✕

Natalia Aspesi: tredicenni e coltelli

Mojmir JeŽek - www.core-edizioni.it 

Ascolta l'audio

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
3 minuti di lettura

Gentile Aspesi, a proposito dello studente tredicenne che in una scuola media ha accoltellato una sua professoressa, mi permetto di dire qualcosa in merito. Nell’arco del mio percorso scolastico ho avuto la gioia di incontrare insegnanti che per lo più sono stati dei veri Maestri. Ma, purtroppo, ne è bastato uno soltanto non all’altezza del suo compito per segnare negativamente il mio percorso. Devo riconoscere che nei miei fallimenti c’è stato lo zampino di una maestra (!) con gravi carenze umane. Vi posso assicurare che, a differenza di adesso, era ben poca la comprensione che allora circolava nelle aule, anche se io posso considerarmi abbastanza fortunato. Sicuramente l’ambiente in cui è cresciuto questo ragazzo non deve averlo aiutato a mitigare certe predisposizioni innate del suo carattere e qualche “ferita” non sanata ha ancora di più esacerbato la sua indole. Per questo penso che la scuola, che adesso può fare affidamento su insegnanti più preparati non solo dal punto di vista…

Gentile Aspesi, a proposito dello studente tredicenne che in una scuola media ha accoltellato una sua professoressa, mi permetto di dire qualcosa in merito. Nell’arco del mio percorso scolastico ho avuto la gioia di incontrare insegnanti che per lo più sono stati dei veri Maestri. Ma, purtroppo, ne è bastato uno soltanto non all’altezza del suo compito per segnare negativamente il mio percorso. Devo riconoscere che nei miei fallimenti c’è stato lo zampino di una maestra (!) con gravi carenze umane. Vi posso assicurare che, a differenza di adesso, era ben poca la comprensione che allora circolava nelle aule, anche se io posso considerarmi abbastanza fortunato. Sicuramente l’ambiente in cui è cresciuto questo ragazzo non deve averlo aiutato a mitigare certe predisposizioni innate del suo carattere e qualche “ferita” non sanata ha ancora di più esacerbato la sua indole. Per questo penso che la scuola, che adesso può fare affidamento su insegnanti più preparati non solo dal punto di vista didattico, può aiutare soprattutto chi si trova a dover attraversare il difficile periodo dell’adolescenza. La professoressa accoltellata che ha mostrato una grande maturità nel rispondere con comprensione e perdono dichiarando, appena uscita fuori pericolo: “Le mie ferite saranno un ponte, non un muro!” ci mostra quale è la strada da seguire. Raffaele Pisani

Sarebbe bello se il tredicenne incontrando le persone giuste potesse diventare buonissimo. Ma a me solo il pensiero di incontrarlo e farmi accoltellare a pochi millimetri dall’aorta, facendomi restare secca, non mi piace per niente. Va bene, per questa volta lo perdoniamo, e dovremmo anche dirgli, forse, che le coltellate con la maglietta con la scritta “vendetta” sul suo corpicino sarebbe meglio che non le desse. Noi siamo particolarmente buoni, e speriamo che lui quella maglietta subito la lavi. Spero che non lo puniscano eccessivamente, ma vorrei esserne sicura. Ancora non sappiamo come sono davvero i nuovi tredicenni.

Vivere in un Paese abbrutito e manipolato

Cara Signora Aspesi, immagino condividerà la mia tristezza per la deriva che ha fatto regredire linguaggi, gusti e comportamenti degli italiani, ovvero per quella sorta di abbrutimento che ha livellato in basso vasti strati della popolazione. Come se una crisi di “difese culturali” avesse dato via libera al contagio di un virus che ha minato la salute del Bel Paese. A confermarlo sono tanti indicatori che ci dicono quanta villania e brutalità abbia attecchito nei modi di esprimersi in tutti gli strati della società. Becera sgarbatezza e spocchiosa arroganza hanno preso il posto dell’antico appeal cordiale ed empatico, che era il vanto della nostra gente. Dalla scortesia e cafonaggine diffusa a comportamenti che degenerano nelle gravi manifestazioni, di rabbiosa violenza contro tutti e tutto, il passo è breve come ci raccontano le cronache. Sulle cause si è tanto ragionato: scuola e famiglia hanno smesso di essere i laboratori in cui si forgiava l’educazione dei nuovi cittadini. Le chiedo se sospetta ci sia stata l’attuazione di un progetto di plagio collettivo dalle finalità oscure. Gli italiani, utilizzati come cavie hanno dimostrato di assorbire tutto quello che viene loro propinato con assidua costanza. Siamo diventati un Paese che si fa manipolare senza opporre più resistenza? Come leggere altrimenti il consenso acritico riservato ancora a un governo a dir poco fallimentare? Un caro saluto, Lettera firmata

