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La sanità che ci piace

A Milano c’è un poliambulatorio che cura (anche gratis) chi è in difficoltà. Un dono contro la strisciante privatizzazione
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Gentile Giannini, ho letto sul Venerdì la lettera di Michele che aspetta l’ecografia. A Milano è frequente, salvo poi scoprire che per gli stessi esami con gli stessi specialisti e le stesse attrezzature, ma in regime di solvenza, la disponibilità è quasi immediata. Con alcuni colleghi da più di 10 anni stiamo portando avanti una iniziativa di “sanità sociale”… Non ha obiettivi di profitto, ma vuole offrire una risposta proprio dove ci sono carenze, per integrarle in un’ottica di bene comune, di servizio pubblico anche se erogato da cooperativa sociale. Abbiamo ottimi specialisti, attrezzature moderne ma con tariffe calmierate, grazie anche ad un gruppo di esperti che accetta retribuzioni meno corpose che in altri ambulatori, visitiamo persone fragili provenienti da altre istituzioni e dalla Caritas, anche in regime di gratuità. Il nostro indirizzo web è www.poliambulatoriojenner.it/fondo-solidarieta/... Non è che una goccia nel mare di disagio che Milano crea, al di fuori del centro …

Gentile Giannini, ho letto sul Venerdì la lettera di Michele che aspetta l’ecografia. A Milano è frequente, salvo poi scoprire che per gli stessi esami con gli stessi specialisti e le stesse attrezzature, ma in regime di solvenza, la disponibilità è quasi immediata. Con alcuni colleghi da più di 10 anni stiamo portando avanti una iniziativa di “sanità sociale”… Non ha obiettivi di profitto, ma vuole offrire una risposta proprio dove ci sono carenze, per integrarle in un’ottica di bene comune, di servizio pubblico anche se erogato da cooperativa sociale. Abbiamo ottimi specialisti, attrezzature moderne ma con tariffe calmierate, grazie anche ad un gruppo di esperti che accetta retribuzioni meno corpose che in altri ambulatori, visitiamo persone fragili provenienti da altre istituzioni e dalla Caritas, anche in regime di gratuità. Il nostro indirizzo web è www.poliambulatoriojenner.it/fondo-solidarieta/... Non è che una goccia nel mare di disagio che Milano crea, al di fuori del centro tutto illuminato. Giovanni Lucchini

Carissimo Lucchini, sono felice della sua lettera. Spero che Michele ci legga. La sanità pubblica e universale va protetta a ogni costo dai tentativi di privatizzazione strisciante. Ma tutto quello che serve ad aiutare chi ha bisogno è un grande dono. Chi salva una vita salva il mondo intero.

Attaccare Meloni ma senza usare trucchi

Gentile Massimo, non trova che il professor Umberto Galimberti sia scivolato su una buccia di banana alla trasmissione di Corrado Augias? Secondo lui, Giorgia Meloni ha un ottimo entourage di esperti che le curano il make-up e in generale tutta la comunicazione, e questo patrimonio di competenze ben rodate viene poi fatto fruttare a suo vantaggio (elettorale). Lei ha risposto estrapolando solo un pezzo del discorso di Galimberti per attaccarlo, da vittima arrabbiata, sostenendo che lui l’ha accusata di utilizzare il trucco come mezzo di comunicazione! Troppo furba lei: ha colto al volo un termine ambiguo, make-up, e l’ha volto a suo vantaggio. Il professore non sarebbe dovuto cadere in questo tranello linguistico. Giuliana Ranaldi

Gentile Giuliana, Galimberti è stato chiarissimo, citando il make-up meloniano come paradigma di una comunicazione politica imperniata sulla cosmesi del pensiero, più che del viso. La premier in replica è riuscita a “truccare” anche sul trucco. È furba? Certamente. Ma ricordo la profezia di Craxi (che poi valse anche per lui): prima o poi tutte le volpi finiscono in pellicceria.

