Caro Giannini, bisogna avere grande stima di Nicola Gratteri, il primo e per ora unico uomo di legge ad aver abbattuto il muro dell’omertà ‘ndranghetista. Tuttavia, come non ammettere che in questa campagna referendaria da essere la punta di diamante del No, ne è diventato il tallone d’Achille? Cade facile preda di domande ambigue, si lascia condurre nelle sabbie mobili da esperti intervistatori e più parla, più peggiora la sua posizione. Marco Lombardi
Caro Marco, dite quello che volete su Gratteri. Ha esagerato sostenendo che avrebbero votato Sì mafiosi e massoni? Ha detto al Foglio “con voi faremo i conti dopo”? Per me tutto questo non conta. Conta che Gratteri vive sotto scorta dal 1989. Che non si è mai iscritto a nessuna corrente. E che nelle intercettazioni della Dda sulla cosca Comisso, gli ‘ndranghetisti dicono: “Gratteri? Dicevano che era un vero figlio di puttana…”. “Sì, il peggiore che abbiamo…”. “Peggio di Borsellino e Falcone… È ancora vivo o morto?”. “È ancora vivo, ade…
Caro Giannini, bisogna avere grande stima di Nicola Gratteri, il primo e per ora unico uomo di legge ad aver abbattuto il muro dell’omertà ‘ndranghetista. Tuttavia, come non ammettere che in questa campagna referendaria da essere la punta di diamante del No, ne è diventato il tallone d’Achille? Cade facile preda di domande ambigue, si lascia condurre nelle sabbie mobili da esperti intervistatori e più parla, più peggiora la sua posizione. Marco Lombardi
Caro Marco, dite quello che volete su Gratteri. Ha esagerato sostenendo che avrebbero votato Sì mafiosi e massoni? Ha detto al Foglio “con voi faremo i conti dopo”? Per me tutto questo non conta. Conta che Gratteri vive sotto scorta dal 1989. Che non si è mai iscritto a nessuna corrente. E che nelle intercettazioni della Dda sulla cosca Comisso, gli ‘ndranghetisti dicono: “Gratteri? Dicevano che era un vero figlio di puttana…”. “Sì, il peggiore che abbiamo…”. “Peggio di Borsellino e Falcone… È ancora vivo o morto?”. “È ancora vivo, adesso lo hanno mandato a Napoli…”. Lo critichino pure, per i suoi modi e le sue inchieste “a strascico”. Per un magistrato che lotta contro le mafie, queste parole dei boss sono l’unica medaglia che vale.
Le scuole intitolate a chi ha combattuto il fascismo
Buongiorno Massimo, sono una cittadina di Bagno a Ripoli, indignata per un intervento in Consiglio Comunale di tre consiglieri di Lega, Fdi e Fi, sulla richiesta di “dichiarazione di indirizzo” (antifascista, Lgbtq+…) dei nostri istituti scolastici. Non sanno che l’indirizzo sta nel loro nome, e che le nostre scuole furono VOLUTAMENTE intitolate a personaggi che hanno sacrificato la vita a combattere il fascismo? Cito solo due esempi. La scuola primaria “Teresa Mattei”: madre costituente, antifascista partigiana, figlia di antifascista, sorella di Gianfranco morto in via Tasso, amica dei fratelli Rosselli. L’Istituto Statale “Piero Gobetti”: esule in Francia, morto 25enne per le botte dei fascisti, brava gente. La provocazione di questi politici evidenzia solo l’ignoranza e l’incompetenza dei loro partiti.
Nicoletta Pinzauti
Cara Nicoletta, non sanno niente. E se sanno, avvelenano i pozzi manipolando la Storia. Michela Ponzani ha appena scritto (per Einaudi) un bellissimo libro: Giovani liberi partigiani. Storia di ragazze e ragazzi in lotta per un futuro migliore. Lo dovrebbero studiare nelle scuole. A chiunque siano intitolate.
Siamo sicuri che sia giusto assassinare i nemici?
