Gentile Giannini, se Piantedosi ha le palle, faccia funzionare le forze dell’ordine, chieda consiglio ai suoi omologhi tedeschi, inglesi o svedesi, e basta inutili chiacchiere, decreti e decretini e piagnistei contro la sinistra.
Pasquale Alberti (Lauria - Potenza)
Gentile Pasquale, le violenze di Torino sono inaccettabili. Ma io sto con Franco Gabrielli, ex capo della Polizia. Su Repubblica ha spiegato alle destre che le divise vanno difese non solo dai black bloc, ma anche “da chi fa propaganda sulla pelle dei poliziotti”, e che “la gestione dell’ordine pubblico non è una formula da talk-show, né il bar sport”. Meglio di così non si poteva dire. n
Stanno facendo a gara per non farci piacere i Giochi
Caro Massimo, stanno facendo di tutto per disgustarci anche di una bellissima festa dello sport, le Olimpiadi. Pensiamo alla corsa per accaparrarsi i fondi per la costruzione di opere che poi finiranno per andare in malora, lo stravolgimento dei territori nei quali verranno realizzate, …
Gentile Giannini, se Piantedosi ha le palle, faccia funzionare le forze dell’ordine, chieda consiglio ai suoi omologhi tedeschi, inglesi o svedesi, e basta inutili chiacchiere, decreti e decretini e piagnistei contro la sinistra.
Pasquale Alberti (Lauria - Potenza)
Gentile Pasquale, le violenze di Torino sono inaccettabili. Ma io sto con Franco Gabrielli, ex capo della Polizia. Su Repubblica ha spiegato alle destre che le divise vanno difese non solo dai black bloc, ma anche “da chi fa propaganda sulla pelle dei poliziotti”, e che “la gestione dell’ordine pubblico non è una formula da talk-show, né il bar sport”. Meglio di così non si poteva dire. n
Stanno facendo a gara per non farci piacere i Giochi
Caro Massimo, stanno facendo di tutto per disgustarci anche di una bellissima festa dello sport, le Olimpiadi. Pensiamo alla corsa per accaparrarsi i fondi per la costruzione di opere che poi finiranno per andare in malora, lo stravolgimento dei territori nei quali verranno realizzate, l’afflusso turistico in luoghi che non sempre sono in grado di contenerlo. Dopo tutto questo ci si mettono anche le forze speciali, Ice e pasdaran, per proteggere gli atleti. Neanche fossimo in territorio di guerra e non di pace.
Sabrina Comastri (Bologna)
Cara Sabrina, la paura delle ruberie e delle cattedrali nel deserto non può essere un disincentivo a organizzare grandi eventi o realizzare grandi opere. Era la regola dei 5 Stelle: l’Italia è piena di ladri, meglio non fare niente. Non funziona così. Certe occasioni vanno colte proprio per dimostrare a noi stessi che ce la possiamo fare. Contro i vizi nostri e i pregiudizi altrui.
Il messaggio di Trump alla nostra Meloni
Caro Giannini, l’America ha deciso di inviare l’Ice, milizie mercenarie che godono di impunità e che Trump elogia, alle Olimpiadi Milano-Cortina. È ovvio che sta mandando un messaggio. A Meloni, per ricordarle che l’Italia è un semplice Stato vassallo. All’Ue, per dirle che nessuno può ostacolarlo nelle sue scelte. Ai migranti, per ricordare che saranno sempre clandestini ruba-lavoro e dalla “razza” impura.
Alexia Giustini (Roma)
Cara Alexia, rispondo a lei e alla seconda parte della lettera di Sabrina. Trump ritira da Minneapolis 700 miliziani dell’Ice e li manda qui a Milano e Cortina. Che all’ordine pubblico delle “nostre” Olimpiadi contribuiscano paramilitari altrui la dice lunga sul nostro standing internazionale. Mediti, presidente Meloni.
