Essere bombardati dalle notifiche in arrivo dalle varie app sul cellulare, e che provano a imporsi alla nostra attenzione qualunque cosa si stia facendo, non è solo un fastidio, ma un attentato alle nostre capacità cognitive. «È quello che ho cominciato a pensare notando la prolungata perdita di concentrazione a cui andavo incontro ogni volta che mi arrivava una notifica sul cellulare durante il lavoro», spiega Hippolyte Fournier, psicologo dell’università Lumière di Lione. «E così ho deciso di indagare i dettagli di questo fenomeno». Per farlo, come spiegato su Computers in Human Behavior, ha chiesto a 180 studenti universitari ventenni, bersagliati in media da 150 notifiche al giorno, di sottoporsi a un esperimento: mentre svolgevano un test di Stroop (sul video appaiono nomi di colori scritti in un colore diverso, tipo rosso scritto in verde, e si deve dire di che colore è la scritta, cosa che richiede concentrazione), un terzo del campione riceveva ogni tanto notifiche dirette a l…
Essere bombardati dalle notifiche in arrivo dalle varie app sul cellulare, e che provano a imporsi alla nostra attenzione qualunque cosa si stia facendo, non è solo un fastidio, ma un attentato alle nostre capacità cognitive. «È quello che ho cominciato a pensare notando la prolungata perdita di concentrazione a cui andavo incontro ogni volta che mi arrivava una notifica sul cellulare durante il lavoro», spiega Hippolyte Fournier, psicologo dell’università Lumière di Lione. «E così ho deciso di indagare i dettagli di questo fenomeno». Per farlo, come spiegato su Computers in Human Behavior, ha chiesto a 180 studenti universitari ventenni, bersagliati in media da 150 notifiche al giorno, di sottoporsi a un esperimento: mentre svolgevano un test di Stroop (sul video appaiono nomi di colori scritti in un colore diverso, tipo rosso scritto in verde, e si deve dire di che colore è la scritta, cosa che richiede concentrazione), un terzo del campione riceveva ogni tanto notifiche dirette a lui, un altro terzo notifiche che non lo riguardavano e un altro terzo notifiche illeggibili. «Lo scopo era capire quanto duri la distrazione e cosa ci distragga di più: il fatto che siano dirette a noi, la sola presenza sullo schermo o il contenuto? È risultato che in media una notifica peggiorava i tempi di risposta per circa sette secondi dopo il suo arrivo, e che quelle dirette personalmente al volontario facevano peggiorare i tempi di risposta il doppio delle altre. Tutto ciò fa capire quanto possano danneggiare le performance di studio o lavoro».
Ma perché sono così efficaci nel distrarci? «Abbiamo due tipi di attenzione: volontaria, che controlliamo consapevolmente, per esempio quando decidiamo di concentrarci su un compito, e istintiva, che viene innescata da segnali in arrivo dall’esterno, che si impongono, sequestrando le nostre capacità cognitive, perché l’attenzione istintiva è ciò che ci salva la vita quando si manifesta un potenziale pericolo. Le notifiche rientrano in questa seconda categoria: sono molto difficili da ignorare e drenano la concentrazione».
Ora Fournier intende approfondire lo studio. «Nel frattempo il mio consiglio è molto semplice: bloccate le notifiche quando dovete fare cose che richiedano attenzione continua, e programmate i social in modo che non inviino notifiche nelle ore del giorno in cui probabilmente avete più bisogno di contare in pieno sulle vostre capacità cognitive».
Sul Venerdì del 15 maggio 2026