Quando scende la notte Cuba si spegne. Non ci sono luci, nè trasporti, nè persone in giro: è uno degli effetti dell'apagòn, il black out che da settimane avvolge l'isola a causa della mancanza di carburante. La crisi è conseguenza del cambio di regime in Venezuela, che ha privato la culla della Revolución del suo principale fornitore di petrolio, quello che a lungo aveva compensato, almeno in parte, gli effetti delle durissime sanzioni americane. Ora le navi di Caracas non arrivano più e l'isola non ha più petrolio. Nè elettricità, nè medicine, nè turisti: Giovanni Porzio racconta sul Venerdì in edicola domani 3 aprile un Paese stanco e demotivato, con i giovani in cerca di vie di uscita all'estero e la fiducia nei confronti del governo ai minimi storici. "Ma Cuba non è che una delle vittime di Trump" spiega in un'intervista a Stefania Parmeggiani Paco Ignacio Taibo II, scrittore e storico della rivoluzione, che inquadra la crisi nella più ampia situazione dell'America Latina.
E nuovo magazine di Repubblica troverete anche, tra tanti altri servizi, un’inchiesta di Riccardo Staglianò sull’inferno del telemarketing: come difendersi dalle telefonate spam? Antonello Guerrera da Londra ci parla del successo dei Verdi, nuova speranza per la sinistra inglese; in Cultura un articolo sulle (non) letture di Trump e una rievocazione del caso Montesi, il primo delitto mediatico dell’Italia repubblicana; per la musica un’intervista ai Pet Shop Boys e un servizio sulle rockstar che hanno flirtato con l’immaginario della destra. E al centro del giornale, 32 pagine di consigli sui migliori viaggi di primavera, dalla Sicilia alla Norvegia, da Assisi al South Dakota.