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Giannini: La paura bussò alla porta

Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno. Da Martin Luther King un monito per noi tutti
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Gentile Giannini, non è certo una bella vita l’aver paura. Mentre camminavo su un marciapiede, sono stato sfiorato da un monopattino. La mia reazione sarebbe stata quella di richiamare ad alta voce lo scriteriato, ma mi son detto: e se quello torna indietro e ti accoltella, che fai? Nel passato avevo redarguito un anziano signore che aveva fatto fare i suoi bisogni al cagnolino davanti al portone di una casa. Mi si fece avanti minaccioso intimandomi di farmi gli affari miei. Presi paura perché sono disabile e cammino con bastoncini. Altri esempi, ma stessa conclusione: meglio farsi gli affari propri. Che ne pensa? Celestino Verlato

Gentile Celestino, come insegnano gli esperti, la paura è un’emozione primaria, un motore positivo necessario alla nostra psiche: la tiene allerta, la addestra a valutare …

Gentile Giannini, non è certo una bella vita l’aver paura. Mentre camminavo su un marciapiede, sono stato sfiorato da un monopattino. La mia reazione sarebbe stata quella di richiamare ad alta voce lo scriteriato, ma mi son detto: e se quello torna indietro e ti accoltella, che fai? Nel passato avevo redarguito un anziano signore che aveva fatto fare i suoi bisogni al cagnolino davanti al portone di una casa. Mi si fece avanti minaccioso intimandomi di farmi gli affari miei. Presi paura perché sono disabile e cammino con bastoncini. Altri esempi, ma stessa conclusione: meglio farsi gli affari propri. Che ne pensa? Celestino Verlato

Gentile Celestino, come insegnano gli esperti, la paura è un’emozione primaria, un motore positivo necessario alla nostra psiche: la tiene allerta, la addestra a valutare rischi e opportunità. Purtroppo la paura di cui parla lei è di altro genere. È l’insicurezza sociale, alimentata da fatti violenti di cronaca quotidiana e da demagoghi cinici e irresponsabili. La politica dovrebbe “domarla”, dosando la prevenzione, repressione ed educazione al civismo. Ma non lo fa. Quindi non la biasimo, quando lei dice “meglio farsi gli affari propri” per evitare pericoli. Ma più ci chiudiamo nel nostro privato, più la società regredisce. Mi viene in mente una storiella che raccontava Martin Luther King. Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.

Sulla raccolta dei rifiuti, ogni Comune va per conto suo

Gentile Giannini, l’attuale sistema di raccolta dei rifiuti urbani, regolato da un’autonomia male interpretata e peggio praticata, ha creato il caos, con raccolta “porta a porta” o a stazioni di conferimento, e con l’utilizzo di chiavi o badge. La Liguria, dove abito, ne esce malissimo, con i sacchetti vaganti abbandonati da vandali ma anche da turisti sprovvisti di chiave o badge. Ratti, gabbiani e cinghiali ne fanno strazio. Le esperienze in giro per l’Italia (Umbria, Toscana, Lazio e Sardegna) non sono diverse. Lungo la costa di Mentone e Nizza, dove i cassonetti sono aperti e frequenti, il livello di pulizia urbana è maggiore. Non resta che concludere che il loro sistema di raccolta unico, nazionale e libero (che semplifica il comportamento virtuoso) è più efficiente. Mi domando come questa banale osservazione non sia presa in considerazione da nessuno. Pier Marco Caviglia

Gentile Pier Marco, non ho competenze nel ramo rifiuti. Roma, dove vige il “cassonetto libero”, è molto migliorata negli ultimi anni, ma in molte zone la sporcizia diffusa per la strada non manca. Non so di Genova, ma di Milano sì, e mi pare che il “porta a porta” funzioni egregiamente. Così pure a Firenze o a Bolzano, dove i cassonetti sono invisibili. Insomma, sui rifiuti ci muoviamo a macchia di leopardo. E ferme restando le inefficienze di chi amministra il decoro dei centri urbani, mi pare che una discreta parte di responsabilità ricada su noi cittadini. Italo Calvino, in quel meraviglioso racconto del 1977 - La poubelle agréée, “La pattumiera gradita” - ci ha insegnato che anche i rifiuti sono cultura. Ogni civiltà ha la spazzatura che si merita.

Il No al referendum un segnale anche dagli anziani

Buongiorno Giannini, essendo nauseata della classe dirigente e dalle opposizioni, da molti anni non vado più a votare; ma quando ho visto che con il referendum si voleva cambiare la Costituzione mi è preso un fuoco dentro, e allora – io 76 anni e mio marito 86 – siamo andati a votare No. La mia scheda elettorale era praticamente vuota ma quel timbro per il referendum mi ha fatto inorgoglire. Questo per dirle che non solo i giovani hanno votato No ma anche tanti anziani lo hanno fatto. Ho notato che erano raggianti quelli dell’opposizione: la gente non ha votato per loro ma per la Costituzione. Mariella Grossi Buongiorno Mariella, fa benissimo a essere orgogliosa. Il magnifico risultato del referendum non lo hanno determinato soltanto i giovani tra i 18 e i 34 anni, ma anche la sua classe di età: tra gli over 65, ha votato No il 55 per cento. Dunque, grazie anche a lei e a suo marito, per aver difeso la nostra Costituzione.

L’impossibile rimonta di Giorgia Meloni

Caro Giannini, finalmente una Meloni quasi dimessa, vestita in modo semplice, capelli disordinati, viso privo di trucco da cane bastonato con gli occhi a tratti bassi, tranne elevarli quando, con voce al solito arrogante, ha rivendicato i vari successi e gli ottimi provvedimenti presi dal suo governo. Come fa a non rendersi conto della realtà che la circonda? Ora la premier vuole la rimonta, ma in questo cataclisma potrà riuscirci? Credo proprio di no. sinceramente me lo auguro e lo auguro a tutti gli italiani. Silvana Costanza - Cosenza

Cara Silvana, le rimonte in politica sono sempre possibili, ma sempre più difficili. I cicli di sopravvivenza delle leadership sono diventati molto brevi. È passato Berlusconi, figuriamoci se non passerà Meloni.

Le primarie del centrosinistra e la sindaca-campionessa

Caro Giannini, Silvia Salis ha dichiarato che se le fosse chiesto di candidarsi alle primarie del centrosinistra ci penserebbe. Forse è meglio non tirare per la sottana la sindaca di Genova: è intelligente e saggia e, da campionessa sportiva, sa che i risultati si ottengono solo con tanto impegno, dedizione, fatica, e determinazione. Ma sarei felice se accettasse di partecipare alle primarie e diventasse presidente del Consiglio italiano. Secondo me sarebbe in grado di presiedere egregiamente un governo di persone giuste, di cui ha tanto bisogno questa vilipesa Italia dalla signora Meloni e dai suoi incapaci ministri. Francesco Pulinas

Caro Francesco, Silvia Salis è sicuramente un’ottima risorsa per il centrosinistra. Ma ora la priorità per i partiti dell’opposizione non è scegliere il leader: è chiudersi in una stanza e buttare giù un programma di governo, con dieci idee forti da proporre agli italiani e da porre come vincolo irrinunciabile per chiunque sarà il/la candidato/a premier. Il resto verrà dopo. Io insisto per le primarie, ma se Schlein, Conte e tutti gli altri trovano un altro accordo, tanto meglio. Purché si sveglino. Come diceva il Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie: presto, ché è tardi.

Sul Venerdì del 24 aprile 2026

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