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Annalisa Cuzzocrea: se le parole aiutano la cura

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Oltre la retorica del paziente guerriero. Guarire dal cancro è una scalata, da fare con l’aiuto degli altri
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Una delle cose più difficili da fare, quando nella propria vita o in quella delle persone a noi vicine incombe una malattia, è trovare le parole giuste. Più il danno è grave, più diventa complicato parlarne. Più il male fa paura, più si rischia di rimuoverlo rinunciando a capire.

Women for oncology è un’associazione di donne medico che ogni anno fa il punto sullo stato dell’arte nella cura dei tumori e che lo fa in un modo estremamente pratico. Parlando di quello che accade nella vita delle persone, di quello che serve per aiutarle ad affrontare il percorso che hanno davanti, di quel che devono fare le istituzioni, e di quello che devono pretendere le famiglie.

Alla Camera dei deputati, qualche giorno fa, le ho sentite parlare di due aspetti fondamentali nella cura del cancro. Uno è quello del linguaggio, ma ci arrivo dopo. Il secondo, è la questione dei caregiver, e qui i due temi si incrociano.

Caregiver è una parola brutta che descrive una figura fondamentale: la persona che si fa …

Una delle cose più difficili da fare, quando nella propria vita o in quella delle persone a noi vicine incombe una malattia, è trovare le parole giuste. Più il danno è grave, più diventa complicato parlarne. Più il male fa paura, più si rischia di rimuoverlo rinunciando a capire.

Women for oncology è un’associazione di donne medico che ogni anno fa il punto sullo stato dell’arte nella cura dei tumori e che lo fa in un modo estremamente pratico. Parlando di quello che accade nella vita delle persone, di quello che serve per aiutarle ad affrontare il percorso che hanno davanti, di quel che devono fare le istituzioni, e di quello che devono pretendere le famiglie.

Alla Camera dei deputati, qualche giorno fa, le ho sentite parlare di due aspetti fondamentali nella cura del cancro. Uno è quello del linguaggio, ma ci arrivo dopo. Il secondo, è la questione dei caregiver, e qui i due temi si incrociano.

Caregiver è una parola brutta che descrive una figura fondamentale: la persona che si fa carico di tutto quello che il paziente non può fare da solo, quando la malattia arriva, debilita, spesso annienta. Quante volte lo siete stati? Quanti ne conoscete?

C’è un disegno di legge in via di approvazione e mi auguro che le forze di maggioranza e di opposizione riescano a unirsi almeno su questo, visto che – come ha spiegato Patrizia Saccenti – c’è «un vuoto normativo, organizzativo, culturale.

Sui caregiver si basa un intero sistema di cura fingendo che non esistano». È talmente vero, che non abbiamo trovato nemmeno una parola per descriverli. Giuseppe Antonelli, linguista dell’università di Pavia, ha proposto “accudente”. Perché ha dentro il concetto di cura. Non ha il suono artificioso e meccanico del termine inglese. Porta alla luce una realtà che se non emerge, non può essere aiutata.Serve un sistema sanitario capace di andare incontro agli accudenti, senza considerare le loro possibilità di cura, e di tempo, e di fatica, inesauribili. E bisogna sapere, lo ha spiegato il professor De Maria, che quando c’è un accudente, il rischio per il paziente si riduce. Così come si riduce se la malattia viene spiegata con le parole giuste: parole che non allontanino, che non inducano solo paura, portando magari a rinunciare alle cure tradizionali – le uniche valide – come troppo spesso accade. Le parole giuste devono trovarle i medici e devono saperle usare i media. Lo ha scritto più volte e lo ha fatto in un bellissimo podcast di Radio3 Concita De Gregorio.

Rinunciando alla retorica della lotta contro il cancro, del paziente guerriero, del male da abbattere che colpevolizza chi soffre, chi rischia di non farcela, come fosse una gara o un conflitto. E non lo è. È un percorso spesso duro, che rimette in discussione tutto quello che sei e che desideri. «Una scalata», propone chi ci è passata. Mentre la affronti devi avere in mente cosa c’è in vetta. Cercando, con l’aiuto degli altri, di non guardare giù.

Sul Venerdì del 17 aprile 2026

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