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Con Frozen Disneyland Paris diventa il regno del ghiaccio

Un'immagine di World of Frozen a Disneyland Parigi 

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Il 29 marzo debutterà la nuovissima area dedicata al film di animazione: più di 10 mila metri quadrati in cui viene ricreato il regno di Arendelle, con tanto di fiordo e una montagna alta 36 metri. Ne abbiamo parlato in anteprima con l’uomo che l’ha immaginata
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Una nave vichinga è attraccata al porto, una gigantesca fontana a forma di fiocco di neve irradia luce nella piazza principale e un castello troneggia all’orizzonte. A Disneyland Paris si sta per alzare il sipario su uno scenario nuovo, pronto ad aggiungersi agli universi creativi esistenti. Si chiama World of Frozen e aprirà i battenti il prossimo 29 marzo, in attesa dell’arrivo al cinema (il 24 novembre 2027) del terzo capitolo della saga di Elsa e Anna, sorelle principesse alle prese con poteri inattesi.

Fa parte del parco Walt Disney Studios e rappresenta il fiore all’occhiello del restyling e dell’espansione di quella che è considerata la destinazione turistica numero uno in Europa, da quando è stata inaugurata nel 1992. Con un investimento di due miliardi di euro, l’offerta si moltiplica e così Disney Adventure World dà il benvenuto a questa terza area, dopo quella di Worlds of Pixar e Marvel Avengers Campus.

Sulle note del celeberrimo brano Let it Go, gli ospiti vengono accolti…

Una nave vichinga è attraccata al porto, una gigantesca fontana a forma di fiocco di neve irradia luce nella piazza principale e un castello troneggia all’orizzonte. A Disneyland Paris si sta per alzare il sipario su uno scenario nuovo, pronto ad aggiungersi agli universi creativi esistenti. Si chiama World of Frozen e aprirà i battenti il prossimo 29 marzo, in attesa dell’arrivo al cinema (il 24 novembre 2027) del terzo capitolo della saga di Elsa e Anna, sorelle principesse alle prese con poteri inattesi.

Fa parte del parco Walt Disney Studios e rappresenta il fiore all’occhiello del restyling e dell’espansione di quella che è considerata la destinazione turistica numero uno in Europa, da quando è stata inaugurata nel 1992. Con un investimento di due miliardi di euro, l’offerta si moltiplica e così Disney Adventure World dà il benvenuto a questa terza area, dopo quella di Worlds of Pixar e Marvel Avengers Campus.

Sulle note del celeberrimo brano Let it Go, gli ospiti vengono accolti nel regno di Arendelle da un palazzo di ghiaccio arroccato su una montagna alta 36 metri (più o meno quanto un edificio di undici piani), che si specchia su una baia dal sapore scandinavo. Il villaggio circostante rimanda alle atmosfere di Frozen, vero e proprio film dei record (nel 2013, il primo capitolo ha incassato oltre un miliardo di dollari al box office mondiale, il più grosso successo al botteghino per un racconto d’animazione).

I visitatori possono fare un giro sulla nuova attrazione “Frozen Ever After”, partecipare allo spettacolo A Celebration in Arendelle a bordo di gigantesche imbarcazioni e persino salutare Olaf in versione supertecnologica.

Lo anticipa via Zoom, in esclusiva per l’Italia, Michel den Dulk, vicepresidente e portfolio executive creative director Walt Disney Imagineering Paris. In breve, è il deus ex machina dei creativi di Disneyland, colui che ha diretto l’attuale espansione. Di origine olandese, ma trapiantato negli Stati Uniti e ora a Parigi, den Dulk guida il dipartimento Imagineering, ossia le forze creative che realizzano il mondo dei parchi di Topolino, inclusi resort, attrazioni e crociere a tema.

Michel den Dulk 

La descrizione del suo lavoro è complessa. Come la sintetizzerebbe?

«Mi occupo della visione dei parchi, del Disney Village, la zona dello shopping, e degli hotel. Sono la persona a cui vengono in mente le nuove idee per il futuro, oltre a quelle già in fase di realizzazione. Le mie giornate di lavoro non sono mai uguali una all’altra, ma possiamo dire che rientrano in due categorie. Quando sono nella fase iniziale di un progetto il mio ruolo somiglia a quello di un compositore, che pensa alla melodia, agli strumenti, alle suggestioni, insomma mette insieme varie visioni. Successivamente divento una sorta di direttore d’orchestra che, in via di sviluppo, cerca di traslare i sogni in qualcosa di reale».