Per cortesia, chieda a Bersani di guidare la sinistra

Caro Massimo, da italiano al 100 per cento, da terrone al 200 per cento, da uomo di sinistra all’infinito, vorrei porti una domanda: ti è possibile convincere Bersani a prendere in mano la sinistra? Mariano Calveri

Caro Mariano, ti confesso che ci ho provato. L’ottimo “Bers” sarebbe il miglior federatore del fu campo largo. Ma non ne vuole sapere. E soprattutto: qualcuno, tra i leader d’opposizione, gliel’ha mai proposto?

Chi da destra critica la destra non può essere assolto

Caro Giannini, ho letto il suo editoriale del 27 dicembre su Repubblica dal titolo: Se la destra si scopre senz’anima. Premesso che bene fanno i vari Veneziani e Cardini ad evidenziare le carenze del governo, non per questo debbono essere assolti dall’essere stati iscritti al Msi. Sapevano che cosa avevano fatto i fascisti appoggiati dai nazisti? Conoscevano Almirante?Ivano Genovese (Como)

Caro Genovese, Veneziani non è mai stato iscritto al Msi, Cardini l’ha lasciato nel 1965. Entrambi hanno preso più volte le distanze dal passato neo-fascista. Il problema non sono loro. La vera mucca in corridoio restano i Fratelli d’Italia alla Ignazio La Russa, che durante le feste ha celebrato la “Fiamma tricolore” come simbolo “di futuro e di amore”, rilanciando il vecchio motto di Almirante “non rinnegare, non restaurare”. La seconda carica dello Stato accosta il Msi all’amore:il partito che da Piazza Fontana alla Stazione di Bologna ha prestato la sua manovalanza alle stragi di Stato. Se fossi in tribunale direi: “Non ho altro da aggiungere, vostro onore”.

Quei “pacifisti realisti”che non si schierano con Kiev

Gentile Giannini, sull’ultimo Venerdì del 2025 Alfonso Berardinelli ci ha lasciato un diario del mese sulla tragedia Ucraina assolutamente memorabile, che sottoscrivo con sconforto e rabbia. L’indifferenza e il fastidio che ormai circondano in Italia la resistenza dell’Ucraina all’aggressione russa sono evidenti. Che la destra se ne freghi non mi stupisce. Ma trovo insopportabile, a sinistra, un certo pacifismo ammantato di “realismo” da parte degli stessi che fino al giorno prima dell’invasione ridicolizzavano l’allarme e hanno ora la sfrontatezza di accusare del massacro degli ucraini l’Europa “guerrafondaia” (per interposto Putin). Mi sento sempre più distante da questa sinistra invertebrata, miope, ipocrita, cinica. Ha ragione la Nobel ucraina Oleksandra Matviichuk quando dice che per noi la libertà è poter scegliere tra diversi tipi di formaggio al supermercato… Fabio Stergulc (Udine)

Gentile Stergulc, provo la sua stessa amarezza. Non siamo pronti a “morire per Kiev”, come non lo fummo nel ’39 a morire per Danzica. Ma una cosa mi conforta: la sinistra “invertebrata, miope, ipocrita, cinica” di cui parla lei è minoritaria.

Giù le mani dal presepe e dall’albero di Natale

Caro Giannini, perché mostrare un presepe o l’albero di Natale nell’atrio di un Comune o di una scuola dovrebbe dar luogo a guerre di religione, se il nostro Paese garantisce la libertà di culto? Sono simboli di una tradizione cristiana che ha unito i popoli europei, con valori di pace e di solidarietà. Simboli che rivestono un valore sociologico che lega solidarietà ed amicizia dando vita a quel sentimento di comunità che si va perdendo anche a causa delle migrazioni interne. Voglio sperare che non si arrivi alla cancel culture perché quel Paese che non ha il culto delle sue tradizioni e della sua storia non ha futuro. Nicola Narciso (Giovinazzo-Bari)

Caro Narciso, ho già scritto più volte che certe forme di cancel culture alle vongole sono ridicole. Detto questo, il cuius regio, eius religio della Pace di Augusta, oggi, mi pare largamente sopravvalutato. E forse anche pericoloso.

Sul Venerdì del 16 gennaio 2026

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