Parte bene al Festival di Locarno con il Premio speciale della Giuria Cine+ e il Pardo per la migliore interpretazione femminile ad Aurora Quattrocchi, Gioia mia di Margherita Spampinato, opera prima. Un regalo di dicembre che siamo contenti di portare nell’anno nuovo. È un piccolo racconto di formazione, la storia di un’educazione affettiva tra generazioni e culture: Nico, bambino introverso e tecnologico,è affidato per l’estate a zia Gela, anziana severa ma capace di dolcezze, abitante austera di un palazzo trapanese pieno di segreti e leggende. La stagione indolente insegnerà a entrambi qualcosa di sé, le proprie risorse e le paure.
vevo l’età di Nico quando i miei genitori decisero di regalarsi una meritata vacanza senza figli e mi affidarono a quella che,da milanese, chiamavo “nonna di Brescia”, la madre di mio padre. Ci separavano pochi chilometri,ma i ritmi e i riti erano molto diversi da quelli a cui ero abituato. Come Nico ho protestato, tenuto il muso, rimproverato ai miei …
Parte bene al Festival di Locarno con il Premio speciale della Giuria Cine+ e il Pardo per la migliore interpretazione femminile ad Aurora Quattrocchi, Gioia mia di Margherita Spampinato, opera prima. Un regalo di dicembre che siamo contenti di portare nell’anno nuovo. È un piccolo racconto di formazione, la storia di un’educazione affettiva tra generazioni e culture: Nico, bambino introverso e tecnologico,è affidato per l’estate a zia Gela, anziana severa ma capace di dolcezze, abitante austera di un palazzo trapanese pieno di segreti e leggende. La stagione indolente insegnerà a entrambi qualcosa di sé, le proprie risorse e le paure.
vevo l’età di Nico quando i miei genitori decisero di regalarsi una meritata vacanza senza figli e mi affidarono a quella che,da milanese, chiamavo “nonna di Brescia”, la madre di mio padre. Ci separavano pochi chilometri,ma i ritmi e i riti erano molto diversi da quelli a cui ero abituato. Come Nico ho protestato, tenuto il muso, rimproverato ai miei genitori il disumano abbandono. Come Nico ho portato, nella vita della nonna, un po’ di disordine e di novità;lei fece lo stesso con me. Occupavo i pomeriggi solitari esplorando una casa che non era la mia, ascoltavo storie su avi sconosciuti, seguivo le messe domenicali, scoprivo il caldo del ferragosto in città, imparavo a pattinare sulle rotelle.
Così appresi a stare solo in presenza dell’altro: conquistando lo spazio interiore pur dentro il legame, registrando il tempo che passa, frequentando il silenzio e la nostalgia. Intuii le diversità e le analogie tra il tempo del bambino e quello dell’anziano, colsi le differenze tra una mamma e una nonna. C’è qualcosa di proustiano nella vacanza di Nico in Sicilia, universale eppure molto locale. Grazie a Margherita Spampinato per l’avventura psichica nella biografia geografica.
Sul Venerdì del 16 gennaio 2026