✕

Massimo Giannini: “Generazione Z, così fragile e vulnerabile”

Ascolta l'audio

Alle incertezze dei ragazzi la politica risponde offrendo flessibilità. Ovvero precarietà
3 minuti di lettura

Caro Giannini, sono un docente di religione da 17 anni e solo quest’anno sono passato a tempo indeterminato. L’unico concorso per i docenti di religione era stato fatto nel lontano 2004, 22 anni fa: una generazione... 17 anni da precario vogliono dire non poter programmare la propria vita e quella della propria famiglia, non poter accendere un mutuo, avere dei figli... E pensare che la reiterazione di contratti a termine nella scuola per coprire esigenze stabili, quando superano i tre anni, è considerata un abuso dalla giurisprudenza e dà diritto a un risarcimento danni (da 2,5 a 24 mensilità) per il lavoratore precario, attraverso un ricorso al Tribunale del lavoro. L’ho fatto, ma le udienze vengono spostate di 8-11 mesi (l’ultima, 11 novembre 2025, è stata rinviata al 13 ottobre 2026!). È davvero avvilente il modo come veniamo presi a pesci in faccia: cornuti e mazziati.

Andrea Zanello, docente a Valceresio di Bisuschio (Varese)

Caro professore, sono anni che i governi fanno poco e …

Caro Giannini, sono un docente di religione da 17 anni e solo quest’anno sono passato a tempo indeterminato. L’unico concorso per i docenti di religione era stato fatto nel lontano 2004, 22 anni fa: una generazione... 17 anni da precario vogliono dire non poter programmare la propria vita e quella della propria famiglia, non poter accendere un mutuo, avere dei figli... E pensare che la reiterazione di contratti a termine nella scuola per coprire esigenze stabili, quando superano i tre anni, è considerata un abuso dalla giurisprudenza e dà diritto a un risarcimento danni (da 2,5 a 24 mensilità) per il lavoratore precario, attraverso un ricorso al Tribunale del lavoro. L’ho fatto, ma le udienze vengono spostate di 8-11 mesi (l’ultima, 11 novembre 2025, è stata rinviata al 13 ottobre 2026!). È davvero avvilente il modo come veniamo presi a pesci in faccia: cornuti e mazziati.

Andrea Zanello, docente a Valceresio di Bisuschio (Varese)

Caro professore, sono anni che i governi fanno poco e niente per stabilizzare il lavoro. Nel 2025 la quota dei “permanenti” è cresciuta e si è ridotta quella del tempo determinato. Ma i precari sono 2,5 milioni e - come dice il Censis - la sicurezza del posto resta una priorità per gli italiani: il 63 per cento vuole un impiego pubblico per la stabilità, il 55 per la certezza del reddito fisso,il 35,2 per evitare il rischio di licenziamento. Non è la sindrome di Checco Zalone: di fronte all’instabilità diffusa, si privilegia «la difesa e la conservazione di ciò che si possiede». La politica dovrebbe agire di conseguenza. La generazione Z «affronta il presente sentendosi fragile e vulnerabile»: noi, dalla riforma Treu al Jobs Act, la ripaghiamo con la flessibilità. Sinonimo, eufemistico, di precarietà.

Le sguaiate offese della ministra Bernini

Gentile Giannini, ho assistito all’episodio dell’inadeguata e sguaiata risposta da parte di una ministra nei confronti di un giovane studente… Mi sarei aspettato dialogo e discussione con argomentazioni e spiegazioni al giovane, sul se e il perché sbagliava. Anche come ex insegnante, non posso che deplorare il miserevole spettacolo che ci è stato fornito; le azioni, tuttavia, qualificano chi le compie.

Cosmo Bossolo

Gentile Bossolo, il modo in cui Bernini ha insultato quei due studenti ad Atreju ci fa vergognare di essere italiani. Al di là del trito refrain «siete i soliti comunisti» – che ormai i patrioti usano come la coperta di Linus – ferisce quel «siete inutili». Un’offesa così volgare e gratuita - vomitata da una ministra dell’Università in faccia ai ragazzi che chiedevano lumi sulle nuove regole d’accesso a Medicina – è il grado zero di una politica che usa i giovani come capro espiatorio. Salvo poi lamentarsi perché dal 2011 quasi un milione di ragazzi sono fuggiti dall’Italia. Se questi sono i governanti, hanno fatto bene.

