La bufala della “macchina di Majorana”: perché l’antiscienza è arrivata fino in Senato
di Alex SaragosaIl 12 gennaio al Senato si è svolto un evento forse senza precedenti: una conferenza stampa convocata per smentire un’altra conferenza stampa tenutasi nella stessa sala quattro mesi prima. «Abbiamo preso questa iniziativa per le proteste di decine di cittadini indignati, che non capivano come mai il Senato si fosse prestato il 22 ottobre a dare spazio alla bufala della “Macchina di Majorana”. Dopo tanti casi, da Di Bella fino ai No Vax, ci si chiede come sia possibile che di nuovo l’antiscienza si mescoli alla politica, fino ad essere proclamata senza contraddittorio in un’aula parlamentare», ha detto durante l’ultimo incontro la senatrice e farmacologa, Elena Cattaneo. Un altro relatore, Alessandro Majorana, nipote di Ettore e professore di fisica teorica all’università La Sapienza di Roma, ha aggiunto che «speculare su Ettore Majorana non solo è offensivo per gli altri scienziati, ma lo è anche per i suoi affetti famigliari. Ci vuole rispetto».
«Il grande fisico teorico siciliano in…
Il 12 gennaio al Senato si è svolto un evento forse senza precedenti: una conferenza stampa convocata per smentire un’altra conferenza stampa tenutasi nella stessa sala quattro mesi prima. «Abbiamo preso questa iniziativa per le proteste di decine di cittadini indignati, che non capivano come mai il Senato si fosse prestato il 22 ottobre a dare spazio alla bufala della “Macchina di Majorana”. Dopo tanti casi, da Di Bella fino ai No Vax, ci si chiede come sia possibile che di nuovo l’antiscienza si mescoli alla politica, fino ad essere proclamata senza contraddittorio in un’aula parlamentare», ha detto durante l’ultimo incontro la senatrice e farmacologa, Elena Cattaneo. Un altro relatore, Alessandro Majorana, nipote di Ettore e professore di fisica teorica all’università La Sapienza di Roma, ha aggiunto che «speculare su Ettore Majorana non solo è offensivo per gli altri scienziati, ma lo è anche per i suoi affetti famigliari. Ci vuole rispetto».
«Il grande fisico teorico siciliano in questa storia però non c’entra nulla, se non come “prestanome” di una vicenda dai contorni oscuri», precisa un terzo relatore, il fisico Lorenzo Paletti. «E questo per un fatto ovvio: Ettore Majorana, dopo pochi anni di ricerca con il gruppo di Enrico Fermi, durante i quali produsse teorie e risultati che ancora oggi stupiscono per la loro lungimiranza e profondità, scomparve nel nulla nel 1938, tornando in nave da Napoli a Palermo».
Ma sui social esiste un gruppo di persone, con migliaia di followers, che pensa che Majorana, classe 1906, sia ancora vivo, e abbia rivelato a tale Rolando Pelizza, uomo di affari nato nel 1938 e morto nel 2022, come costruire una prodigiosa macchina in grado di annichilire la materia, produrre energia infinita, trasmutare le sostanze (i metalli in oro) e persino ringiovanire. Una bislacca storia di complottismi assortiti e affari poco chiari, che, in effetti, sorprenda sia riuscita a mettere piede al Senato.
La bufala del “raggio della morte”
«Tutto comincia con Pelizza che nei primi anni 70 cerca di vendere ai governi italiano e americano, grazie a un suo contatto nei servizi segreti, una sorta di “raggio della morte”, inventato, dice allora, da un “gruppo di scienziati europei”», ci racconta Paletti che sulla vicenda ha scritto un poderoso volume, autopubblicato, L’Ultimo Segreto di Majorana. «Quando gli americani, pragmaticamente, propongono a Pelizza di usare il raggio per abbattere un satellite, l’inventore si defila».
