Con Patti Smith si riscoprono gli odiosi Smashing Pumpkins
di Giuseppe VidettiQuesta l’avevo in mente da tempo, ma dovevo superare un’antipatia personale per gli Smashing Pumpkins. Un gruppo geniale, lo so. Come brillante e creativo è il suo leader, Billy Corgan. E monumentale Mellon Collie and the Infinite Sadness, l’album pubblicato nel 1995 in piena euforia grunge. E Bullet with Butterfly Wings, un capolavoro! All’epoca, però, non c’era sintonia tra il giornalista e la band. Repubblica (il caporedattore Roberto Campagnano) voleva che fossi sempre io ad andare («Ragazzi difficili,tu ormai li conosci»): a Dublino, Genova, Londra, Roma (con una visita assai irriverente alla Cripta dei Cappuccini foderata di teschi e ossa umane).
Quattro interviste, un tormento – ogni volta finiva in caciara, Corgan si presentava immancabilmente con tutta la truppa dopo qualche bicchiere (o chissà cos’altro) di troppo. Il clima goliardico e l’atteggiamento insolente erano irritanti (il giornalista, in quei momenti, vive con l’ansia di non avere nulla da portare a casa, e a meno …
Questa l’avevo in mente da tempo, ma dovevo superare un’antipatia personale per gli Smashing Pumpkins. Un gruppo geniale, lo so. Come brillante e creativo è il suo leader, Billy Corgan. E monumentale Mellon Collie and the Infinite Sadness, l’album pubblicato nel 1995 in piena euforia grunge. E Bullet with Butterfly Wings, un capolavoro! All’epoca, però, non c’era sintonia tra il giornalista e la band. Repubblica (il caporedattore Roberto Campagnano) voleva che fossi sempre io ad andare («Ragazzi difficili,tu ormai li conosci»): a Dublino, Genova, Londra, Roma (con una visita assai irriverente alla Cripta dei Cappuccini foderata di teschi e ossa umane).
Quattro interviste, un tormento – ogni volta finiva in caciara, Corgan si presentava immancabilmente con tutta la truppa dopo qualche bicchiere (o chissà cos’altro) di troppo. Il clima goliardico e l’atteggiamento insolente erano irritanti (il giornalista, in quei momenti, vive con l’ansia di non avere nulla da portare a casa, e a meno di essere Lester Bangs non è nel mood per far baldoria coi rocker). Alla fine fu: di questi cazzoni non ne posso più – non avevo neanche più voglia di ascoltarli, né in concerto né su disco.
A metter pace è stata (inconsapevolmente) Patti Smith. Nei concerti di quest’anno ha spesso inserito in scaletta (complice suo figlio Jackson, il tenebroso chitarrista della band? Un amore che condivideva col marito Fred? L’attualità del testo – The world is a vampire sent to drain…?) una versione rovente di Bullet with Butterfly Wings in cui poga come avesse vent’anni e fosse sul micropalco CBGB’s (ne trovate diverse versioni su YouTube).
La riascolto dagli Smashing Pumpinks (Grammy Award per la migliore performance hard rock nel 1997) e confermo: è la Jumpin’ Jack Flash dell’era grunge, corredata da un video crudele fortemente suggestionato dalle foto di Sebastião Salgado. “Despite all my rage, I am still just a rat in a cage” è più di uno slogan generazionale. X, Y, Z – perfetto per tutte. E anche per i boomer.