Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano
Gent.ma sig.ra Aspesi, una delle poche certezze sui processi cognitivi indica che usiamo le aree razionali del cervello quando dobbiamo affrontare una contraddizione, al fine di riflettere. Ma alcuni ricercatori della Emory University di Atlanta, poco prima delle ultime presidenziali Usa hanno condotto il seguente esperimento: tramite risonanza magnetica hanno scannerizzato il cervello di 1.500 sostenitori democratici e 1.500 repubblicani. È emerso che quando si esamina il pensiero del leader del proprio partito, il processo di valutazione è del tutto emotivo e quando si riesce a giustificare il candidato si attivano le aree del piacere, allo stesso modo di quando si assume una droga. Quando veniva letta la parte del documento in cui il proprio leader cadeva in contraddizione, aumentava l’attività dell’area del cervello deputata alla regolazione delle emozioni negative e al perdon…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano
Gent.ma sig.ra Aspesi, una delle poche certezze sui processi cognitivi indica che usiamo le aree razionali del cervello quando dobbiamo affrontare una contraddizione, al fine di riflettere. Ma alcuni ricercatori della Emory University di Atlanta, poco prima delle ultime presidenziali Usa hanno condotto il seguente esperimento: tramite risonanza magnetica hanno scannerizzato il cervello di 1.500 sostenitori democratici e 1.500 repubblicani. È emerso che quando si esamina il pensiero del leader del proprio partito, il processo di valutazione è del tutto emotivo e quando si riesce a giustificare il candidato si attivano le aree del piacere, allo stesso modo di quando si assume una droga. Quando veniva letta la parte del documento in cui il proprio leader cadeva in contraddizione, aumentava l’attività dell’area del cervello deputata alla regolazione delle emozioni negative e al perdono, mentre restava sopita la parte della corteccia dedita ai ragionamenti razionali. Si può concludere affermando che per i fedelissimi il pensiero politico assume un carattere prevalentemente emotivo, per cui anche l’esito del prossimo referendum potrà essere frutto di una totale irrazionalità. Mauro Luglio, Monfalcone
L’Università di Atlanta, che immagino avrà per esempio giocato a puntare sul Sì, si troverà contenta, noi credo molto meno. Devo dire che credo che persino a Milano, dove abbiamo ancora Sala, ci sarà il trionfo del Sì. Pensate che persino Giuliano Pisapia, l’ex bravo sindaco, prima deputato di Rifondazione comunista, voterà Sì e che Andrée Ruth Shammah, che dirige con successo il teatro Franco Parenti, ha invitato i votanti del sì a una serata per loro, con la presenza di Giorgia Meloni.
Tortora, giudici non colpevoli. Ma i giornalisti furono sciacalli
Gentilissima signora Natalia, Come lei ricorda sul caso Tortora molti caddero in errore giudicandolo colpevole, forse milioni di persone. Ma non attribuirei la responsabilità ai giudici (che lavorarono sulla base di false confessioni testimoniali), invece indicherei tutti i giornalisti che si lanciarono come sciacalli sulle carcasse. Cordiali saluti, Michele Salatini
Stiamo parlando dell’accusa di colpevolezza a Enzo Tortora che infatti finì in prigione essendo davvero del tutto innocente. Anche io ero al lavoro e mi deve perdonare, forse c’ero e forse no. Cioè facevo parte anche io di quelli “che si lanciarono come sciacalli sulle carcasse”?. Io credo di no, ma non ne sono sicura. Adesso poi c’è il bel ritratto che ne ha fatto nelle sei puntate di Portobello il regista Marco Bellocchio: ma, con almeno 10 mila pezzi scritti nella mia vita, mi ricordo benissimo di lui e della sua fatale condanna (di dieci anni). E di come poi fu riconosciuto innocente.
Bella l’intervista a Geppi Cucciari. Con la sua sardità e la sua tv
Gentile Aspesi, sempre interessanti le sue interviste. Riguardo Geppi Cucciari, riflettevo, memore di vecchie amicizie e anche dell’impeto polemico di Michela Murgia, sulla “sardità”. Quell’orgoglio di appartenenza a un altrove che non è per niente Italia, con la voglia di “riscatto” (se non di rivalsa) da ottenere qui, sul “continente” (come dicono loro). La sua è una delle rare trasmissioni valide rimaste in Rai. Ma quell’aria sempre un po’ da maestrina, un po’ superiore, un filo sprezzante? E quella voglia di essere attrice, nonostante quell’accento che – non sia mai – non vuol correggere? Giovanni Frigerio, Milano
Sì, forse Geppi Cucciari ci tiene molto alla sua “sardità”. Lei lo ha ricordato nell’intervista che abbiamo fatto, e raccontando come, allontanandosi dal luogo dove è nata, può venirle da piangere. Però mi pare che ami anche Milano, da cui si allontana solo nel fine settimana per ritrovarsi poi a casa, attorno alla Sardegna, girando in barca col suo “lupo di mare”, un bell’uomo che si occupa di “sardegnità”, per trovare gente che vada nel magnifico luogo per poi ricordarne la bellezza. Devo dire che amare la propria terra e non dimenticarla mai rende Geppi più affascinante. Eppure, non mi sgridi, l’ho vista recitare in una bellissima pièce teatrale e forse lì si sentiva la sua origine: ma nonostante fosse tutta sola nello spazio vuoto si è rivelata una brava attrice.
La cronaca serve per sviare l’attenzione dai flop del governo
Cara e gentile signora Aspesi, la morte del piccolo Domenico per un infausto concatenamento di episodi sfortunati, mi ha turbato e commosso come penso tutta l’Italia. Abbiamo sperato in un nuovo trapianto riparatore. Un cuoricino compatibile era difficile ma non impossibile. La valutazione degli esperti, circa la sua inoperabilità, è arrivata come una sentenza. A questo punto è anche lecito fare qualche riflessione, lungi dall’esprimere giudizi che non ci competono, per questo la magistratura svolgerà il suo compito, appurare la verità e fare giustizia. Mi chiedo quale sarebbe lo scopo di aggiungere angosce su angosce e calamitare sempre su nuove tragedie: storie come quella di Domenico o della strage di Crans-Montana, a lungo, occupano gli spazi dei telegiornali e di tutti i talk show televisivi. Che si voglia sviare l’attenzione degli italiani dal fallimento dell’attuale governo, dalla sua mancanza di visione di crescita e sviluppo, dai suoi annaspamenti e cadute di stile? Torna utile tenere occupate le menti altrove, e che si utilizzino fictions turche, festival di Sanremo o fatti di cronaca non importa, a quanto pare. Con la simpatia di sempre, Adriano Sicari
Purtroppo non è così. Anche i nostri politici non sanno dove rivolgersi e annaspano in questo gravissimo momento, non sapendo se andare in guerra senza una ragione, tanto per far piacere a Trump, o restarsene a casa. Mi pare piuttosto che verso tutto ciò che è orribile ci pensino gli haters che regolarmente augurano la morte a chiunque. Il piccolo Domenico si spera avrà giustizia, che chiede chi, vinto dal dolore, l’ha perduto.
Sul Venerdì del 20 marzo 2026