Il Venerdì

La retorica sbandierata della donna eccezionale

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Una lettrice che per curiosità ha digitato “donna” su internet, segnala a Bioritmi il primo risultato: “L’individuo femminile della specie umana: una donna colta, elegante, raffinata... Donna cannone. Chi dice donna dice danno. Ti presento la mia donna...”. Al punto 4: “Andare a donne, donna da marciapiede”. Si segnalano i composti: donna poliziotto, donna manager... E via così, un guazzabuglio grottesco davanti al quale la lettrice rileva: «Possibile che non “buchi” internet il fatto che tante donne facciano politica? Sembra che il femminismo non sia esistito. Si registra la “donna cannone” ma non il fatto che in Italia abbiamo dal 2022 una presidente del Consiglio». La lettrice ha ragione, però fino a un certo punto. In un libro appena uscito, Giù le mani dal femminismo, Giorgia Serughetti parla diffusamente di “emancipazionismo reazionario”, proprio della destra, che si specchia nell’ascesa dell’una, senza significato per le altre, e conferma lo status quo. Quando Meloni parla di donne ha in mente solo se stessa: “Non ha interesse a una politica per le donne e per il riequilibrio di genere nella rappresentanza, non c’è processo collettivo di conquiste, ma solo la retorica sbandierata dell’avventura di una figura eccezionale”. Un modello che congela qualsiasi progresso, anche nei dizionari sul web.

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