Gentile Giannini, le notizie sugli assassini di esponenti del regime iraniano vengono date così, senza pathos, come constatazione della efficacia di un’azione di guerra. Non penso nemmeno per un istante a difenderli, ma mi chiedo: si assassinano le persone che ostacolano i nostri piani? E non pensiamo che lo si faccia per pietà per il martoriato popolo iraniano. Come siamo arrivati a questo punto?
Silvana Cabrini
Gentile Silvana, l’umanità è al grado zero. In tempo di pace, i cosiddetti “omicidi mirati” sono vietati dalla carta Onu. In guerra, per molti giuristi violano comunque il diritto internazionale. Di “mirato”, poi, c’è ormai ben poco. Secondo il New York Times, nell’offensiva su Gaza l’Idf ha alzato da 10 a 20 il numero di civili “sacrificabili” quando si uccide un singolo terrorista di Hamas. Ecco dove siamo arrivati.
La destra usa la furbizia non i manganelli
Caro Giannini, sono socialista (pertiniana) da sempre, la differenza tra destra e sinistra mi è stata chiara fin dall’inizio: il populismo destrorso è costituito da un pifferaio e da un gregge; il popolo di sinistra è formato da teste pensanti che condividono i valori della democrazia. Racconto un episodio illuminante. L’ospedale di Latina ha una bella sala di accoglienza: ampia, luminosa, due divani, un calcio balilla e una libreria, un servizio di bevande e snack, una grande tv dove si può vedere solo Canale 5. Quel salone è stato donato da un’associazione che fa capo a Forza Italia. Attaccare la destra chiamandola ancora “fascista” è fuorviante. In democrazia la destra usa la furbizia (forma di prostituzione dell’intelligenza), non manganelli e squadristi. E aggirando la Costituzione, garantisce a tutti i suoi servi vita facile (lezione berlusconiana).
Maria Rosaria V.
Cara Maria Rosaria, come si dice oggi di Mussolini: Forza Italia “ha fatto anche cose buone”.
Spero che quello di McEwan sia solo un romanzo
Caro Giannini, spero che le previsioni di Ian McEwan nel libro Quello che possiamo sapere non si avverino. Ma ci siamo vicini. Molto vicini.
Augusto Mattioli (Siena)
Caro Augusto, il viaggio distopico di McEwan nel 2119 è terribile, ma lascia una speranza: “Con la civiltà che a stento può contare 10 mila anni, il tempo di un battito di ciglia, che ne possiamo sapere dei nostri cicli? L’ottimismo mi dice che alla fine di ognuno sapremo adattarci e migliorare”. Proviamoci, almeno.
Lo snobismo al caviale contro Claudio Baglioni
Caro Giannini, su Sal Da Vinci lei scrive che “la vera musica è tutt’altra cosa”. E sono d’accordo. Ma persiste dopo mezzo secolo lo “snobismo al caviale” per chi al Festival è stato superospite e poi conduttore: Claudio Baglioni. Si continua a considerarlo, nonostante la stima di Ennio Morricone e Alberto Asor Rosa, autore solo di canzoni romantico adolescenziali: la maglietta fina, il passerotto. E i 40 anni successivi, che hanno visto una sua evoluzione articolata e poliedrica? Non pervenuti…
Leonardo Sestopassi
Caro Leonardo, su Sal Da Vinci zero snobismo. Il mio giudizio è solo musicale. Lo stesso di Checco Zalone che insegna chitarra ai parrocchiani in Cado dalle nubi: “Ragazzi, col giro di do avete in mano il 50 per cento della canzone italiana…”. Quanto a Baglioni, concordo: fermo restando che da adolescente ho amato anche la “maglietta fina”, Claudio da molti anni fa grandi testi e grandissima musica. Alla faccia del giro di do.
Non ci meritiamogli insulti di La Russa
Caro Giannini, il caso La Russa, che definisce “coglione” un senatore della Repubblica, non ha avuto la giusta rilevanza. È un’uscita di una gravità inaudita. Non inizio neanche il discorso “se fossimo in un Paese civile…”, perché non lo siamo. Ma questa deriva non ce la meritiamo.
Guglielmo Busso
Caro Guglielmo, sul penoso La Russa ormai possiamo fare quasi una rubrica. Chiamiamola “Povera Patria”.
Sul Venerdì del 27 marzo 2026