Cara vecchia Repubblica, è questione di identità

Gentile Giannini, leggo Repubblica da quando ero ragazzina… Mi sento già orfana del giornale che, nonostante tutto, mi ha accompagnata per tutta la vita. Già un primo distacco l’ho vissuto con il passaggio al gruppo Exor. Però ho sempre resistito, ma con una grande nostalgia dei gloriosi tempi passati. Tutto ciò alimenta uno scontento che affonda le sue radici anche in quello che lei ha giustamente detto più volte: l’identità. Abbiamo perso l’identità, un riferimento: nel giornale, nei partiti progressisti, nei valori di uguaglianza e giustizia sociale… Io ci credo, so anche che sono giusti e sacrosanti, ma mi rendo conto che la società sta andando in tutt’altra direzione…

Francesca Ratto

Cara Francesca, non perdiamo la speranza. Ai tempi della Lady di Ferro, in Gran Bretagna, uscì un libretto amaro ma assai divertente, scritto da John O’ Farrell, laburista devastato da continue sconfitte durante i 18 “anni miserabili” del governo Thatcher. Si intitolava Things Can Only Get Better: le cose possono solo andar meglio. Oggi mi sforzo di crederlo anch’io.

Dietro il caso Corona-Signorini una resa dei conti fratricida?

Caro Giannini, il vero bersaglio del podcast di Fabrizio Corona su Alfonso Signorini non appare il suddetto conduttore, ma chi lo sovraintende: la famiglia Berlusconi, cioè Marina e Pier Silvio. Sul rampollo maschio, a capo dell’impero tv e annunciatore della prossima rivoluzione in Forza Italia, l’ex fotografo promette un servizio al vetriolo sulle magagne causate dai maschili ardori comprovate da dossier gossippari... Sulla primogenita, a capo dell’impero editoriale e finanziario, si rivela l’imminente candidatura in politica. C’è allora da chiedersi chi sia un possibile mandante… e se magari non sia l’inizio di una resa dei conti fratricida all’interno del centrodestra.

Marco Lombardi

Caro Marco, non voglio deluderla né apparirle snob. Ma non so risponderle. Sia perché da Corona e Signorini ho sempre preferito tenermi il più possibile alla larga. Sia perché sui Berlusconi ho già dato abbastanza.La sola cosa che so me la disse una volta Gianni Letta: Marina non farà mai politica, Pier Silvio sarebbe sceso in campo il giorno dopo la scomparsa del padre. Il tempo sarà galantuomo. Anzi, sarà Cavaliere.

Lo show di Benigni e le scelte della Chiesa

Caro Giannini, il programma di Benigni su San Pietro “in carne e ossa” mi ha illuminato su come si trasmette il potere anche attraverso l’arte come medium per arrivare a mente e cuore dei fedeli. Con il meraviglioso racconto su Pietro “primo Papa”, “sepolto in Vaticano” ed erede diretto del Cristo fondatore della Chiesa… si perpetua la tradizione Cattolica che equipara la Tradizione alle Scritture e ai fatti storici.Il racconto è coinvolgente, potente, rassicurante. Ma è proprio in quel passaggio di testimone tra il figlio di Dio e il discepolo uomo e soprattutto maschio che la Chiesa cattolica ha posto le basi giuridiche e teologiche per escludere l’altra metà del cielo da ogni ruolo decisionale, figurarsi quello sacerdotale.

Daniro Mandelli (Cremona)

Caro Mandelli, io sto con Benigni, mostro di cultura e di bravura. E sto con papa Francesco, che una volta disse «la Chiesa è femminile, è sposa ed è madre perché dà la luce». Lui predicò bene, vediamo fino a quando i suoi successori razzoleranno male.

Sul Venerdì del 9 gennaio 2026

Leggi i commenti