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Yarvin, l’ideologo che vuole resettare il sistema

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RADICI Ascesa e pensiero (spesso bizzarro) del pensatore di riferimento della tecnodestra Usa
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Con lo pseudonimo Mencius Moldbug (dal filosofo confuciano Mencio e lo Scarabeo d’Oro Gold-Bug di Edgar Allan Poe) Curtis Yarvin, informatico e ideologo neoreazionario statunitense, ha pubblicato nel 2007 sul suo blog una Lettera aperta di 300 pagine: la democrazia non è più una forma di governo adatta alle società contemporanee; il sistema va riavviato (reboot, spento e riacceso) e i poteri trasferiti a un Ceo, l’amministratore delegato di una grande azienda in startup innovative (venture capitalist, con patrimoni vicini al budget di uno Stato) o di tecnoindustrie, come il compianto Steve Jobs. Con rimandi al cattolicesimo, e toni ora seri, ora irritanti ora spiazzanti e senza senso, Mencius proponeva di licenziare i dipendenti pubblici, “sottomettere” le popolazioni “meno civilizzate”, e trasformare dunque il governo nella dittatura di un Ceo, profittevole e armata fino ai denti.

Con lo pseudonimo Mencius Moldbug (dal filosofo confuciano Mencio e lo Scarabeo d’Oro Gold-Bug di Edgar Allan Poe) Curtis Yarvin, informatico e ideologo neoreazionario statunitense, ha pubblicato nel 2007 sul suo blog una Lettera aperta di 300 pagine: la democrazia non è più una forma di governo adatta alle società contemporanee; il sistema va riavviato (reboot, spento e riacceso) e i poteri trasferiti a un Ceo, l’amministratore delegato di una grande azienda in startup innovative (venture capitalist, con patrimoni vicini al budget di uno Stato) o di tecnoindustrie, come il compianto Steve Jobs. Con rimandi al cattolicesimo, e toni ora seri, ora irritanti ora spiazzanti e senza senso, Mencius proponeva di licenziare i dipendenti pubblici, “sottomettere” le popolazioni “meno civilizzate”, e trasformare dunque il governo nella dittatura di un Ceo, profittevole e armata fino ai denti.

Intorno al 2013, Peter Thiel, l’imprenditore teorico dell’Anticristo, ha finanziato le imprese di Curtis Yarvin, Urbit (rete informatica peer-to-peer, decentralizzata) e Tlon (il nome tratto da un racconto di Borges, dove una grande cospirazione di intellettuali, tra cui – ci torneremo – l’empirista inglese George Berkeley, immagina un nuovo mondo, Tlön). Ma dal 2019 Yarvin si concentra sul ruolo di ideologo; pubblica una rivista in rete, da cui attacca la politica, la cultura woke e tutto il sistema del “pensiero unico” che chiama “la Cattedrale” – RAGE è il suo progetto (Retire, manda in pensione, all Government Employees) per smantellare il Deep State, dipartimenti, uffici, università: J.D. Vance, l’attuale vicepresidente Usa, cita spesso l’intento di Yarvin di “de-wokificare” le istituzioni.

Con la stampa, Yarvin usa toni spicci; al giornalista di Breibart News Milo Yiannopoulos ha consigliato di trattare i neonazi con “paternalismo tipico dei comunisti: il suo cuore è dalla parte giusta, signorina, ora vada a farsi una doccia e a radersi le ascelle”. Curtis Yarvin spiega così le radici del suo pensiero - arricchito nel 2012 dalle teorie dell’“Illuminismo oscuro” del filosofo inglese Nick Land (ribaltamento dei valori illuministi tradizionali): «Sono stato educato da progressista di sinistra, da figlio di diplomatico», studiando nelle università liberali di Brown e Berkeley (l’empirista di cui sopra) e creando start-up nella Silicon Valley: «poi, ho perso la fiducia». Il 20 gennaio 2025, Yarvin è stato ospite d’onore del gala organizzato dalla Passage Press per il giuramento del secondo mandato – l’ “incoronazione” – di Trump (tutti i particolari nell’allarmante Onnipotenti di Irene Doda, edito da Fuoriscena).

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