Sovrintenderà a ogni genere di riunione. Di cosa si parla?

«Di tutto, come l’architettura di un certo edificio, se esistono intoppi, oppure la realizzazione del suono per gli animatronic, fino alla scelta del colore delle sedie da mettere in un ristorante o al cambio delle piante».

Di quante persone è il suo team?

«Circa 300 imagineers si occupano di sovrintendere e sviluppare i nuovi progetti a Parigi, per i due parchi, gli hotel, il Disney Village, oltre che a controllarne la manutenzione. A questi ovviamente si aggiungono poi i reparti nel resto del mondo».

La locandina di Frozen 

Quando ha iniziato a lavorare all’idea di espandere i Walt Disney Studios?

«Il desiderio ha radici profonde e intorno al 2017 si è concretizzato nell’idea di investire sull’ingrandimento del parco. Tutto è nato con l’area di Frozen e io sono stato coinvolto perché mi ero già occupato di quella a Hong Kong».

Cosa differenzia la versione di Hong Kong da quella di Parigi?

«Le attrazioni sono molto simili ma i due mondi di Frozen differiscono perché quello francese viene inserito in un contesto di espansione più ampia, che in quanto a metri quadri raddoppia la grandezza del parco stesso».

Perché per questo progetto di ingrandimento avete puntato su Frozen?

«Perché è un titolo relativamente nuovo che però è diventato subito un classico Disney. Ha dominato immediatamente il box office senza diminuire con il tempo né la popolarità né l’impatto sulle persone».

In World of Frozen avete coinvolto i compositori Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez (Oscar per Let it go) per creare nuove canzoni originali per lo spettacolo sul lago. Oltre alla colonna sonora, cos’ha reso indimenticabile questo racconto?

«L’amore del pubblico per i personaggi e le storie ci hanno portato a ricreare il mondo di Arendelle a Parigi, anche perché la storia ha radici e sensibilità europee, essendo ispirata a La regina delle nevi di Hans Christian Andersen. Basti pensare all’estetica scandinava e al fascino di queste terre: tutto questo è bastato a convincerci che puntare su Frozen fosse una scelta vincente».

Ha affrontato sfide particolarmente difficili?

«Con un progetto di una simile proporzione ce ne sono sempre, perché si prende un film d’animazione, un prodotto di fantasia, e lo si rende reale, concreto, capace di resistere alle leggi della fisica che invece non si applicano nei cartoni. Ci sono legislazioni, normative di sicurezza e tutto il resto, che nel mondo virtuale non esistono. Persino creare un fiocco di neve artificiale sembra roba da poco, ma invece bisogna rispettare le normative antincendio. E i robot di Anna, Elsa e Olaf, ad esempio, devono muoversi ogni 40 secondi, 10-12 volte al giorno, tutto l’anno, durante le performance per il pubblico, il che richiede un dispiegamento di forze incredibile».

Elsa dal video ufficiale di presentazione 

Per la prima volta usate una futuristica creazione robotica di Olaf invece di far interpretare il personaggio a un essere umano in costume...

«Questa tecnologia permette davvero di portare in vita un personaggio in modo realistico e quasi “intimo”, e non solo per fare le foto insieme agli ospiti. Quando un essere umano interpreta un personaggio, si capisce che in scala è molto differente da come si vede nei film, le sue proporzioni sembrano giganti. Invece con un animatronic vengono rispettate alla perfezione, d’altronde Olaf è una piccola creatura e adesso viene rappresentata per come appare sullo schermo».

Come cambia l’interazione umana con lui?

«Non cambia, anzi rimarrà una componente cruciale nei nostri parchi perché l’esperienza della destinazione è un fenomeno collettivo, di famiglia e amici che li visitano insieme. L’interazione umana resta fondamentale, ma comunque stiamo vivendo un’epoca in cui la tecnologia permette di fare passi avanti. Nel caso dell’animatronic di Olaf è un’evoluzione di quanto già fatto con le attrazioni di Star Wars».

Cosa riserva l’espansione dei Walt Disney Studios per il futuro?

«La prossima tappa sarà quella dell’area dedicata a Il re leone, che è una storia amatissima e che presenta quasi una controparte rispetto a Frozen. Da un lato ci sono gli scenari del Nord Europa e dall’altro la savana africana: passiamo dal blu e dal freddo ai toni dell’arancione e del marrone, un bel contrasto!».

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