Concordo sul suo “consenso acritico riservato ancora a un governo a dir poco fallimentare”. Mi fermo su questo suo lamento e mi ci associo. Non so se arrivando da noi la pasticciata sinistra (io è di Conte che non mi fido, la Schlein potrebbe essere giusta, i due inutili sostenitori meno) le cose cambierebbero. Non credo proprio che ci sia “un plagio collettivo dalle finalità oscure”. Il fatto è che i nuovi ministri, Salvini per primo, non sono un grande esempio, non viene in mente a nessuno di comportarsi come loro. Poi è vero, i genitori, anche i più bravi, non osano entrare nelle scelte dei figli. Anche qui, non so se è meglio così. Quindi che dire? Forse basterebbe che padri e madri gli togliessero l’uso di avere sempre un coltello con lama affilata per trasformarli in eventuali assassini.

Il libro perduto che tutti vogliono regalare

Buongiorno Signora Aspesi, ho letto in mattinata che non ha il suo libro, da poco ristampato, Lui! Visto da Lei. Avendone una copia della prima pubblicazione, sarei felice di potergliela donare, anche di persona, anche se lo immagino inusuale e paradossale in questa epoca digitale anche per noi analogici, come il suo amico Stefano (Bonaga) con cui spesso parliamo di Lei e delle vostre divertenti giornate trascorse in varie occasioni. In attesa di eventuali sue indicazioni su come recapitarle il dono, la ringrazio per la curiosità che mi trasmette ormai da tanto tempo. Cordialmente, Maurizio Ragazzi, Bologna

Caro Ragazzi che peccato! Il libro ormai ce l’ho, me l’hanno portato altri gentilissimi amici. Mi pare che ai suoi tempi aveva venduto parecchio. Quanto al per me giovane Bonaga, bravo docente di filosofia, ormai ci sentiamo per telefono, e lamentandoci ogni volta vuoi di questo vuoi di quello, ci consoliamo.

L’insopportabile supponente fa sempre cambiare canale

Carissima Natalia, seguo abbastanza Otto e mezzo di Lilli Gruber, ma confesso che, quando parla Italo Bocchino, io tolgo l’audio o cambio canale. Mi vanno bene ormai tutti “quegli altri”, perfino Sallusti è diventato umano, e Giuli?, quasi delizioso. Ma Bocchino proprio no! Fastidioso, supponente, insopportabile, e troppo astioso (possibile che digerisca sempre male?!?!). Mi ricorda Schifani e Vito di trent’anni fa, quando Berlusconi li mandava apposta nei talk-show per alzare la voce, interrompere, spezzare il filo del discorso e minare la discussione con false notizie, scuotimenti di testa e risatine alla... Bocchino. Un tuo affezionato coetaneo, Lanfranco Mancini, Firenze

Escludendo l’idea che lei sia mio coetaneo, perché la immagino quasi giovane, anche io non sopporto il Bocchino: appena capita un destro quasi presentabile nei paraggi, i bravi conduttori si esaltano, e subito lo riempiono credo di ottime referenze perché tutti lo usino (in realtà se ne trovano davvero pochi). La Gruber ce l’ha il suo Bocchino quando vuole, con le sue squisitezze tentennanti e sorridenti, che lo fanno scivolar via nel vuoto. Eppure la presenza dei vari Bocchino è davvero indispensabile, per fare in modo che il talk show risulti sempre un po’ di sinistra e un po’ di destra.

Sul Venerdì del 1° maggio 2026

Leggi i commenti