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Le risposte da dare ai giovani

La sinistra deve parlare con i ragazzi che hanno votato No al referendum. Ammesso che sia in grado di farlo
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Caro Massimo, condividi il pensiero di Bersani che gli aspetti stupefacenti del referendum siano stati la rivolta del Sud e l’emozione del voto dei giovani?

Francesco Palumbo

Caro Francesco, come potrei non condividere? Il voto in massa della Generazione Z è la notizia più sorprendente e confortante di questo tempo infame. “Non li abbiamo visti arrivare”, e invece eccoli qui: dei ragazzi tra 18 e 24 anni ha votato il 67,1 per cento degli aventi diritto, e di questi il 58,5 per cento ha votato No. Stiamo parlando di quasi 2 milioni e mezzo di giovani, che hanno suonato la sveglia a un Paese esausto e incattivito. E l’hanno fatto per la democrazia e la Costituzione, non per questo o quel partito. Ecco perché, adesso, servirebbe una politica all’altezza, capace di rispondere a questa voglia di partecipazione e a questa domanda di civismo. È una sfida per la sinistra, se esiste ancora.

L’Italia merita di essere rappresentata dai migliori

Caro Giannini, sull’onda della vittoria del No al r…

Caro Massimo, condividi il pensiero di Bersani che gli aspetti stupefacenti del referendum siano stati la rivolta del Sud e l’emozione del voto dei giovani?

Francesco Palumbo

Caro Francesco, come potrei non condividere? Il voto in massa della Generazione Z è la notizia più sorprendente e confortante di questo tempo infame. “Non li abbiamo visti arrivare”, e invece eccoli qui: dei ragazzi tra 18 e 24 anni ha votato il 67,1 per cento degli aventi diritto, e di questi il 58,5 per cento ha votato No. Stiamo parlando di quasi 2 milioni e mezzo di giovani, che hanno suonato la sveglia a un Paese esausto e incattivito. E l’hanno fatto per la democrazia e la Costituzione, non per questo o quel partito. Ecco perché, adesso, servirebbe una politica all’altezza, capace di rispondere a questa voglia di partecipazione e a questa domanda di civismo. È una sfida per la sinistra, se esiste ancora.

L’Italia merita di essere rappresentata dai migliori

Caro Giannini, sull’onda della vittoria del No al referendum, l’opposizione si sente rafforzata, Elly Schlein dà per certa la vittoria anche alle elezioni del 2027, candidandosi a premier alle primarie di coalizione. Il punto rimane però il solito: si formerà un’alleanza solida, affidabile e duratura, dove i personalismi lasciano il posto al bene della coalizione? Se alle primarie vince lei, Conte saprà farsi da parte? Schlein, che alle primarie Pd ho votato e che stimo, oltre a serietà, preparazione, onestà, ha anche sufficiente carisma? Poi, la destra ha una compagine di governo vergognosa per incapacità: i progressisti sono pronti a schierare i migliori? Da convinta elettrice di sinistra: l’Italia merita di meglio di chi ci ha guidato finora.

Carla Esposti

Cara Carla, le sue domande sono sacrosante. Ma le risposte ancora non le abbiamo. L’opposizione ha una responsabilità enorme: dopo la sconfitta delle destre al referendum, avrebbe dovuto farsi trovare già pronta, con un programma di governo già scritto e una procedura per la scelta del candidato premier già concordata. E invece mancano sia l’uno che l’altra. Si mettano all’opera: i 15 milioni di italiani che hanno votato No al referendum non saranno in automatico voti di Pd, 5S o Avs: se li devono andare a prendere, uno per uno. E sono già maledettamente in ritardo.

Con la sigaretta nel ristorante: fate la multa a Delmastro

Caro Giannini, ma almeno una multa per divieto di fumo nei locali pubblici si può fare al signor Delmastro (recidivo) o neanche quella?

