Se le colpe di nonno Trump ricadono sulla giovane Kai
di Michele Gravino
Che cosa disturba di più il potere, la denuncia indignata delle sue nefandezze o la satira sui suoi risvolti più grotteschi? Nessuna delle due temo, ma intanto ci si prova. L'edificio qui sopra è l'Erewhon di Santa Monica, uno dei negozi di una catena specializzata in alimentari e prodotti per la salute diffusa nella zona di Los Angeles e nota per essere carissima. Se ne parla perché qualche giorno fa ci è andata a fare shopping Kai Trump, diciottenne nipote del presidente. Kai, che come il nonno è appassionata di golf e come tante ragazze della sua età è costantemente sui social, ha poi postato per il suo milione e mezzo di followers su Youtube un video intitolato "Ho portato da Erewhon il mio Secret Service (gli agenti addetti alla sua sicurezza, ndr)". Per diciotto lunghissimi minuti si vede lei che si aggira per gli scaffali esaminando i prodotti in vendita – smoothies salutisti, integratori, creme di bellezza, e cose di cui non sospettavo nemmeno l'esistenza, come la panna al collagene da mettere nel caffè – meravigliandosi costantemente per i prezzi stellari. Poi passa al banco alimentari a ordinare sushi e frullati, si fa venire a prendere dalla scorta con cinque macchinoni e una volta a casa svela il conto: "233 dollari per una sola borsa della spesa e un pasto che non era nemmeno commestibile!"
Potete solo immaginare la shitstorm che si è abbattuta sulla giovane Kai proprio ora che, per decisione di suo nonno, gli Stati Uniti sono coinvolti in una guerra di cui non si vede la via d'uscita e che ha fatto subito schizzare verso l'alto i prezzi dei beni di prima necessità, altro che collagene. Il video è finito sui media di tutto il mondo, che hanno avuto buon gioco a definire Kai tone-deaf (stonata, inopportuna, insensibile al contesto), a paragonarla a Maria Antonietta con le sue brioche o addirittura alla nuova guida spirituale iraniana Mojtaba Khamenei, in fondo anche lui un nepo-baby, un figlio di papà. Per non parlare dei commenti degli utenti, che le augurano di finire in Iran sotto le bombe o le rinfacciano gli Epstein Files.
Alla fine quasi mi dispiace per Kai. In fondo le colpe dei nonni non possono ricadere sui nipoti. In fondo non ha detto nulla di paragonabile alle mostruosità, quelle sì insensibili, che escono ogni minuto dalla bocca del vecchio presidente. In fondo sembra una ragazza simpatica, non troppo diversa da tante sue coetanee più o meno viziate. Vi direi di guardare il video per decidere da voi, se non fosse noiosissimo. E se non si concludesse con Kai che sorride: "Mettete like e abbonatevi, devo recuperare tutti questi soldi che ho speso!". Ecco, finanziare la Trump family più di quanto già facciamo, forse no.
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