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Con Repubblica siamo cresciuti

E con il nostro giornale è cresciuto anche il Paese. Abbiamo tutti il dovere di averne cura
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Caro Giannini, leggo Repubblica dalla fondazione, e guardo con raccapriccio e preoccupazione a quello che sta avvenendo nel gruppo Gedi. Cosa ne sarà del giornale con il quale sono cresciuta e ho imparato la libertà e la democrazia? Ilaria Michelotti

Cara Ilaria, il tuo sconcerto è anche il mio. Questi ricchi e mediocri capitalisti italiani, prestati all’informazione per pure convenienze personali, hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato editoria. Con Repubblica siamo cresciuti in tanti. Con Repubblica è cresciuta l’Italia. Oggi questo patrimonio è in pericolo: bisognava averne cura e proteggerlo in questi anni di dissennata distruzione di valore. Spero solo che non sia troppo tardi, ma ho la certezza che Eugenio Scalfari, il grande Barbapapà al quale dobbiamo tutto, si stia rivoltando nella tomba. nI poveri sostengono il governo, che però tutela i ricchi.

Caro Giannini, mi spieghi per favore il comportamento dei poveri. Meloni ha dichiarato «mai patrimoniale con il mio governo», tr…

Caro Giannini, leggo Repubblica dalla fondazione, e guardo con raccapriccio e preoccupazione a quello che sta avvenendo nel gruppo Gedi. Cosa ne sarà del giornale con il quale sono cresciuta e ho imparato la libertà e la democrazia? Ilaria Michelotti

Cara Ilaria, il tuo sconcerto è anche il mio. Questi ricchi e mediocri capitalisti italiani, prestati all’informazione per pure convenienze personali, hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato editoria. Con Repubblica siamo cresciuti in tanti. Con Repubblica è cresciuta l’Italia. Oggi questo patrimonio è in pericolo: bisognava averne cura e proteggerlo in questi anni di dissennata distruzione di valore. Spero solo che non sia troppo tardi, ma ho la certezza che Eugenio Scalfari, il grande Barbapapà al quale dobbiamo tutto, si stia rivoltando nella tomba. nI poveri sostengono il governo, che però tutela i ricchi.

Caro Giannini, mi spieghi per favore il comportamento dei poveri. Meloni ha dichiarato «mai patrimoniale con il mio governo», tradotto significa che le tasse le pagheranno come sempre i lavoratori dipendenti e i pensionati e che i ricchi continueranno ad evadere. Se mancheranno i soldi per gli asili, le scuole e gli ospedali, il popolo si arrangerà. Fino a quando i poveri continueranno a sostenere i governi che tutelano i ricchi?

Franco Bagni

Caro Franco, lei si chiede fino a quando? Io le rispondo per sempre. Andrà così finché governa questa destra trumpian-meloniana e finché l’opposizione schleinian-contiana non offre agli italiani una seria e credibile alternativa di governo. A proposito di tasse, di evasione fiscale e di favori ai ricchi, l’ultimo paradosso è l’imposta di bollo sulla differenza tra i 5 e i 10 mila euro di uso del contante. Dopo le tasse “pizzo di Stato”, siamo alla “patrimoniale” sul riciclo di denaro sporco.

Più attenzione per la sorte di Alberto Trentini

Salve Giannini, leggo Repubblica dal suo primo numero però negli ultimi tempi vi sono molte cose che mi arrecano disagio… Vi chiederei di ricordarvi e di avere maggiori attenzioni per la sorte di Alberto Trentini.

Ersilia Mancini

Salve Ersilia, fa bene a tirarci le orecchie. L’ho già scritto e lo riscrivo: sulla sorte di Alberto Trentini abbiamo tutti una quota di responsabilità, noi che facciamo informazione. A parte il Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio, siamo tutti troppo afoni e apatici. Mentre continuiamo giustamente a invocare “Verità per Giulio Regeni”, dobbiamo gridare sempre più forte “Libertà per Alberto Trentini”.

