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Molva alla normanna 

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PENTOLE E PAROLE La molva, una buona alternativa al baccalà
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Nel 1977, la leggendaria collana di antropologia francese Terre humaine pubblicò un libro singolare. Per intenderci, si tratta della collana che ai suoi esordi, vent’anni prima, aveva dato alle stampe un libro leggendario come Tristi Tropici di Claude Lévi-Strauss. Lo scopo era raccontare popolazioni e culture minacciate da interessi geopolitici ed economici contrari. In quell’anno, uscì il libro di memorie di un pescatore, Jean Recher. S’intitola Le Grand Métier, “il grande mestiere”, termine che si opponeva fra i pescatori di Normandia al “piccolo mestiere”, che era la pesca vicina alla costa. Le navi che praticavano il grande mestiere stavano lontane da casa per settimane e a volte, mesi, raggiungendo l’Islanda e la Groenlandia, dove arrivavano per pescare un prodotto molto frequente sulle tavole europee occidentali, e cioè il baccalà.

Recher è stato l’ultimo capitano di una nave francese che faceva questo percorso. Per esempio: “Non c’è orario per i pasti. Gli uomini mangiano quan…

Nel 1977, la leggendaria collana di antropologia francese Terre humaine pubblicò un libro singolare. Per intenderci, si tratta della collana che ai suoi esordi, vent’anni prima, aveva dato alle stampe un libro leggendario come Tristi Tropici di Claude Lévi-Strauss. Lo scopo era raccontare popolazioni e culture minacciate da interessi geopolitici ed economici contrari. In quell’anno, uscì il libro di memorie di un pescatore, Jean Recher. S’intitola Le Grand Métier, “il grande mestiere”, termine che si opponeva fra i pescatori di Normandia al “piccolo mestiere”, che era la pesca vicina alla costa. Le navi che praticavano il grande mestiere stavano lontane da casa per settimane e a volte, mesi, raggiungendo l’Islanda e la Groenlandia, dove arrivavano per pescare un prodotto molto frequente sulle tavole europee occidentali, e cioè il baccalà.

Recher è stato l’ultimo capitano di una nave francese che faceva questo percorso. Per esempio: “Non c’è orario per i pasti. Gli uomini mangiano quando possono… Non c’è ora per il riposo. Marcia o muori; il baccalà è il dittatore più assoluto e tirannico che si possa immaginare”. Il merluzzo da cui si ottiene il baccalà è, da alcuni anni, un pesce sempre più scarso, in tutti i mari; e l’attaccamento viscerale di molte tradizioni gastronomiche europee a questo prodotto non aiuta. Si prova quindi a proporre alcune alternative, tra cui un pesce molto simile al merluzzo, che non ha purtroppo un nome particolarmente seducente, perché si chiama molva. Ne ho inventata una versione “normanna”, in onore dei pescatori che non sono più. Si può mangiare col pane, con la polenta, o con delle crêpe di grano saraceno.

Molva alla normanna

Che cosa serve Per 4 persone: 600 g di molva dissalata 100 g di panna fresca aceto di mele 2 cipolle bianche un cucchiaio di prezzemolo tritato burro, sale e pepe

Come procedere

Soffriggete le cipolle affettate con poco burro in un tegame. Aggiungete la molva tagliata a pezzi, quindi versate la panna. Lasciate cuocere a fuoco basso e col coperchio per 20 minuti. Quindi spruzzate qualche goccia di aceto di mele, sale se serve, pepe se piace, e del prezzemolo.

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