Giannini: l’ingiustizia di aver dimenticato la giustizia
di Massimo GianniniCaro Giannini, ma tutta quella passione per la giustizia in occasione del referendum si è già spenta? Eppure l’inefficienza del sistema giudiziario è una delle voci più importanti della mancata crescita: secondo l’Ocse l’1,6 per cento del Pil 2024, che oggi equivarrebbe a ben 55 miliardi. In questo momento di paventata recessione economica non è opportuno riprendere il tema, stavolta con la necessaria competenza ed avendo ben chiaro l’obiettivo dell’efficientamento? Nicola Narciso (Giovinazzo – Bari)
Caro Nicola, la malsana passione pre-referendaria, ora dissolta nel vento di primavera, era la prova che il governo aveva in testa un solo obiettivo: colpire il potere giudiziario e riportarlo sotto il potere politico. Ora sì, bisognerebbe davvero riaffrontare il problema nell’interesse esclusivo dei c…
Caro Giannini, ma tutta quella passione per la giustizia in occasione del referendum si è già spenta? Eppure l’inefficienza del sistema giudiziario è una delle voci più importanti della mancata crescita: secondo l’Ocse l’1,6 per cento del Pil 2024, che oggi equivarrebbe a ben 55 miliardi. In questo momento di paventata recessione economica non è opportuno riprendere il tema, stavolta con la necessaria competenza ed avendo ben chiaro l’obiettivo dell’efficientamento? Nicola Narciso (Giovinazzo – Bari)
Caro Nicola, la malsana passione pre-referendaria, ora dissolta nel vento di primavera, era la prova che il governo aveva in testa un solo obiettivo: colpire il potere giudiziario e riportarlo sotto il potere politico. Ora sì, bisognerebbe davvero riaffrontare il problema nell’interesse esclusivo dei cittadini che non possono aspettare dieci anni per una sentenza definitiva. Ma le destre non lo faranno. Diceva Longanesi: perché assumersi una responsabilità, quando puoi assumere un sottosegretario? Infatti, nell’ultimo Consiglio dei ministri ne hanno assunti altri cinque.
Le primarie non servono, prima ci vuole il programma
Egregio Giannini, dopo il referendum viene da dire “non tutto è perduto”, ma molto è da costruire. Concordo con Silvia Salis sulla necessità di un accordo tra i progressisti. Non ho mai apprezzato le primarie, che mi paiono americanate. Anche l’identificazione tra segretario di un partito e candidato premier è un modello di altre società. Contano le persone, le loro capacità, l’esperienza, il loro valore. Poi serve un programma di pochi chiari punti: non promettere miracoli ma evidenziare le criticità sulle quali si vuole intervenire. Lo scopo è governare per il bene comune.
Anna Anastasia
Egregia Anna, non tutto è perduto, è vero. Ma i leader del centrosinistra stanno lavorando alacremente perché lo sia. Urge un programma alternativo a quello delle destre. Ed è già troppo tardi. Lorsignori litigano sul “chi”, invece di dire “cosa”. Finiranno per riperdere, chiedendosi “perché”.
Niente gas da Putin.Ma quello di Trump va bene?
Gentile Giannini, comprare il gas e il petrolio da Arabia Saudita, Qatar, Algeria (Paesi notoriamente democratici) o anche da quell’autocrate aspirante dittatore di Trump, è forse meglio che acquistarlo da Putin? Soprattutto, pagandolo carissimo? Poi, non ci credo che lei non ha i soldi per il riscaldamento d’inverno e il condizionatore d’estate, li ho anch’io perché sono benestante, ma tanta gente non ce li ha i soldi. Pertanto, dittatore per dittatore, è meglio quello che ci fa un buon prezzo: nell’attesa che finalmente i nostri governi realizzino veramente le energie rinnovabili.
Monica Marconi
Gentile Monica, petrolio e gas sono da sempre un affare sporco, e la geologia del pianeta ha voluto che a disporne in maggiore quantità fossero da sempre regimi per lo più dittatoriali. Ma insisto: dal 24 febbraio 2022, dopo le “operazioni militari speciali” in Cecenia, in Georgia, in Siria, l’autocrate Putin ha invaso un altro Stato sovrano, seminando terrore e morte tra i civili. Questo, per me, fa tutta la differenza del mondo. Il suo gas emana l’odore acre del sangue ucraino. E io, finché posso, preferirei farne a meno.
Il senso di colpa di Berlino è un aiuto per Israele
Caro Giannini, a proposito del “silenzio assordante” dell’Ue sulle operazioni militari incessanti dell’Idf a Gaza e in Libano, sento spesso gli esperti parlare di “debito storico” che la Germania proverebbe ancora nei confronti del popolo ebraico per la Shoah e che condizionerebbe l’intera Europa, spingendola a non condannare queste azioni devastanti e illegali sul piano del diritto internazionale. Cosa ne pensa?
Ivan Passalacqua
Caro Ivan, i due Paesi più restii a condannare la pulizia etnica di Israele nei confronti dei palestinesi sono Germania e Italia: cioè i due Paesi che “regalarono” al mondo le tragedie del nazi-fascismo. Ma non denunciare lo sterminio a Gaza di oggi non è un buon modo per farsi perdonare l’Olocausto di ieri.
Ci sono bar e ristoranti che si rifanno sui clienti
Gentile Giannini, l’episodio segnalato da Gianfranco Casati sul Venerdì (il supplemento di prezzo per la goccia di latte aggiunta al caffè) merita più che il semplice invito a cambiare bar. È la tendenza di alcune categorie a farsi “giustizia da sé” a spese del cliente; gli esercenti di bar e ristoranti non rientrano tra i contribuenti con maggior indice di affidabilità fiscale; ai tempi del Covid ottennero aiuti pubblici anche da quelli che oggi si vedono chiedere simili “aggiunte”.
Arrigo Arrigoni
Gentile Arrigo, d’accordo su tutto, sull’evasione fiscale praticata e sulla prebenda pubblica pretesa da quelle categorie. Ma di questo dovrebbe occuparsi lo Stato. Noi, poveri clienti, abbiamo solo uno strumento: sfruttare la concorrenza.
Ho chiesto ai miei studenti di capire l’Italia di ieri
Caro Massimo, come te oscillo tra rabbia (governo, Trump, guerre), scoramento e un filo esile di speranza. Il Campo largo non aiuta. Da insegnante, ho dato come compito ai miei studenti di vedere in tv sia il processo di Catanzaro, quando Andreotti rispondeva “non ricordo” alle domande del pm, sia il processo in cui Franca Viola accusava il suo stupratore rifiutando il matrimonio riparatore. Quanti fatti e quanti personaggi, ahimè indimenticabili, hanno funestato i miei otto decenni di vita.
Dora Renotti
Cara Dora, la tua resilienza è una virtù che ti fa onore. Avanti così, con la giusta rabbia, ma senza perdere la tenerezza.
Chi specula in Borsa è seduto alla Casa Bianca
Egregio Giannini, è possibile che Trump e compagnia brutta stiano speculando in Borsa? E possiamo sperare che vengano perseguiti per le loro nefandezze?
Adelmo Iezzi
Egregio Adelmo, rispondo nell’ordine. 1) È possibilissimo: il New York Times ha calcolato che solo con gli up and down delle Borse, Trump e i suoi familiari hanno guadagnato 1,4 miliardi di dollari. 2) Non possiamo sperare alcunché: anche su Putin e Netanyahu pendono ordini d’arresto della Corte penale internazionale, ma nulla accade. Hic manebimus optime.
Sul Venerdì del 1° maggio 2026