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Massimo Giannini: No al gas di Putin

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È vero che quello russo costa meno. Ma preferisco il gelo e il gran caldo che fare un regalo a un criminale
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Caro Massimo, non pensa che la dissennata politica energetica del nostro governo abbia incrementato la nostra dipendenza dalle energie “climalteranti”, piuttosto che incentivare le rinnovabili e la decarbonizzazione? È una politica che ci ha reso schiavi delle autocrazie dei produttori di energie fossili. Poiché non esiste tra questi nessuno che sia estraneo a tirannia e violazione dei diritti umani, non è stato contro il nostro interesse fare i permalosi con la Russia e rinunciare al suo gas economicamente più vantaggioso?

È stato più assennato seguire il pifferaio magico a stelle e strisce che ci sta portando dritti a farci risucchiare dentro il buco nero della sua follia?

Adriano Sicari

Caro Adriano, è verissimo: se già da prima dell’attacco all’Iran pagavamo più cara del 40 per cento l’energia all’ingrosso rispetto ad altri partner Ue, dipende dal fatto che abbiamo scommesso soprattutto sul metano. E ora, di fronte alla crisi, invece di rilanciare le rinnovabili le stiamo liquidan…

Caro Massimo, non pensa che la dissennata politica energetica del nostro governo abbia incrementato la nostra dipendenza dalle energie “climalteranti”, piuttosto che incentivare le rinnovabili e la decarbonizzazione? È una politica che ci ha reso schiavi delle autocrazie dei produttori di energie fossili. Poiché non esiste tra questi nessuno che sia estraneo a tirannia e violazione dei diritti umani, non è stato contro il nostro interesse fare i permalosi con la Russia e rinunciare al suo gas economicamente più vantaggioso?

È stato più assennato seguire il pifferaio magico a stelle e strisce che ci sta portando dritti a farci risucchiare dentro il buco nero della sua follia?

Adriano Sicari

Caro Adriano, è verissimo: se già da prima dell’attacco all’Iran pagavamo più cara del 40 per cento l’energia all’ingrosso rispetto ad altri partner Ue, dipende dal fatto che abbiamo scommesso soprattutto sul metano. E ora, di fronte alla crisi, invece di rilanciare le rinnovabili le stiamo liquidando. Ma l’alternativa non è comprare il gas da un criminale come Putin (purtroppo l’unico che sta facendo più soldi con queste guerre): è vero che costa meno, ma negli anni passati è proprio quella scelta che ci ha stretto il cappio al collo. Questo regalo, al tiranno del Cremlino, non vorrei farglielo: preferisco un inverno al gelo e un’estate allo spiedo.

Venti centesimi in più per una goccia di latte nel caffè

Carissimo Giannini, tre storielle. Ho letto che esportiamo greggio: fake news? Aprono lo stretto di Hormuz e i prezzi non diminuiscono, anzi. Infine: in un bar di una notissima località balneare ligure, per due caffè non ristretti e non in tazza calda, euro 2,80. Perché? Perché mia moglie ha fatto l’errore di chiederlo macchiato. La “macchiatura”: 20 centesimi in più. Terrò lo scontrino sino alla fine dei miei giorni.

Gianfranco Casati

Carissimo Gianfranco, nell’ordine. Uno: è vero, esportiamo in quote risibili il petrolio estratto in Basilicata (5 per cento del fabbisogno totale), ma restiamo tra i primi importatori netti d’Europa. Due: per la natura dei contratti di acquisto “a termine”, prima che i cali o i rincari del petrolio si trasmettano al distributore (sempre in misura meno che proporzionale) passa un mesetto. Tre: anch’io prendo spesso il caffè macchiato, ma al suo posto in quel bar della notissima località balneare ligure non ci metterei più piede.