Il governo italiano fa invece valutare il caso a uno scienziato, il fisico nucleare dell’università di Bologna Ezio Clementel, presidente del Cnen (Comitato nazionale per l’energia nucleare) al quale vengono però solo mostrati confusi filmati in cui si vede il Pelizza “perforare” schermi di metallo con il “raggio”. «Clementel fa un rapporto che spinge i politici a lasciar perdere e per alcuni anni Pelizza riappare nelle cronache solo perché coinvolto in vari casi giudiziari, fra cui il rapimento di Carla Ovazza, consuocera di Gianni Agnelli. Poi negli anni 80 riesuma la sua macchina prodigiosa, a cui prima aggiunge la proprietà di produrre energia infinita, e poi quella di trasmutare gli elementi. Per dimostrare quest’ultima produce un video in cui un cubo di gommapiuma esposto al “raggio” diventa d’oro. Ma passato al rallentatore si vedono mani che levano la copertura di gommapiuma da un cubo di metallo dorato». Il tutto per cercare investitori, i quali però, invece di cubi d’oro, ricevono indietro solo storie, come quella di essere stato rapito dagli americani a Cipro ed aver così perso la macchina prodigiosa.
«Majorana entra in scena solo nel 2010, dopo che la storia di Pelizza è finita sui social: avrebbe incontrato il fisico nel 1958 in un convento, durante una vendita di scarpe, e lo scienziato gli avrebbe consegnato i segreti della “nuova fisica” su cui si basa la macchina».
Qui la storia assume una decisa vena comica. «Per provare l’incontro, lo staff di Pelizza mostra foto e lettere, realizzate, dicono, fra il 1964 e il 2006. Però una recente perizia grafologica ha stabilito che le lettere non sembrano scritte dal fisico, mentre le foto presentano un “Majorana” di circa trenta anni lungo tutto quel periodo». Avrà usato la favolosa macchina per ringiovanire… «No, perché Pelizza ha detto che il fisico la usò solo nel 2006, per i suoi cento anni, dopo di che venne rapito dai soliti americani e portato non si sa dove. La spiegazione del look immutabile è solo che “aveva un aspetto giovanile”. Chi invecchia troppo, invece, è Pelizza, che in tutte le foto sembra sempre molto più vecchio dell’età che aveva quando sarebbero state scattate. Io credo che foto e lettere siano state realizzate per rilanciare la storia sui social intorno al 2016, retrodatandole » spiega Paletti. Ma a quale scopo? «Non mi è chiaro: penso che alcuni nel gruppo credano veramente ai racconti di Pelizza, mentre altri credano di più al denaro: all’incontro in Senato a ottobre proposero di fornire un loro libro sulla vicenda a tutte le biblioteche pubbliche al costo di “appena” 390 euro a copia, mentre so che stanno di nuovo cercando investitori per costruire la macchina».
“La macchina di Majorana tramuta la sabbia in grano”, al Senato incontro tra alchimia e complottismo
Da Stamina all’agricoltura biodinamica
Stupisce che una simile farsa sia stata accolta in pompa magna al Senato. «Il senatore Gian Marco Centinaio, che promosse quell’incontro, ha detto che lui credeva che volessero parlare solo di Majorana», conclude Paletti. Una laconica spiegazione che di certo non soddisfa.
«No, perché casi di “pseudoscienza” con sponsor politici continuano a verificarsi in Italia, per citarne solo un paio pensiamo al caso Stamina, azienda che prometteva una specie di “panacea” senza base scientifica, ma sperimentata con milioni di euro pubblici nel 2013, o il tentativo di equiparare l’esoterica agricoltura biodinamica alla biologica nel 2022» ricorda un altro relatore alla conferenza di gennaio, Lorenzo Montali, professore di Psicologia sociale all’università Bicocca di Milano e presidente del Cicap, il comitato che investiga sulla pseudoscienza. Che conclude: «Se un politico viene avvicinato da persone che vantano mirabolanti invenzioni, spesso non ha le competenze per decidere la fondatezza della proposta: dovrebbe poter contare su un organismo composto da esperti che lo consiglino su temi scientificamente complessi. Spagna, Germania, Francia e molti altri ce l’hanno, l’Italia no». Forse è il momento di crearlo.
Sul Venerdì del 6 febbraio 2026