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Sognando una Nouvelle Vague

Zoey Deutch (Jean Seberg) e Guillaume Marbeck (Jean-Luc Godard) sono tra i protagonisti del film di Richard Linklater (Jean-Louis Fernandez) 

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Non è facile inquadrare Nouvelle Vague, il film di Richard Linklater (un texano indipendente) che racconta i 20 giorni di set di Fino all’ultimo respiro, primo capolavoro di Godard. Un omaggio, ma anche un manifesto: festeggiare il cinema di ieri perché quello d’oggi intenda. Farci innamorare di quegli anni(e di Parigi, dei Cahiers du Cinéma,di Truffaut, Bresson, Chabrol,Rivette, Rohmer, la lista è lunga) per ritrovarne l’entusiasmo e l’urgenza. «Non per rifare il film di Godard», dice Linklater, «ma per guardarlo da un’altra prospettiva: tuffarmi nel 1959 con la macchina da presa e rivivere quell’epoca, quelle persone, quell’atmosfera. Frequentare la gente della Nouvelle Vague». «Non state girando un film in costume»,ha detto agli attori. «State vivendo quel momento preciso. Vi state divertendo a girare con Godard,ma vi chiedete se questo film arriverà mai sugli schermi». Possiamo vedere Nouvelle Vague come una fiaba per cinefili romantici – e allora si capisce la scelta di una versi…

Non è facile inquadrare Nouvelle Vague, il film di Richard Linklater (un texano indipendente) che racconta i 20 giorni di set di Fino all’ultimo respiro, primo capolavoro di Godard. Un omaggio, ma anche un manifesto: festeggiare il cinema di ieri perché quello d’oggi intenda. Farci innamorare di quegli anni(e di Parigi, dei Cahiers du Cinéma,di Truffaut, Bresson, Chabrol,Rivette, Rohmer, la lista è lunga) per ritrovarne l’entusiasmo e l’urgenza. «Non per rifare il film di Godard», dice Linklater, «ma per guardarlo da un’altra prospettiva: tuffarmi nel 1959 con la macchina da presa e rivivere quell’epoca, quelle persone, quell’atmosfera. Frequentare la gente della Nouvelle Vague». «Non state girando un film in costume»,ha detto agli attori. «State vivendo quel momento preciso. Vi state divertendo a girare con Godard,ma vi chiedete se questo film arriverà mai sugli schermi». Possiamo vedere Nouvelle Vague come una fiaba per cinefili romantici – e allora si capisce la scelta di una versione più domestica del grande regista,dal vero probabilmente più irritante. Fu l’amico Truffaut a scrivere il soggetto di À bout de souffle: un piccolo criminale in fuga dopo aver ucciso un poliziotto si rifugia a Parigi e cerca di convincere una giovane americana di cui è innamorato a scappare con lui.La corsa finisce presto, il finale è inevitabile. Sulla carta, l’idea di Linklater di trovare attori somiglianti ai protagonisti è una follia, ma un casting dal magic touch compie il miracolo: farci rivedere, senza effetto imitazione, un po’ dello charme carismatico di Seberg, Belmondo e tutta la troupe. Film arguto ed elegante sul fantasma della Nouvelle Vague, il sogno irrealizzabile di rifarla.A Godard sarebbe piaciuto? Chissà. Ma che voglia di rivedere l’originale! Sempre viva la Cineteca di Bologna che l’ha appena riportato nelle sale.

Sul Venerdì del 27 marzo 2026

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