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Natalia Aspesi: Lui ama lui, che bel matrimonio!

Disegno di Mojmir Ježek 

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QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
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Per scrivere a Natalia Aspesi: il Venerdì, Via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano o n.aspesi@repubblica.it

Cara Natalia Aspesi, intanto le auguro una buona continuazione di questo 2026 che è iniziato già malino per il mondo, ma egoisticamente mi vede abbastanza bene e tanto spero sia anche per Lei. Ho letto con piacere la lettera della signora Mita sul Venerdì del 30 gennaio, bella storia e bella risposta: «A volte ci si ostina a voler sapere, e poi...». Già, e poi? Da tempo, molto tempo, la mia sessualità è limitata, molto limitata, potrei dire che si ferma ai preamboli. Noi abbiamo affrontato la cosa inizialmente con un silenzio assenso, in attesa di capire cosa stava succedendo e, da parte mia, consulti medici che non hanno risolto niente (dalle pilloline blu alla “frequentazione di un altro pollaio” come ebbe a dire il mio medico, pace all’anima sua). Siamo rimasti qui, insieme, felicemente e amandoci come prima, almeno intellettualmente se non fisicamente. Maturai però la convinzio…

Per scrivere a Natalia Aspesi: il Venerdì, Via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano o n.aspesi@repubblica.it

Cara Natalia Aspesi, intanto le auguro una buona continuazione di questo 2026 che è iniziato già malino per il mondo, ma egoisticamente mi vede abbastanza bene e tanto spero sia anche per Lei. Ho letto con piacere la lettera della signora Mita sul Venerdì del 30 gennaio, bella storia e bella risposta: «A volte ci si ostina a voler sapere, e poi...». Già, e poi? Da tempo, molto tempo, la mia sessualità è limitata, molto limitata, potrei dire che si ferma ai preamboli. Noi abbiamo affrontato la cosa inizialmente con un silenzio assenso, in attesa di capire cosa stava succedendo e, da parte mia, consulti medici che non hanno risolto niente (dalle pilloline blu alla “frequentazione di un altro pollaio” come ebbe a dire il mio medico, pace all’anima sua). Siamo rimasti qui, insieme, felicemente e amandoci come prima, almeno intellettualmente se non fisicamente. Maturai però la convinzione che questo mio problema non dovesse ricadere sulla di lui sessualità e lo dispensai dalla fedeltà; se aveva necessità di esprimere la sua fisicità era libero di farlo, bastava che non me lo dicesse, forse, dico forse, avrei potuto non reagire bene. In realtà scoprii che la gelosia che da giovane mi pervadeva con l’età era sparita, pensare a lui tra le braccia di un altro non mi disturbava. Non so se lui ha avuto qualche storia... Bugia. Lo so, anche a me è capitato di vedere un paio di messaggini, per sbaglio, e capii che qualcosa era capitato. Stranamente ne fui felice, sì, perché nulla era cambiato tra noi e lui era tranquillo. Da qualche tempo ci siamo molto riavvicinati anche corporalmente, baci, abbracci, preamboli, e scherziamo anche sulla mia situazione. Sarà che anch’io quest’anno raggiungo il settantesimo e mi sento più libero di essere me stesso e di ridere anche delle cose che il nostro corpo ci costringe a vivere. Se non c’è rimedio l’importante è prenderla con filosofia. Quest’anno festeggeremo i nostri primi quarant’anni di felice convivenza, e unione civile da dieci, e di amore sempre fresco quasi come i secondi giorni (i primi sono irripetibili, per tutti), e anche se i nostri corpi non si uniranno come allora, la nostra unione non ne ha risentito. Le auguro una buona continuazione e tanta salute, e la pace che tutti bramiamo. P.S.: Ho letto del suo incontro con l’indimenticabile Ornella Vanoni, avrei voluto essere il vostro maggiordomo per un’ora e origliare dall’uscio socchiuso. Claudio Oscar Moschini

Per la prima volta, che sorpresa, un uomo mi parla della sua incapacità di fare l’amore con l’uomo che ama, senza gelosia, senza drammi, col piacere dei 40 anni vissuti insieme, con amore e affetto. Non so se una donna avrebbe avuto la pazienza di aspettare giorni e giorni e probabilmente sarebbe fuggita. Voi due vi siete uniti civilmente dopo trent’anni di vita insieme, cioè da quando la legge Cirinnà è stata approvata. E per la prima volta, lei non ha provato gelosia per un’avventura del suo compagno, come le succedeva da ragazzo. Ecco un vero matrimonio!

