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Con l’avocado alla ricerca del Graal

Avogado e arance 
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In una di quelle rarissime circostanze in cui mi riesce di avvicinarmi a un libro per nessun altro motivo che per svago, ho di recente letto un saggio che racconta le molte volte in cui l’umanità si è convinta di aver trovato il Graal. Quando ho accennato con gioia alla mia psicoterapeuta di questa piacevole lettura lei mi ha fatto osservare che forse un motivo c’era, stavo cercando soluzioni magiche e mitologiche ad altri problemi, ma adesso non è rilevante. Come scoprire il Graal. Storie di cavalieri, occultisti, cercatori (Einaudi) è un piccolo e raro miracolo operato da Claudio Lagomarsini, che insegna filologia romanza all’università di Siena: un testo preciso, documentato e al tempo stesso scritto in una lingua letteraria, piacevole e scorrevole.

Fra le varie vicende ricostruite, c’è quella del cosiddetto “Calice di Antiochia”, apparso negli anni 20 in Siria e portato alla luce della storia da un oscuro commerciante di antichità e da un altro stranissimo personaggio: Gustaf Eise…

In una di quelle rarissime circostanze in cui mi riesce di avvicinarmi a un libro per nessun altro motivo che per svago, ho di recente letto un saggio che racconta le molte volte in cui l’umanità si è convinta di aver trovato il Graal. Quando ho accennato con gioia alla mia psicoterapeuta di questa piacevole lettura lei mi ha fatto osservare che forse un motivo c’era, stavo cercando soluzioni magiche e mitologiche ad altri problemi, ma adesso non è rilevante. Come scoprire il Graal. Storie di cavalieri, occultisti, cercatori (Einaudi) è un piccolo e raro miracolo operato da Claudio Lagomarsini, che insegna filologia romanza all’università di Siena: un testo preciso, documentato e al tempo stesso scritto in una lingua letteraria, piacevole e scorrevole.

Fra le varie vicende ricostruite, c’è quella del cosiddetto “Calice di Antiochia”, apparso negli anni 20 in Siria e portato alla luce della storia da un oscuro commerciante di antichità e da un altro stranissimo personaggio: Gustaf Eisen, un tuttologo svedese emigrato in America che si è occupato di vermi, piante, animali immaginari, archeologia, reperti antichi e molte altre cose. Quel nome e quella storia mi risultavano in qualche modo famigliari, e in effetti ne avevo già letto anni fa in un altro libro, dello svedese Fredrik Sjöberg, che a Eisen ha dedicato Il re dell’uvetta. Oltre a convincere il mondo intero per vent’anni che quel calice fosse davvero il Graal, Eisen ha anche introdotto in California la cultura dell’avocado. Che, da qualche tempo si coltiva anche in Sicilia. Cresce in una stagione molto precisa, che è proprio questa.

Ricetta: Avocado e arance

Che cosa serve Per 2 persone, come antipasto: 2 avocado maturi; 1 arancia tarocco; 1 cucchiaino di sommacco; sale

Come procedere Tagliate i due avocado a metà appoggiandoli sul tagliere, quindi scavate la polpa con un cucchiaio, rompetela con la forchetta e conditela con un pizzico di sale. Servite l’avocado sul fondo del piatto, con sopra l’arancia pelata e tagliata a fettine, e ancora sopra una spolverata di sommacco.

Sul Venerdì del 30 gennaio

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