Arturo Fante

Caro Arturo, ho scritto mille volte che Delmastro, per il suo curriculum, per le cose che ha detto e che ha fatto, per la condanna in primo grado, non avrebbe mai dovuto essere sottosegretario di nulla. Ma lo scandalo della Bisteccheria con i prestanome del clan Senese è enorme. Sono convinto che ci riserverà altre sorprese. E che investirà Fratelli d’Italia a livelli molto più alti. Sediamoci comodi, e compriamo i popcorn.

Le dimissioni tardive non valgono nulla

Carissimo Giannini, che valore hanno ora le dimissioni di questi personaggi inqualificabili del governo? È la tattica di Meloni per riacquistare consenso? Che si tratti soltanto di astuzia? Ha preso una bella batosta, e se non avesse questa bella faccia tosta dovrebbe dimettersi. Mi spezzava il cuore l’idea di veder stravolgere la Costituzione scritta da personalità di altissimo profilo morale, alcune delle quali professori venerati da mio marito alla Sapienza.

Silvana Costanza (Cosenza)

Cara Silvana, la “caduta dei pigmei” decisa da Meloni dopo la disfatta referendaria non ha alcun valore. È solo coda di paglia.

I danni delle tv di Berlusconi li vedo anche tra chi soffre

Caro Giannini, ho letto la lettera di Maria Rosaria V. sulla sala accoglienza donata da Forza Italia all’ospedale di Latina. Sono di sinistra, consapevole dei danni fatti da Berlusconi e dalle sue Tv. Ma da quando faccio la volontaria per la Croce Rossa nei dormitori mi sono resa conto che gli ospiti vogliono solo Canale 5 e i giochetti della sera. Ogni tanto provo a cambiare, altre esprimo perplessità sulla distorsione o sull’omissione di una notizia, guadagnandomi lamentele degli ospiti e rimbrotti del personale Cri che mi ricorda il ruolo super partes della “divisa”. Anche gli ultimi preferiscono ignorare le notizie e volgere la loro attenzione “agli extracomunitari ai quali le associazioni di volontariato danno sempre abiti nuovi mentre a noi, poveri sfigati di serie B, abiti usati e sporchi”.

Carla G.

Cara Carla, non è una novità: purtroppo nella cinica modernità in cui viviamo lo scontro tra gli ultimi e i penultimi della società è quasi un “gioco di ruolo”. Pensi a Squid Game. Poi capisco pure che nei luoghi in cui si soffre, magari si preferisce Scherzi a parte a Report. Colpa delle tv di Berlusconi? In parte sì, ma non solo. Non servono Guy Debord o Umberto Eco, per sapere che c’era modo di resistere a quella deriva.

Troppe critiche a Sal Da Vinci, anche Yellow Submarine…

Gentile Giannini, non ho capito gli attacchi a Sal Da Vinci. Se pensiamo al passato penso al grande successo della canzone Yellow Submarine dei mai dimenticati Beatles... ?

Marco Nagni

Gentile Marco, mai stato radical chic, ma qui corro il rischio: Sal Da Vinci come i Beatles proprio no.

Via dal Parlamento chi viene condannato

Caro Giannini, sulle ali del referendum in difesa della Costituzione si dovrebbe approvare una legge che cacci i condannati dalle due Camere. Se vogliamo moralizzare l’Italia, cominciamo da qui. A differenza di un italiano qualsiasi (per diventare bidello non devi aver commesso alcun reato) in Parlamento ci sono condannati di tutte le specie. E se la proposta non passa si indica subito un altro referendum su questo. Avanti con la democrazia diretta dei cittadini.

Michela Mario

Cara Michela, capisco l’indignazione per tutto quello che stiamo vedendo. E per quanto mi riguarda, sarei persino d’accordo a fissare una regola, anche non scritta, per cui in presenza di condanne in primo grado, per reati gravi da stabilire, non si possa essere eletti o ci si debba dimettere dal Parlamento. Ma intanto proverei a disinnescare l’odio contro la “casta”, che già tanti danni ha fatto in passato. E poi questa non è comunque una materia referendaria: è una questione morale. Per questo non la risolveranno mai. Berlinguer insegna.

Sul Venerdì del 10 aprile 2026

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