Prostituzione e droghe leggere vanno liberalizzate…

Gentile Giannini, il lettore Alessandro Sarchi (sul Venerdì del 3 aprile 2026) propone la legalizzazione delle droghe leggere (ossia regolamentarne con leggi adeguate il consumo) con le ovvie positive conseguenze contro il narcotraffico, lei parla di liberalizzare, concetto ben diverso. Il lettore azzarda la legalizzazione della prostituzione, che significa considerare le prostitute delle lavoratrici con diritti e doveri regolamentati dallo Stato. Per esempio, pagare le tasse e sottoporsi a controlli sanitari obbligatori, avere ferie e malattia retribuite. Droghe leggere e prostituzione sono accomunate da una caratteristica: non nuocciono alla salute. Per l’Italia è un pensiero troppo progressista.

Teodora Iannetti

Gentile Teodora, mentre sarei anche disposto a discutere di legalizzazione della prostituzione - quanto meno per impedire che tante donne siano costrette a stare su un marciapiede come schiave di qualche protettore criminale - mantengo le mie perplessità su quella delle droghe leggere. Dev’esserci un motivo se, a parte Olanda, Germania e in parte Spagna, in Europa il processo non è affatto lineare. E per favore, non mi dica che fumare cannabis “non nuoce alla salute”. Non sono uno scienziato: forse è meno devastante delle sigarette, ma non ci sono dubbi che un consumo precoce e prolungato danneggi il cervello, i polmoni e il sistema cardiovascolare. E glielo dico, lo giuro, da progressista accanito.

Così si libererebbero risorse per la sanità pubblica

Caro Massimo, comprendo le sue riserve sulla legalizzazione delle droghe leggere, in parte anche mie. C’è però un grande “ma”. Il Servizio sanitario nazionale è affiancato da un sistema privato (legittimo per carità) anche assicurativo, che drena risorse pubbliche lasciando al pubblico le attività più onerose, non remunerative, ma vitali. In questa situazione drammatica non sarebbe meglio lasciare da parte i molti pur comprensibili dubbi? Agostino Luè (Pavia)

Caro Agostino, la salute pubblica è l’emergenza che conosciamo, e i 146 miliardi del fondo sanitario nazionale sono largamente insufficienti. Ma le risorse non le troviamo con la “canna di Stato”, che probabilmente frutterebbe pochi spiccioli.

Troppi drammi per la Nazionale ci sono cose ben più gravi

Caro Giannini, siamo rimasti tutti male per l’esclusione dai Mondiali. Ma da qui a farne “una disfatta” è troppo: sembra quasi che abbiamo perso una guerra. Si compiangono i giovani che non vedono gli azzurri ai Mondiali dal 2012, non perché non trovano lavoro o vanno all’estero per trovarlo o perché non sono nelle condizioni economiche di farsi una famiglia, questa è la sciagura! Il calcio deve essere un passatempo. I veri problemi sono altri. Eugenio Tipaldi (Napoli)

Caro Eugenio, anch’io, nel dispiacere, ho trovato eccessivo lo “psicodramma Nazionale”. Forse difetto del giusto spirito patriottico. Ma viviamo tempi infami in cui tutto è sopra le righe. E il calcio è l’oppio dei popoli: quando manca, scattano crisi di astinenza!

Aver voglia di barba e turbante quando parla Trump

Caro Giannini, quando sento parlare Trump mi viene voglia di lasciarmi crescere la barba e indossare un bel turbante.

Plinio il Vecchio

Caro Plinio, non lo faccia. Rischia “l’omicidio mirato” col drone. E a proposito, se ne vede uno non si affacci alla finestra!

Le dimissioni di Delmastro mi provocano “intima gioia”

Caro Giannini, è scorretto, per lei, che qualcuno dica che prova “un’intima gioia” per le dimissioni di Andrea Delmastro? Glielo chiedo perché la sto provando.

Raffaele Cotugno

Caro Raffaele, quella frase ignobile dell’ex sottosegretario alla Giustizia, dedicata ai detenuti rinchiusi nei blindati della polizia penitenziaria, ha offeso la “pietas” che uno Stato di diritto deve a chiunque. Ma non cada nella trappola di ripagare gli impostori e i disumani con la stessa moneta.

Sul Venerdì del 17 aprile 2026

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