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L’importanza di chiamarsi Jordan Bardella

Jordan Bardella, 31 anni ancora da compiere, è leader del Rassemblement National e possibile candidato alle presidenziali francesi del 2027. AFP (afp)

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RADICI Ha un cognome italiano e un nome da americano. E guida la destra sovranista francese
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«Jordan? Ma sul serio ti chiami Jordan?» chiedevano i compagni di scuola al giovane Bardella – attuale presidente del partito della destra identitaria francese, e possibile candidato alle presidenziali del 2027. Nel suo quartiere – il Saint-Denis di tutte le immigrazioni – i nomi più diffusi sono Mohamed, Adam o Ibrahim, “marcatori sociali”, scrive Bardella nelle sue autobiografie (Quello che cerco, 2024, e Cosa vogliono i francesi, 2025, solo in francese da Fayard). Ma la scuola privata cattolica dove con grandi sacrifici i genitori lo hanno iscritto - niente telefonino o felpe col cappuccio – promette e promuove l’integrazione.

Ma perché il bambino non ha un nome francese? Già la nonna materna, abruzzese, Iolanda, aveva francesizzato il nome in Yolande, sbarcando nel 1963 in Francia da Nic…

«Jordan? Ma sul serio ti chiami Jordan?» chiedevano i compagni di scuola al giovane Bardella – attuale presidente del partito della destra identitaria francese, e possibile candidato alle presidenziali del 2027. Nel suo quartiere – il Saint-Denis di tutte le immigrazioni – i nomi più diffusi sono Mohamed, Adam o Ibrahim, “marcatori sociali”, scrive Bardella nelle sue autobiografie (Quello che cerco, 2024, e Cosa vogliono i francesi, 2025, solo in francese da Fayard). Ma la scuola privata cattolica dove con grandi sacrifici i genitori lo hanno iscritto - niente telefonino o felpe col cappuccio – promette e promuove l’integrazione.

Ma perché il bambino non ha un nome francese? Già la nonna materna, abruzzese, Iolanda, aveva francesizzato il nome in Yolande, sbarcando nel 1963 in Francia da Nichelino (Torino), dove il marito lavorava presso la carrozzeria Bertone. A Saint-Denis i due immigrati vivevano in una stanza con annessa tinozza, e bagno comune esterno, legandosi d’amicizia con Auguste Gillot, anche lui carrozziere di mestiere, e sindaco comunista, dal 1944 al 1971, di quella “periferia rossa”. Ma Bardella padre, per il nome del figlio, ha dimenticato la Francia, la terra promessa, e si è ispirato a una leggenda del basket americano, Michael Jordan.

Però nella storia di Bardella è più cospicuo il cognome. È il primo presidente del Front (poi Rassemblement) national che non porti il nome Le Pen, dal fondatore Jean-Marie alla figlia Marine – ma c’è forse una spiegazione. Bardella padre, Olivier, è nato in Francia; è figlio a sua volta di un trapanatore frusinate, operaio in cantieri prestigiosi – la Moschea Hassan II a Casablanca, per esempio; questo nonno si è ritirato in Marocco, dove il piccolo Jordan, in visita, impara da lui a pescare e a sparare.

A Parigi-Saint-Denis, Jordan vive in una cité, gli agglomerati sociali degradati, dove si fa spaccio e si spara. “Vengo da qui”, racconta Jordan, celebrando la madre, sfiancata dal lavoro scolastico, tra bidella e ausiliare per l’infanzia. Alla Sorbona, Jordan si annoia, lascia per la politica. Marine Le Pen punta su di lui, le sue idee estreme e la faccia pulita (lui si lamenta del trucco in tv, che gli irrita la pelle). Nelle due biografie, Jordan dedica mezza riga a Nolwenn, la nipote di Jean-Marie Le Pen, con cui ha “condiviso tre anni della vita”. La linea familiare del partito dunque è stata in qualche modo rispettata. Quando alle elezioni a premier del 2024 su TikTok gli hanno attribuito un flirt con il rivale gay Gabriel Attal, Jordan, in tv, ha fatto ironicamente coming out: sono etero, ha proclamato.

Sul Venerdì del 6 febbraio 2026

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