Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes, molti altri premi e nove candidature all’Oscar: tutti ne parlano. Quindi avevo deciso antipaticamente di saltare il turno. Invece sono qui a scriverne perché Sentimental Value, una volta che gli hai aperto la porta, abita con te. L’immagine domestica non è casuale, perché la storia è quella di una casa e della sua famiglia (che è diverso da dire la storia di una famiglia e della sua casa). Una casa borghese di Oslo, stanze ampie, soffitti alti, corridoi di sospiri trattenuti, finestre aperte più sull’interno che sull’esterno, solitudini, compleanni. Una casa che contiene, ma non consola. Non sempre ospitale, ma impossibile da abbandonare.
Joachim Trier racconta l’inatteso ritorno del padre nella vita di due sorelle, Nora e Agnes. Si chiama …
Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes, molti altri premi e nove candidature all’Oscar: tutti ne parlano. Quindi avevo deciso antipaticamente di saltare il turno. Invece sono qui a scriverne perché Sentimental Value, una volta che gli hai aperto la porta, abita con te. L’immagine domestica non è casuale, perché la storia è quella di una casa e della sua famiglia (che è diverso da dire la storia di una famiglia e della sua casa). Una casa borghese di Oslo, stanze ampie, soffitti alti, corridoi di sospiri trattenuti, finestre aperte più sull’interno che sull’esterno, solitudini, compleanni. Una casa che contiene, ma non consola. Non sempre ospitale, ma impossibile da abbandonare.
Joachim Trier racconta l’inatteso ritorno del padre nella vita di due sorelle, Nora e Agnes. Si chiama Gustav Borg, regista anziano e narciso, una bella carriera alle spalle. Alla morte della madre, le figlie scoprono che vuole usare la casa di famiglia per girare un ultimo film sulla nonna, sua madre. Suicida. E chiede a Nora, inquieta attrice ibseniana,di interpretarla.
Si riaprono le ferite dell’abbandono, Nora rifiuta la parte. Che viene affidata a una star americana. Agnes tenta mediazioni, è più indulgente: da bambina era stata la piccola attrice del padre. Che poi se ne andò. Sentimental Value esplora il legame ambiguo tra affetto, talento e memoria.Una rabbia che non riesce a esplodere, un conflitto insonne nel perimetro di una nevrosi capace di tenerezza e clemenza. Un film che può permettersi di evocare Ingmar Bergman (Persona, nel primo piano del volto di Gustav che diventa Nora che diventa Agnes) e Woody Allen (Another woman, nella seduta di psicoanalisi ascoltata furtivamente attraverso i tubi del riscaldamento).E poi ricordi, paesaggi, eredità,agnizioni. Parti uguali di amore e dolore in un racconto corale.Io ho sentito più amore.
Sul Venerdì del 6 febbraio 2026