Le giuste domande a chi fa il gradasso
Caro Giannini, mi è piaciuta la puntata di Otto e Mezzo con Leonardo Maria Del Vecchio. Lei e Lilli Gruber non vi siete lasciati spiazzare dall’atteggiamento tracotante e aggressivo dell’ospite (quasi un Trump senza ciuffo biondo) ma gli avete tenuto testa con domande ficcanti e audaci, e repliche puntute alle risposte di lui. Così impara a fare il gradasso! Pier Giorgio Lignani (Perugia) Caro Pier Giorgio, lei si compiace, io molto meno. Ho toccato con mano, di nuovo, la condizione materiale del capitalismo italiano, specie quello cresciuto nelle “grandi famiglie”. Non è un problema di “tracotanza” e di “aggressività”. Ma di competenza e di credibilità.
Bersani? Schlein? Renzi? E i giovani non votano
Salve Giannini, leggo una lettera di Carla Appetiti che auspica il Bersani federatore del campo largo, e lei darle corda. Rifletto e dico: Bersani? Da giovane ho visto questo Paese masticato e comandato da anziani. Oggi, in effetti, anche Schlein, cui ho dato una possibilità siccome “giovane”, non ha concretizzato un’alternativa. A Renzi avevo creduto, poi sappiamo come è andata a finire. Forse è propriotutta questa politica che porta i più giovani a dire è tutto “un magna-magna” (come dice Albanese in Un gatto in tangenziale) e a disinteressarsi della Cosa Pubblica. Virginia Mantegna
Cara Virginia, comprendo il suo disincanto. Ma un conto è il rinnovamento generazionale (indispensabile), altro conto è la rottamazione fine a se stessa (insopportabile). Continuo a pensare che Bersani – federatore di un’opposizione ancora confusa e divisa - sarebbe prezioso. Chi ha altre idee,le tiri fuori.
Il giorno della Memoria e il genocidio di Gaza
Gentile Giannini, ho ascoltato la senatrice Segre nel giorno della Memoria dire che “non bisogna usare Gaza...”. USARE GAZA?! Quando ci ripenso mi torna una rabbia. Anche una mia amica da 40 anni colta, ebrea, di sinistra, non ce la fa, non vede, mette in atto (credo) il meccanismo della negazione. Eppure, Primo Levi, Moni Ovadia, Gad Lerner, per dire i primi nomi che mi vengono in mente. Ma guardandomi intorno mi accorgo che gli ebrei illuminati sono pochi. Teodora Iannetti Gentile Teodora, siamo addolorati e indignati per quel che è successo e ancora succede a Gaza. Ma il discorso di Liliana Segre non fa una piega: non usare Gaza contro il Giorno della Memoria significa che l’immane strage degli innocenti palestinesi non può e non deve diventare “occasione di vendetta contro le vittime di allora” e non può giustificare una nuova ondata di antisemitismo. Che cosa trova di sbagliato, in questa riflessione? Io, niente. È stato un pogrom quello di Hamas il 7 ottobre, è pulizia etnica il massacro praticato da Israele nella Striscia.
Lasciare un bimbo nella neve e poi giustificarsi con le norme
Caro Giannini, l’autista dell’autobus che ha lasciato a piedi un bambino di 11 anni ha dichiarato che nessuno gli aveva mai parlato di obblighi di custodia per i minorenni. Gli voglio credere, ma, come lui stesso ha riconosciuto, esistono dei valori e degli imperativi morali che, si spera, siano condivisi e posti a fondamento di ogni regola e norma. Gaspare Bisceglia (Napoli) Caro Gaspare, nella moderna “macchina” del profitto a ogni costo tutti sono ingranaggi. Quell’autista lo è stato. Anche se poi, bontà sua, ha chiesto scusa. Ma quante volte, nel nostro quotidiano, noi siamo quell’autista?
I prof messi all’indice perché sono di sinistra
Riguardo al video-denuncia del professor Giorgio Peloso Zantaforni (sul questionario di Azione Studentesca che chiede agli studenti di segnalare i prof “di sinistra”): non è inaccettabile e meritevole di diffusione quanto viene denunciato? Roberta Magnotti
Cara Roberta, lo è a tal punto che quel video, come oggi si dice nel gergo degli internauti, è diventato “virale”. Questo non basta a curare il male. Ma un po’ lo lenisce. n