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Father John Misty tra rock e buona tequila

La copertina dell’album di Father John Misty Mahashmashana (2024) che contiene la canzone I Guess Time Just Makes Fools of Us All 

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La canzone della settimana è “I Guess Time Just Makes Fools of Us All”
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Questa mi ha colpito perché ha lo stesso andamento di My Own Version of You di Bob Dylan (da Rough and Rowdy Days, 2020), una canzone che adoro (ne parlammo qui). I Guess Time Just Makes Fools of Us All (“Credo che il tempo ci prenda proprio tutti in giro”), dall’album Mahashmashana, 2024, di Father John Misty – cantautore, 44 anni, riverito eroe della scena alt-indie – è una lunga ballata che arriva a ondate, senza ritornello: la satira acuta, le risorse musicali sorprendenti.

Cerco di esplorare il testo, poi mi ricordo di un’intervista fatta per Repubblica all’epoca dell’album Pure Comedy (2017), tre mesi dopo l’insediamento di Trump (primo mandato). La rileggo: è tutto lì dentro. Profetico. Condenso in dieci punti.

1) «Non tutti avevano preso sul serio i discorsi elettorali di Trump che trasudavano populismo. Gli americani hanno sottovalutato l’assuefazione all’intrattenimento di cui siamo vittime» 2) «Il mio nome? Non l’ho scelto perché provengo da una famiglia cristiano-eva…

Questa mi ha colpito perché ha lo stesso andamento di My Own Version of You di Bob Dylan (da Rough and Rowdy Days, 2020), una canzone che adoro (ne parlammo qui). I Guess Time Just Makes Fools of Us All (“Credo che il tempo ci prenda proprio tutti in giro”), dall’album Mahashmashana, 2024, di Father John Misty – cantautore, 44 anni, riverito eroe della scena alt-indie – è una lunga ballata che arriva a ondate, senza ritornello: la satira acuta, le risorse musicali sorprendenti.

Cerco di esplorare il testo, poi mi ricordo di un’intervista fatta per Repubblica all’epoca dell’album Pure Comedy (2017), tre mesi dopo l’insediamento di Trump (primo mandato). La rileggo: è tutto lì dentro. Profetico. Condenso in dieci punti.

1) «Non tutti avevano preso sul serio i discorsi elettorali di Trump che trasudavano populismo. Gli americani hanno sottovalutato l’assuefazione all’intrattenimento di cui siamo vittime» 2) «Il mio nome? Non l’ho scelto perché provengo da una famiglia cristiano-evangelica, l’ho letto su una t-shirt, mi ha fatto pensare a un prete e a una spogliarellista. Cos’è un performer se non una via di mezzo tra un predicatore e una strip-teaseuse?» 3) «La cultura della mia famiglia era fondata sul senso di colpa, condannava sesso e atti impuri, come poteva non essere opprimente per un adolescente?» (e infatti fuggì da Rockville, la città meno rock d’America, a Seattle, ancora carica di grunge) 4) «Non credo che la terra sia in pericolo, noi lo siamo. Ci uccidiamo a vicenda. Si estinguerà prima la razza che il pianeta» 5) «Siamo per natura amorevoli e compassionevoli, la politica e la corruzione ci rendono incoscienti e spietati» 6) «Il pop è cultura dell’egoismo, lo slogan “insegui il tuo sogno” giustifica ogni cosa» 7) «Il ruolo dell’artista è combattere la banalità, la pigrizia intellettuale» 8) «Care popstar, come pensate di prendervi cura dei fan se coltivate solo il vostro ego?» 9) «Si fa confusione tra arte e spettacolo. L’intrattenimento è per dimenticare, l’arte è per ricordare che esisti» 10) «La religione? Credo solo nella tequila. Bevo religiosamente».

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