Omnibus per “atteggiamento non conforme”. Prezzolini, pur amico del duce, non aderì mai al fascismo, detestava la retorica del regime e in una lettera a Gobetti definì l’Italia “un Paese di qualità rozze che difetta di cultura”… Ma a proposito di Gobetti, antifascista piemontese: è un maestro che la sinistra avrebbe potuto vantare, lottava per una convergenza tra cultura borghese e movimento operaio per formare una nuova classe dirigente e una società migliore. Invece, silenzio assordante. Gianfranco Mezzasoma

Caro Gianfranco, la destra si arrabatta con il poco che ha. Ad eccezione di Giovanni Gentile, non ha mai avuto nel suo pantheon grandi intellettuali e scrittori. Al contrario della Francia che, come lei osserva, ha “sfornato” i La Rochelle e i De Benoist. Per questo i patrioti “pescano” altrove. Ora La Russa si lancia su Pasolini e anch’io sono scandalizzato. Ma non per la sfrontatezza della destra: per la debolezza della sinistra. Cos’hanno fatto i progressisti e i riformisti, in questi due decenni, per tenere viva la memoria dell’autore degli Scritti corsari, delle Ceneri di Gramsci, di Petrolio? Niente di niente. E la stessa cosa, a maggior ragione, vale per Piero Gobetti. Cosa aspetta il Pd, a convocare gli Stati Generali della cultura? E poi quelli della scuola, della sanità, del lavoro? L’egemonia non si produce con le sedute di autocoscienza delle correnti, a Milano o a Montepulciano. n

Contro l’uomo predatore serve soltanto l’educazione Caro Giannini, a proposito della violenza sulle donne, finalmente si è capito che non sono le leggi, ma è l’educazione a combattere il problema. Le cause non sono solo di tipo educativo, ma soprattutto di origine biochimica, correlate alla presenza di un ormone che rende il maschio adulto di tutti gli animali più grosso e aggressivo della femmina. Infatti, la deprivazione di tale ormone fa diventare il vitello non un toro aggressivo ma un manzo mite. L’educazione deve iniziare, con i dovuti modi, fin dalla scuola materna. Farlo più tardi, quando ormai la personalità sarà strutturata, avrà ben poca efficacia. G.C. (Terni) Caro amico, non la seguo. Sentivo dire mezzo secolo fa che “l’uomo è cacciatore”. Sento ripetere oggi che la sopraffazione della donna “è nel suo codice genetico”. La prima cosa la dicevano i maschi al bar, la seconda la dice Nordio. Per me basta e avanza per considerarle tutte fesserie.

Forse Moody’s dimentica che in realtà l’Italia è ferma Caro Giannini, Moody’s ha rivisto al rialzo il rating dell’Italia. Certo c’è da gioire, non foss’altro per la prospettiva di pagare meno interessi sul nostro mostruoso debito pubblico. Tra le motivazioni che hanno portato a questa decisione, Moody’s accenna alla stabilità politica del governo ed anche alle riforme introdotte. Non capisco di quali riforme si stia parlando. Stanno pensando alla flat tax per gli autonomi due anni fa? O ai circa 25 miliardi non redistribuiti del fiscal drag? Forse bisognerebbe segnalare a Moody’s che se uno con 50 euro in tasca viaggia in auto verso una meta, ma al momento di dover fare benzina rinuncia per salvaguardare il contante e spegne il motore, certamente risparmia, ma a quella meta non ci arriverà mai. Walter Giandomenico

Caro Walter, il governo sta tenendo a bada i conti pubblici, e questa è una magnifica notizia, certificata dal rating e ora anche dalla caduta dello spread. Ma la “macchina” della crescita viaggia a passo d’uomo. Se non è ferma del tutto, lo dobbiamo solo al Pnrr. Di vere riforme, neanche l’ombra. Ma vedrà che con la manovra dell’anno prossimo Meloni farà ripartire la macchina con un “pieno” strepitoso: la “meta” delle elezioni non se la farà sfuggire.

Assumere medici e giudici non è un costo ma un vantaggio

Caro Massimo, uno dei più grossi errori dei governi è considerare solo un “costo” l’assunzione di personale. Non è così. Nella sanità, assumere medici e infermieri consentirebbe di evitare il ricorso al privato, dando un miglior servizio ai cittadini. Nella giustizia, assumere più giudici e cancellieri ridurrebbe i tempi dei processi, al contrario della separazione delle carriere. Nell’apparato finanziario, più personale consentirebbe maggiori controlli contro l’evasione. Nella tutela del territorio, rafforzare il numero dei tecnici per prevenire i dissesti geologici farebbe risparmiare miliardi. La maggior parte dei nuovi assunti potrebbe mettere su famiglia, con tutto quello che ne consegue, non ultimo fare dei figli. Cinelli Marco (Bologna)

Caro Marco, non sbagli. L’unico problema, non da poco, è lo sfasamento temporale: prevedere nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione richiede stanziamenti pluriennali cospicui. A meno che non si voglia ricominciare a spendere in deficit (scaricando l’onere sui nostri figli e nipoti, come abbiamo fatto per decenni), le nuove assunzioni richiedono per Costituzione una copertura finanziaria preventiva e certa. Si possono fare, ma solo tagliando altrove. In due parole: bisogna scegliere. Esattamente quello che questo governo - come altri prima - non sta facendo. n

Salvini attacca Kiev “corrotta” e scorda i 49 milioni della Lega Gentile Giannini, l’ineffabile/fantuttone segretario leghista non si lascia mai scappare l’occasione di fare pessima figura. Si dice scandalizzato dai corrotti di Kiev: ma possibile che nessuno gli chieda più conto dei 49 milioni di euro spariti dalle casse leghiste? Tutto dimenticato da tutti? Popolo senza memoria o popolo che ricorda solo ciò che gli fa comodo? Paolo Motta

Caro Paolo, noi a Salvini, proprio qui, gliel’abbiamo ricordato giusto una settimana fa. Ma è tutto inutile: come dice lei, questo è il tempo della memoria selettiva. n

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