L’ho scoperta da ragazzino e resta la prima cosa che leggo

Ho iniziato a conoscerla con la Posta del cuore. Mia madre teneva i Venerdì nella sala di attesa dello studio. Lei era divertente e inclusiva per un ragazzino gay figlio di scrittori e sommerso, oserei dire paralizzato, dalla cultura. E in ormai quasi 50 anni di ammirazione cerco dal mio abbonamento a Repubblica ogni suo pezzo. Non conoscevo il libro Lui visto da lei ma me ne sono procurato una copia usata... Costata come una enciclopedia Treccani. Spero che tra migliaia di email le arrivi il mio affettuoso e ammirato saluto. Iacopo Vigevani

Devo confessare che le migliaia di email che lei immagina mi arrivino in realtà sono molte di meno. Però nei tanti anni della mia eroica rubrica, devo dire che anche l’età è molto cambiata: i giovani di allora che mi scrivevano d’amore sono ormai diventati maturi e forse di più, e la vita, come per me, si è fatta fragile. Quanto al libro Lui visto da lei non avrei potuto aiutarla. Sì, so di averlo scritto, ma io non ne ho neppure una copia. Se lei ne ha pagata una “come una enciclopedia Treccani” mi spiace, però ne sono un pochino soddisfatta.

Io, avvocato di sinistra, voterò Sì al referendum

Signora Aspesi, questa mia in relazione alla sua risposta e alla lettera del cittadino che dichiarava di votare No al referendum, per le ragioni addotte dagli oppositori che non guardano al merito della legge, bensì unicamente alle voci dietrologiche (di entrambe le fazioni) e alla contrapposizione politica e quindi fuorviando totalmente il merito e lo scopo del voto. Il referendum sulla proposta di legge di modifica costituzionale non è un voto politico, anche se molti lo vogliono così trasformare e comunque LA presidente Meloni (il maiuscolo non è un errore, ma un dispetto a chi non vuole nemmeno riconoscere l’importanza di una donna ai vertici del governo) ha già detto che in caso di sconfitta non si dimetterà, quindi è venuta meno l’unica ragione per votare No. Sono di sinistra e sono avvocato: esaminando la legge, non vedo da nessuna parte i pericoli paventati di soggezione dei giudici e nemmeno dei pubblici ministeri alla politica, giacché vi saranno due Csm al posto di uno e quindi con le stesse garanzie attuali. La riforma riguarda la divisione delle carriere e non il semplice divieto di passaggio da una funzione all’altra (citato erroneamente dal lettore): è l’unico modo per determinare un giudice veramente imparziale tra accusa e difesa, con vantaggio per il cittadino sottoposto al suo giudizio. Mi ha stupito che lei voglia votare No per contrarietà a chi vuole cambiare la Costituzione, che è sicuramente molto avanzata (si pensi invece a quella americana che permette le nefandezze di Trump), ma non è un testo sacro, né può essere perfetta. Sono già stati modificati l’art. 51 sulla promozione della parità di genere nelle cariche elettive, o l’art. 9 sulla tutela dell’ambiente, ma soprattutto, per il nostro argomento, l’art. 111, che stabilisce il diritto del cittadino al giusto processo, di questa riforma è l’attuazione, per il semplice fatto che un giudice non può essere terzo nei confronti di una parte che è un suo collega: dopo la riforma il Pm non lo sarà più e quindi finalmente avremo un giudice imparziale, come già richiesto dalla Costituzione. Con cordialità e nessuna polemica Avv. Fabrizio Righini, patrocinante in Cassazione

Gentile avvocato, lo so, forse seguire quel che dicono Augias e tanti altri vuole dire soprattutto fare un gesto di sinistra, in un momento in cui la sinistra pare quasi defunta. Più passa il tempo, più aumentano i favori per la presidente, e noi non capiamo perché, mentre i suoi ministri (compreso Salvini dopo aver perso lo spaventoso Vannacci) non riescono a farne una giusta. Io quindi voto No senza esserne del tutto convinta, sapendo anche che il No probabilmente perderà. Siamo diventati un Paese di destra, come del resto buona parte del mondo.

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