Il Venerdì

Alessandro Gassmann: trenta buone ragioni per guidare più piano

Illustrazione di Alberto Ruggieri
Illustrazione di Alberto Ruggieri 
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Dal 15 gennaio Roma ha avviato la sperimentazione della “Città 30” nel centro storico e nelle zone a traffico limitato. Un mese di prova, poi l’entrata in vigore delle sanzioni. La misura introduce il limite dei 30 chilometri orari come regola ordinaria in alcune delle aree più delicate della città, con l’obiettivo di ridurre incidenti, vittime e conflitti tra chi si muove a piedi, in bicicletta, con il trasporto pubblico o in auto. Un test che riguarda la sicurezza stradale e l’uso dello spazio urbano in una città storicamente costruita intorno al traffico privato. Le critiche non si sono fatte attendere, ma il confronto con esperienze già avviate aiuta a spostare lo sguardo dai timori ai risultati. A Bologna, dove il limite dei 30 all’ora è in vigore da ormai due anni (e dove, però, il Tar ha, da poco, annullato il provvedimento), i dati diffusi mostrano una riduzione significativa delle vittime e degli incidenti più gravi, insieme a un miglioramento della qualità dell’aria. Discutere è giusto, correggere è possibile. Ma come dimostrano altre città europee e l’esperienza bolognese, il successo di questo esperimento si giocherà sui numeri dei prossimi mesi. Io sono pronto a scommettere che per Roma sarà un grande salto nel futuro e nella bellezza.

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