Ho vissuto allo stato brado e me ne vanto…

Caro Giannini, sono rimasta sorpresa e pure indignata per la risposta che lei ha dato a Dario Castriota, sul Venerdì del 5 dicembre, relativa alla famiglia nel bosco… È falso dire che l’attuale governo dà facoltà ai due genitori di non ottemperare all’obbligo scolastico dei figli senza sanzionarli secondo i nuovi regolamenti… Quei tre bambini non meritano la rozza affermazione di vivere allo stato brado... L’acqua ce l’hanno, anche se attinta al pozzo; la casa è illuminata anche se non con la luce elettrica, e pure il riscaldamento... Se poi la signora Birmingham fa la guaritrice spirituale attraverso internet non la si può equiparare ai nostrani psico-terapeuti? Denigrarla perché consuma elettricità in un mondo in cui l’Ia ne consuma in quantità gigantesche, mi pare un appiglio meschino. Concludo dicendo che pure io, come migliaia di miei coetanei, ho vissuto “allo stato brado” e me ne vanto perché quella è stata la parte migliore della mia esistenza.

Lucia Giovanelli

Cara Lucia, la sua indignazione è decisamente malriposta. Sulla vicenda dei bimbi nel bosco, al contrario di lei, io non ho sparato e non sparo sentenze definitive un tanto al chilo. Resto convinto che sia una vicenda complessa, dove ciascuna delle tesi in campo sollecita dubbi e presenta contraddizioni (compresa la soluzione provvisoria alla quale i genitori si sono acconciati, il più comodo B&B di un amico). Rispetto chi vive o ha vissuto “allo stato brado”, come lei. Rispetto il lavoro dei magistrati e dei servizi sociali. Non denigro la signora Birmingham, ma ne constato solo (come per le altre parti coinvolte) l’ennesimo cortocircuito logico (lei fa la guaritrice sui social, ma nega il cellulare ai suoi figli). Insomma, qui non c’è il bianco o il nero, ma una vasta zona grigia che esige cautela, misura e buon senso. Io non ho certezze, se non che la politica non deve strumentalizzare una storia dove c’è un solo bene prezioso da proteggere: la vita di tre bambini.

In nome di Maometto metteremo al bando Dante?

Caro Giannini, non le sembra che la political correctness in merito all’accoglienza degli immigrati stia eccedendo i forse ragionevoli motivi per cui sarebbe iniziata? A Londra, una recita teatrale del Tamerlano di Marlowe è stata depurata di alcuni versi ritenuti potenzialmente offensivi nei confronti della religione islamica; e nella scena madre, in cui il protagonista brucia il Corano, questo è sostituito da altri tomi. In alcune scuole materne italiane si è deciso di sospendere le classiche recite natalizie ispirate alla massima festività cattolica. Un teatro di Berlino ha deciso di cancellare dal programma l’Idomeneo di Mozart con la medesima motivazione (nell’opera del genio salisburghese il protagonista, Re Idomeneo, a un certo punto appare in scena con le teste mozzate di Buddha, Gesù e Maometto). Aspettiamo la messa al bando di Dante: si è permesso addirittura di mettere Maometto nell’Inferno, tra i seminatori di discordia. A Bruxelles il presepe è stato sì predisposto, ma con i volti cancellati e sostituiti da pezzi di stoffa multicolore… Credo che questi atteggiamenti siano del tutto controproducenti.

Mauro Luglio (Monfalcone)

Carissimo Mauro, che ci siano esagerazioni grottesche non c’è dubbio. Ma per fortuna si contano sulle dita di una mano. E quando Salvini nei comizi urla «non ci toglieranno il Natale», mi sembra solo una furba recita parrocchiale. Ferme restando le nostre preziose radici giudaico-cristiane ­ ­(di­ cui non dobbiamo certo vergognarci per compiacere Maometto o Buddha), sono un fautore dello Stato laico: nessun simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche. Per il resto, libero presepe in libera casa.

Sul Venerdì del 27 dicembre 2025

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