✕

Capire il passato per parlare al futuro

Eva Victor (che oltre a recitare ha scritto e diretto il film) e Naomi Ackie sono le protagoniste di Sorry, baby 

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

Una voce tersa e decisa. Nuova. È quella di Eva Victor che scrive, dirige e interpreta la sua opera prima: Sorry, baby. È nelle sale da un mese, ma se l’avete persa, o semplicemente volete rivederla, la trovate su varie piattaforme. New England, Agnes è una giovane docente di letteratura inglese, vive in una casetta del college, ora sola, un tempo con Lydie, compagna meravigliosa.Al tempo del dottorato le accade the bad thing. Non la vediamo, ma la ascoltiamo, la riviviamo, nella precisione visiva del racconto che Agnes fa all’amica. Le vite continuano, quella di Lydie più spedita e pronta all’amore; quella di Agnes più lenta e solitaria, il corpo e la testa occupati dai malori che abitano le vite post traumatiche. Lydie viaggia, Agnes è stanziale, radici invisibili la trattengono,un inverno le congela il cuore. «Ho iniziato a scrivere il film in una crisi simile a quella di Agnes», dice la regista. «Volevo esplorare il modo in cui guarisce una persona, scavare nelle sensazioni di qua…

Una voce tersa e decisa. Nuova. È quella di Eva Victor che scrive, dirige e interpreta la sua opera prima: Sorry, baby. È nelle sale da un mese, ma se l’avete persa, o semplicemente volete rivederla, la trovate su varie piattaforme. New England, Agnes è una giovane docente di letteratura inglese, vive in una casetta del college, ora sola, un tempo con Lydie, compagna meravigliosa.Al tempo del dottorato le accade the bad thing. Non la vediamo, ma la ascoltiamo, la riviviamo, nella precisione visiva del racconto che Agnes fa all’amica. Le vite continuano, quella di Lydie più spedita e pronta all’amore; quella di Agnes più lenta e solitaria, il corpo e la testa occupati dai malori che abitano le vite post traumatiche. Lydie viaggia, Agnes è stanziale, radici invisibili la trattengono,un inverno le congela il cuore. «Ho iniziato a scrivere il film in una crisi simile a quella di Agnes», dice la regista. «Volevo esplorare il modo in cui guarisce una persona, scavare nelle sensazioni di quando ci si sente bloccati». Lenta cura di una ferita psichica, il film sottrae la biografia di Agnes dalla prevedibilità dei copioni post-traumatici. Senza per questo mancare di precisione, cioè senza dimenticare il ruolo clinico della dissociazione, dell’alienazione,del pensiero suicidario. Quasi incidentalmente, la regista ci mostra alcuni momenti di lettura. Fate cadere l’occhio sui libri che, in progressione, legge Agnes: Lolita di Nabokov, Contro l’interpretazione di Sontag, La camera di Giovanni di Baldwin. Fino a Gita al faro di Virginia Woolf. Ascoltarsi, risalire dal buio dell’esperienza, riconquistare il sé. Il viaggio non esclude, anzi contiene,l’ironia di una queerness capace di ricomporre ciò che la violenza dei ruoli aveva frantumato. Sorry, baby è un film sul disgelo, la vita di una donna che ha capito il passato e può parlare al futuro.

Sul Venerdì del 13 febbraio 2026

Leggi i commenti