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Se vi serve un angelo custode provate con Damien Rice

La copertina del singolo Chandelier (2020) di Damien Rice. La canzone è una cover del celebre brano di Sia 

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La canzone della settimana è Chandelier
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Questi artisti, qui da noi, hanno sempre la porta aperta. Capita che gente come Nina Simone, Dylan, Cohen, Billie, Lennon, Bowie, Elvis, Frank, Stevie, Aretha, De André, Neil Young, Patti Smith, Joni e Marley vengano citati più spesso in questa rubrica; hanno lasciato segni profondissimi nella storia della musica del secolo scorso – e il nuovo millennio continua a celebrarli.

Ce ne sono altri, più giovani, che sono sempre benvenuti: quelli che hanno traghettato la “canzone” dentro il nuovo millennio caricandola di nuovi contenuti e significati, superando il valico insidiosissimo aperto tra i due secoli da Thom Yorke (Radiohead). Parlo di James Blake, Matt Berninger (National), Hozier, Rita Payes. E l’irlandese Damien Rice. Damien – 52 anni, in carriera da oltre un quarto di secolo – è un cantautore e interprete peculiare. Compare, colpisce e svanisce, chissà perché, chissà dove (My Favourite Faded Fantasy, del 2014, un capolavoro!); e infatti ha prodotto pochissimo: tournée sporadiche…

Questi artisti, qui da noi, hanno sempre la porta aperta. Capita che gente come Nina Simone, Dylan, Cohen, Billie, Lennon, Bowie, Elvis, Frank, Stevie, Aretha, De André, Neil Young, Patti Smith, Joni e Marley vengano citati più spesso in questa rubrica; hanno lasciato segni profondissimi nella storia della musica del secolo scorso – e il nuovo millennio continua a celebrarli.

Ce ne sono altri, più giovani, che sono sempre benvenuti: quelli che hanno traghettato la “canzone” dentro il nuovo millennio caricandola di nuovi contenuti e significati, superando il valico insidiosissimo aperto tra i due secoli da Thom Yorke (Radiohead). Parlo di James Blake, Matt Berninger (National), Hozier, Rita Payes. E l’irlandese Damien Rice. Damien – 52 anni, in carriera da oltre un quarto di secolo – è un cantautore e interprete peculiare. Compare, colpisce e svanisce, chissà perché, chissà dove (My Favourite Faded Fantasy, del 2014, un capolavoro!); e infatti ha prodotto pochissimo: tournée sporadiche, ma in termini di album fermo da oltre dieci anni.

Mi piace pensare che le sue siano canzoni da capezzale, preziose come preghiere, per chi non ha un angelo custode da invocare prima di dormire: acustiche, apparentemente semplici, ma poi se ci cadi dentro si trasformano in abissi di solitudine, un mal de vivre sempre sul punto di tradursi in disperazione, a un passo dalla caduta.

Ascoltate come ha sedotto Chandelier, il brano cult di Sia. L’ha preso, accarezzato, psicanalizzato e restituito in una versione delicatamente rassegnata – definitiva direi. Ecco altre dieci cover interpretate da Damien Rice nascoste su YouTube che vi lasceranno di stucco:

1) Be My Husband (Nina Simone) 2) Hallelujah (Leonard Cohen) 3) To Love Somebody (Bee Gees, con Ray LaMontagne) 4) When Doves Cry (Prince) 5) Creep (Radiohead) 6) One (U2) 7) Crazy Love (Van Morrison) 8) Desafinado (João Gilberto + Antônio Carlos Jobim, con Lisa Hannigan) 9) She Moved Through the Fair (Tradizionale, con Joan Baez) 10) Que Sera, Sera (Doris Day, con David Gray)

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