La “vera” Groenlandia e le voglie di Trump
di Michele GravinoPerché Donald Trump vuole tanto la Groenlandia? Ragioni imprescindibili di sicurezza nazionale, rispondono da Washington, per monitorare le rotte artiche battute da russi e cinesi. Eppure, come ha ricordato Enrico Franceschini su Repubblica, è dal 1951 che un accordo tra Danimarca e Stati Uniti concede a questi ultimi accesso pressoché illimitato alla grande isola artica. All'epoca della Guerra Fredda gli americani vi gestivano diverse basi; adesso ce n'è una sola, la Pituffik Space Base ma, spiegano gli esperti, il trattato consente agli Usa di riaprirne quante ne vogliono, previa una consultazione con il governo di Copenaghen e quello regionale groenlandese – che con l'aria che tira non farebbero certo troppe storie. Anche per le presunte risorse minerarie che si nascondono sotto i ghiacci la strategia potrebbe essere meno aggressiva: concludere pacifici accordi di sfruttamento economico in partnership con un governo alleato invece di puntare a impadronirsene con la forza, sfasciando nel frattempo la Nato e l'ordine mondiale.
Risponde Donald stesso nella recente intervista al New York Times, «avere la Groenlandia è psicologicamente necessario per il successo. Penso che la proprietà ti dia qualcosa che non si può ottenere con un semplice contratto di locazione». Dove si vede che nell’ideologia trumpiana tra la sovranità statale in democrazia e la proprietà immobiliare non c'è alcuna differenza. Del resto, nella stessa intervista Trump dichiara che il suo potere da comandante in capo dell’esercito più potente del mondo è limitato “solo dalla mia moralità”. Insomma se lui sulla carta geografica vede una distesa di terra enorme che appartiene a un Paese piccolo e periferico come la Danimarca, non c’è nulla che possa impedirgli di prendersela.
Solo che le mappe, a volte, non la raccontano proprio giusta. La Groenlandia è sì molto grande – l'isola più vasta del mondo, oltre 2 milioni di chilometri quadrati, più di sei volte l'Italia – ma molto meno di come appare secondo la proiezione di Mercatore, la più usata negli atlanti e sul Web. Tutte le carte geografiche, dovendo riportare su un piano l'immagine di quella che in realtà è una sfera, distorcono le effettive misure del pianeta: quella di Mercatore esagera le dimensioni delle aree lontane dall'Equatore, e fa apparire la Groenlandia grande come un intero continente. Un sito, thetruesize.com, permette di comprendere le reali dimensioni di un Paese o di un territorio "spostandolo" sulla carta: così, messa a cavallo dell’Equatore, ecco che la "vera" Groenlandia risulta molto più piccola di come appare sulle carte tradizionali – probabilmente anche quelle appese alle pareti della Casa Bianca. Magari è il caso di far vedere la mappa qui sopra a Trump: o magari meglio di no, c'è il rischio che gli venga voglia di invadere qualche altro posto.
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