Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano
Mia cara bimba cresciuta, l’oggetto potrebbe essere criptico. Nebbia. Infatti nella mia città, sita in una valle, la nebbia fino a una cinquantina d’anni fa era un fenomeno comune, concentrato nei mesi di novembre, dicembre, febbraio, marzo. Nei giorni scorsi, improvvisamente, verso le due del pomeriggio si è alzata su questo poggio una nebbia fitta, bianca, impalpabile, come la nebbia che ricordo da allora. A due metri dalla porta mi sono immerso in questo latte bianco che preclude la vista, attutisce i rumori, attenua l’attenzione. La valle da dove si scorgeva la periferia della nostra città non esisteva più, la valle del Tronto fino allo spicchio del grande lago, definito mar Adriatico sulle carte geografiche e sui portolani, assorbita da questa magia fiabesca. Di fronte, i colli dove si produce il nostro buon vino, dove guardavo spesso il bel panorama che lasciava intravedere …
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano
Mia cara bimba cresciuta, l’oggetto potrebbe essere criptico. Nebbia. Infatti nella mia città, sita in una valle, la nebbia fino a una cinquantina d’anni fa era un fenomeno comune, concentrato nei mesi di novembre, dicembre, febbraio, marzo. Nei giorni scorsi, improvvisamente, verso le due del pomeriggio si è alzata su questo poggio una nebbia fitta, bianca, impalpabile, come la nebbia che ricordo da allora. A due metri dalla porta mi sono immerso in questo latte bianco che preclude la vista, attutisce i rumori, attenua l’attenzione. La valle da dove si scorgeva la periferia della nostra città non esisteva più, la valle del Tronto fino allo spicchio del grande lago, definito mar Adriatico sulle carte geografiche e sui portolani, assorbita da questa magia fiabesca. Di fronte, i colli dove si produce il nostro buon vino, dove guardavo spesso il bel panorama che lasciava intravedere i comuni di Castignano con le sue mura di cinta, Ripaberarda, Poggio di Bretta, Appignano, Offida (la patria del merletto e cittadina delle merlettaie), tutti come svaniti nel nulla. Improvvisamente mi rendo conto che non riesco a pensare al domani, al mese prossimo, agli impegni futuri, alle visite mediche programmate. La nebbia mi ha precluso la vista e con essa anche la visione del futuro. Tutto sparito. Il pensiero come per incanto riprende il suo corso e incontrollabile si rivolge al passato, riavvolge all’improvviso un nastro della vita che vivo e silente porto con me. Ho letto il tuo ricordo su San Valentino, molto bello e pacato. Da giovane avevo voglia e speranze, mi potevo permettere di festeggiare San Valentino perché i figli erano ancora piccoli, poi sono cresciuti ed è cambiato lo spartito e quindi la musica. Serafino, Ascoli Piceno
Mi spiace, ho dovuto tagliare qualche riga, ma mi piaceva, e piace anche a me, quella visione con la nebbia che tutto smorza, che anche lei non vedeva da anni. Forse una cinquantina, e probabilmente se ne era dimenticato il lucore e quella misteriosa cancellazione che nascondeva la realtà, troppo spesso dolorosa. Questa dimenticata esperienza di tanti anni fa l’ha turbata. Quasi quasi un po’ mi innamoro pensandola in un bel San Valentino, o proprio per quello me ne passa la voglia?
Meloni ha avuto ciò che merita. Ma il voto, che spreco di denaro…
Gentile Signora Aspesi, il clima, com’era prevedibile, si è surriscaldato per un referendum che non poteva che sfociare in scontro politico. Il modo con cui Meloni ha svolto il suo mandato le ha fatto meritare il risultato negativo. Ma i milioni di italiani che stentano a sbarcare il lunario sono arrabbiati per lo spreco di denaro pubblico comportato da un referendum sulla giustizia che non avrebbe risolto nessuna delle vere criticità del settore. Con simpatia e stima, certo della sua condivisione. Adriano Sicari
Caro signor Sicari, questa volta lei ha sbagliato. È vero, il referendum è stato un grande costo. Ma non so dirle il perché, e contrariamente a quel che aveva detto con fermezza, dopo aver promesso di tenere i suoi pasticcioni, Delmastro e la gentile signora connessa, Meloni ha perso la testa dopo aver perso alle urne, e ha fatto ciò che non doveva assolutamente fare, cacciare i suoi protetti aggiungendovi la povera signora Santanché che si troverà ad affrontare guai più seri. Dunque se ho capito, lei dovrebbe essere contento perché ha vinto il No, sorprendendo anche troppo gli stessi votanti. Speriamo che quelli del No non si sentano già vincitori delle prossime elezioni politiche.
Rileggere il dimenticato Pascoli pensando al piccolo Domenico Gentile
Signora Aspesi, mi secca un po’ intervenire sullo straziante caso del piccolo Domenico (quale morte di un bimbo non è straziante?) perché conosciamo tutti la pratica del dolore messo in piazza, spesso senza alcun rispetto per chi soffre. Volevo però ricordare le parole bellissime di Pascoli, poeta troppo frequentemente sminuito, nella poesia L’aquilone. Dice Pascoli di quel piccolo adagiato sul letto di morte: “ti pettinò co’ bei capelli a onda tua madre.../ adagio, per non farti male”. Anna Maria Saponaro
Pascoli con la sua vena bella è tornato a essere quasi riletto, come questo commovente “adagio per non farti male”. Perché la poesia io credo sia la parte più bella del nostro sentire e non riusciamo mai a liberarcene.
Un peccato ignorare Laura Antonelli
Gentile amica, la rivista il Venerdì annuncia la programmazione in tv dell’ultima fatica di Luchino Visconti regista, con il film tratto da un’opera di D’Annunzio e intitolato L’innocente. Indica come attori protagonisti Giancarlo Giannini e Didier Haudepin, ignorando la bellissima, brava e sfortunata interprete Laura Antonelli. Prego il Suo aiuto nel rendere giustizia a questa attrice e donna infelice e al grande regista Visconti che memorabilmente la diresse alla fine della Sua carriera. La ringrazio. La ringrazio in nome di tutti quelli che contribuirono all’opera in un momento che il cinema italiano produceva spesso capolavori, che oggi ce li sogniamo e che la tv difficilmente programma. Mario Giubbolini da San Gimignano in Toscana
È vero, Laura Antonelli manca nei protagonisti di L’innocente, tratto da Gabriele D’Annunzio, ultimo film di Visconti, e ce ne scusiamo. Lei era ancora bella, prima di diventare, poverina, irriconoscibile e poi morire d’infarto nel 2015. Immagino forse che chi cerca una sua bella immagine, non conoscendone la triste vita, sia rimasto spiazzato dalle ultime immagini della sfortunata attrice.
Sul Venerdì del 3 aprile 2026